Udine, alla Loggia del Lionello il dialogo con la Corea passa dall’arte: al Console donata un’opera di MIK¥

Nel programma di Friulinkorea spazio alla pittura dal vivo, al taekwondo e a una mostra ispirata alla Fenice, con il capoluogo friulano al centro dell’incontro.

12 ottobre 2026 08:45
Udine, alla Loggia del Lionello il dialogo con la Corea passa dall’arte: al Console donata un’opera di MIK¥ -
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Alla Loggia del Lionello, nel cuore di Udine, l’incontro tra il territorio friulano e la cultura coreana ha preso forma attraverso un gesto simbolico: la consegna di un’opera allestita e poi donata al Console Generale della Repubblica di Corea, Choi Tae-Ho. È uno dei momenti che hanno segnato l’edizione del 26 settembre di “Friulinkorea”, appuntamento costruito per mettere in relazione istituzioni, sport e linguaggi artistici.

L’iniziativa è stata ideata e promossa da Luca Lorenzo Drexler, maestro di Taekwondo, presidente della ASD Scuola Drexler e presidente dell’APS Mandi FVG, con la partecipazione delle istituzioni regionali e del Comune di Udine. Nel programma della giornata, il capoluogo friulano ha ospitato una serie di contributi pensati per raccontare un legame culturale in chiave pubblica e condivisa.

Tra i passaggi più seguiti c’è stata la performance di MIK¥, nome d’arte di Michela Maurizi, artista già conosciuta anche per il suo lavoro sui ritratti manga e in passato premiata da Confartigianato Udine con il Premio Giovani Imprenditori. Davanti al pubblico ha realizzato un grande dipinto mentre si susseguivano le esibizioni di taekwondo del Demo Team Germania e della scuola Drexler.

MIK¥ dona un’opera al Console coreano Choi Tae-Ho durante Friulinkorea a Udine

Il dono al Console e il significato dell’opera

Il lavoro nato durante la performance è stato consegnato il giorno seguente come omaggio personale dell’artista al Console Generale Choi Tae-Ho, arrivato a Udine insieme al Viceconsole Kim Tae-Woo. Il dono è stato accolto con apprezzamento e letto come un segno di vicinanza tra due realtà geograficamente lontane ma unite, nell’occasione, da un progetto comune.

La giornata, però, non si è fermata alla sola esibizione dal vivo. Accanto alla parte performativa, l’evento ha proposto anche un percorso espositivo che ha attirato l’attenzione delle autorità diplomatiche, della comunità coreana presente e degli artisti coinvolti nella cerimonia inaugurale, tra cui cantanti lirici coreani.

MIK¥ dona un’opera al Console coreano Choi Tae-Ho durante Friulinkorea a Udine

La mostra sulla Fenice e il legame con l’Asia

Nella mostra collettiva curata da Deborah Drexler di Punto Volante, MIK¥ ha presentato nuove tele dedicate al ciclo della Fenice. Si tratta di opere maturate anche grazie ai suoi viaggi in Asia e, in particolare, ai sei soggiorni compiuti in Corea del Sud, spesso affrontati da sola. L’ultimo, durato circa un mese tra Cina e Corea, è stato dedicato alla ricerca artistica e spirituale attorno a questo simbolo.

Proprio quei quadri hanno suscitato osservazioni molto positive da parte del Console, del Viceconsole e degli ospiti coreani presenti. Soffermandosi sui dettagli degli abiti tradizionali e sui richiami simbolici orientali, hanno evidenziato l’autenticità con cui le opere restituiscono sensibilità, visione e riferimenti della cultura coreana.

MIK¥ dona un’opera al Console coreano Choi Tae-Ho durante Friulinkorea a Udine

Udine come luogo di incontro culturale

Per l’artista, arrivata in Friuli sei anni fa dalle Marche e fondatrice a Udine del suo primo atelier di questo genere, l’appuntamento ha avuto anche un valore personale. MIK¥ ha spiegato di aver vissuto l’evento come un ringraziamento verso due terre che hanno inciso profondamente sulla sua crescita umana e professionale.

Nelle sue parole, la Corea e la Fenice coincidono con un’idea di rinascita e trasformazione interiore, capace di convertire il dolore in bellezza. Un percorso che l’artista lega anche a una poesia scritta durante il suo ultimo viaggio in Asia: “Dalle ferite nascono i doni, come dal fango i fiori di loto”.

Da Udine, dunque, è partito un messaggio che va oltre la singola cerimonia: la città si è proposta come spazio di scambio fra culture, con l’arte a fare da ponte concreto. E l’orizzonte indicato dall’artista guarda già avanti, con il desiderio di portare queste opere davanti a un pubblico ancora più ampio, magari proprio a Seul.

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