Aster Coop, 50 anni di crescita: a Udine il racconto di una cooperativa che guarda già al domani
Aster Coop festeggia 50 anni a Udine tra logistica, lavoro, innovazione, libro storico, premio di laurea e nuovo logo.
UDINE – Una storia lunga cinquant’anni che non parla soltanto di impresa, numeri e risultati, ma soprattutto di persone, di territorio, di lavoro condiviso e di una visione che ha saputo attraversare le trasformazioni economiche e sociali senza perdere la propria identità. Si è concluso nella serata di martedì 31 marzo, nel Salone del Parlamento sul colle del Castello di Udine, il convegno “50 anni dentro il cambiamento”, l’appuntamento con cui Aster Coop ha scelto di celebrare il proprio cinquantesimo anniversario guardando non solo al passato, ma anche alle sfide dei prossimi anni.
L’evento ha riunito istituzioni, rappresentanti del mondo economico, cooperativo e accademico, offrendo un’occasione di confronto sul presente e sul futuro della cooperazione, della logistica e del lavoro. Una serata costruita non come semplice ricorrenza celebrativa, ma come momento di riflessione su un modello imprenditoriale che in mezzo secolo ha saputo radicarsi profondamente nel Friuli Venezia Giulia, generando crescita e occupazione.
Cinquant’anni raccontano un tempo lungo, ma soprattutto descrivono una traiettoria. Aster Coop ha trasformato una realtà nata nel 1976 in una struttura solida e riconoscibile, capace di evolvere con i mutamenti del mercato mantenendo al centro i propri valori fondativi.
La cooperativa è nata come COFAMO – Cooperativa Facchini Mercato Ortofrutticolo di Udine e, nel corso dei decenni, ha saputo ampliare il proprio raggio d’azione fino a diventare un soggetto rilevante nella logistica e nella gestione dei magazzini, arrivando oggi a un volume d’affari vicino ai 50 milioni di euro e a circa mille soci.
Un percorso che si inserisce in un contesto regionale dove il rapporto tra impresa, innovazione e territorio continua a essere decisivo, come dimostra anche il recente focus sui 50 anni di Aster Coop raccontati con le parole dell’assessore Bini, segnale di quanto questa esperienza sia considerata significativa per l’intero tessuto produttivo friulano.
A dare il senso più profondo dell’anniversario è stato il presidente di Aster Coop, Claudio Macorig, che ha sottolineato come questo traguardo non debba essere letto come un punto di arrivo, ma come un passaggio verso una nuova fase.
Nel suo intervento ha ribadito che le radici della cooperativa sono forti e che proprio da quella solidità bisogna continuare a costruire. Il tema centrale è stato quello dello sviluppo sostenibile, ma anche della necessità di continuare a investire nelle persone, considerate il vero patrimonio dell’azienda.
Macorig ha tracciato una prospettiva ambiziosa: fare di Aster Coop un vero ecosistema, un sistema integrato nel quale persone, tecnologie e processi collaborino per creare valore. Una visione moderna, che unisce continuità e innovazione, responsabilità e crescita, con l’idea che chi guida oggi la cooperativa sia chiamato a custodirla e rafforzarla per le generazioni future.
Tra i contributi più significativi della serata anche quello, in collegamento video, dell’ex ministro del Lavoro e delle Politiche sociali ed ex presidente nazionale di Legacoop Giuliano Poletti.
Il suo intervento ha rimesso al centro la dimensione umana di questi cinquant’anni. Poletti ha ricordato che un anniversario di questo tipo non misura soltanto il tempo trascorso, ma rappresenta una parte autentica della storia sociale ed economica del Paese. Ha sottolineato come dietro il cammino di una cooperativa come Aster ci siano soprattutto donne e uomini che hanno creduto in un’idea, trasformandola in un progetto condiviso e concreto.
Una riflessione che rafforza il valore del modello cooperativo in una fase in cui il mondo del lavoro è sottoposto a continui cambiamenti e a nuove pressioni, non solo economiche ma anche culturali e organizzative.
