Udine, al Comando dei Carabinieri uno spazio permanente racconta la storia del confine orientale
Nella sede della Legione Friuli Venezia Giulia inaugurata la Sala della Memoria: reperti storici, testimonianze del territorio e visite dedicate anche agli studenti.
Un nuovo luogo dedicato alla memoria storica trova casa a Udine, dentro la sede del Comando Legione Carabinieri “Friuli Venezia Giulia”. Da oggi, 3 settembre 2026, è aperta la Sala della Memoria, pensata per raccogliere e restituire al territorio pagine decisive della storia dell’Arma e delle vicende che hanno segnato il confine orientale.
L’iniziativa ha un significato particolare per il capoluogo friulano, che ospita uno spazio costruito attorno a documenti, oggetti e simboli capaci di raccontare non solo la presenza dei Carabinieri, ma anche i cambiamenti vissuti da questa regione di frontiera nel corso del Novecento.
La nuova sala non sarà riservata alle sole cerimonie istituzionali. È previsto infatti l’accesso anche per le scolaresche, nell’ambito delle visite organizzate nella sede del Comando, così da offrire ai più giovani un percorso legato alla storia locale, all’evoluzione dei confini e al ruolo svolto dall’Arma in questo contesto.
Un percorso tra cimeli e identità del territorio
All’interno della Sala della Memoria sono raccolti reperti di rilievo storico provenienti dal Museo Storico dei Carabinieri, affiancati da materiali che richiamano direttamente la memoria del Friuli Venezia Giulia. L’allestimento comprende anche grandi teche in vetro, realizzate grazie a risorse messe a disposizione dalla Regione.
Tra gli oggetti esposti figurano le uniformi del tenente colonnello Alfredo Vituzzi, comandante della 356esima Sezione della Divisione Celere Carabinieri Reali, che nel 1940 era di stanza a Cividale del Friuli prima della partenza per la Campagna di Russia.
Nello spazio trovano posto anche armi d’epoca e la bandiera italiana della disciolta Legione Carabinieri di Trieste, consegnata nel 1954 al Museo Storico dell’Arma nel momento del ritorno di Trieste all’Italia. Elementi che danno alla sala un profilo non soltanto celebrativo, ma anche documentario.
Secondo quanto sottolineato nel corso dell’inaugurazione, il percorso richiama una storia che supera i mutamenti amministrativi e politici attraversati nel tempo da queste terre, includendo il ricordo delle stazioni dei Carabinieri attive in località che allora erano italiane.
Il valore pubblico della nuova sala a Udine
Alla presentazione è intervenuto il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Cultura, Mario Anzil, che ha descritto il nuovo spazio come un luogo in grado di conservare la memoria di una comunità di confine e di offrire strumenti utili per comprendere le vicende che hanno inciso sull’identità regionale.
Nel suo intervento, Anzil ha collegato il progetto alla natura stessa del Friuli Venezia Giulia, sottolineando come il sostegno della Regione voglia rafforzare una cultura di frontiera fondata sulla conoscenza della propria storia. Un passaggio che, in una città come Udine, sede del Comando e crocevia del Friuli, assume un peso ulteriore.
Il vicegovernatore ha inoltre richiamato il significato della presenza di Paola Del Din, medaglia d’oro al Valor militare, indicandola come testimone vivente delle vicende che hanno attraversato il confine orientale. Un riferimento legato anche alla capacità del Friuli di rialzarsi dopo le prove più dure della sua storia.
Le realtà coinvolte nell’allestimento
Nel corso della cerimonia sono stati ringraziati i protagonisti che hanno contribuito alla nascita della Sala della Memoria. Tra questi il comandante della Legione, generale di Brigata Gabriele Vitagliano, il generale in congedo Stefano Toscano e le persone che hanno lavorato alla realizzazione del progetto.
Fra i soggetti coinvolti compare anche Roberto Giurano, presidente della Fondazione Scriptorium Foroiuliense, da anni attiva in iniziative culturali legate all’Arma. Presente inoltre Stefano Paron, capogruppo del Gruppo Alpini di Rivignano Teor dell’Associazione Nazionale Alpini - Sezione di Udine, che ha contribuito all’allestimento con alcune testimonianze rare. Per Udine, la nuova sala si candida così a diventare un punto di riferimento stabile per leggere la storia del territorio attraverso uomini, simboli e documenti.