Cuore del convegno è stato il talk “Il lavoro che cambia, l’impresa che evolve”, moderato dal management consultant Michele Valerio, che ha messo a confronto visioni ed esperienze diverse ma complementari.
A partecipare al dibattito sono stati l’assessore regionale Alessia Rosolen, il presidente nazionale di Legacoop Simone Gamberini e il manager Waldo Pagani. Il confronto ha toccato i grandi temi della trasformazione del lavoro, delle sfide organizzative e del ruolo dell’impresa in una fase storica segnata da instabilità, transizione tecnologica e bisogno di nuove competenze.
Gamberini ha evidenziato con forza il valore del modello cooperativo, definendolo una risposta concreta alle sfide contemporanee. Secondo il presidente di Legacoop, la cooperazione riesce a tenere insieme efficienza economica e valori sociali, promuovendo partecipazione, dignità del lavoro e sviluppo sostenibile. Un giudizio che riconosce in Aster Coop un esempio concreto di impresa capace di restare competitiva senza rinunciare alla propria missione sociale.
Nella parte finale della serata hanno preso la parola anche il sindaco di Udine Alberto Felice De Toni, l’assessore regionale Sergio Emidio Bini, il delegato alle Relazioni esterne di Confindustria Udine Daniele Stolfo e la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig.
Proprio Vogrig ha definito Aster Coop un caso emblematico di cooperazione capace di unire mutualità interna e responsabilità verso la comunità, contribuendo allo sviluppo del territorio e alla crescita delle persone. Un concetto che fotografa bene il doppio binario sul quale la cooperativa ha costruito la propria storia: da una parte la solidità organizzativa, dall’altra la funzione sociale.
In una città che in questi mesi sta puntando molto su rilancio urbano, servizi e attrattività, la presenza di realtà economiche capaci di radicarsi e innovare assume un peso strategico, come emerge anche dal percorso di riqualificazione del centro storico di Udine tra opere, turismo ed eventi, che ridisegna il volto della città e ne rafforza la centralità.
Uno dei momenti più attesi della serata è stata la presentazione in anteprima del volume “Logistica di valore – Storia di Aster Coop”, scritto da Federico Gangi.
Il libro ripercorre le tappe fondamentali della cooperativa, dalla fondazione fino alla fase attuale, offrendo non solo una ricostruzione storica ma anche una lettura del significato che questa esperienza ha avuto nel tempo. Dalle origini legate al mercato ortofrutticolo fino alla trasformazione in una realtà articolata nel settore logistico, il volume mette in luce la capacità di Aster Coop di adattarsi ai mutamenti economici, normativi e culturali senza disperdere la propria identità.
La pubblicazione diventa così una sorta di memoria collettiva, utile non solo per guardare indietro, ma anche per comprendere come una cooperativa possa affrontare il cambiamento trasformandolo in opportunità. In questo senso, il racconto di Aster Coop si lega a una visione più ampia di impresa radicata e contemporanea, simile a quella che emerge anche in altri percorsi di crescita del territorio, come quello di Borgo Soandri a Sutrio, esempio di sviluppo e valorizzazione locale.
Nel corso del convegno è stata annunciata anche una nuova iniziativa destinata a guardare avanti: un premio di laurea promosso in collaborazione con l’Università di Udine.
All’iniziativa partecipano anche i professori Giovanni Cortella e Agostino Dovier, e se i dettagli saranno resi noti più avanti, il significato del progetto è già chiaro. L’obiettivo è rafforzare il legame tra cooperazione, formazione universitaria e nuove generazioni, favorendo un ponte concreto tra mondo accademico e sistema produttivo.
Questa scelta conferma la volontà di Aster Coop di non limitarsi a celebrare il passato, ma di investire nelle competenze del futuro, in una fase storica in cui attrarre giovani talenti e costruire relazioni con il mondo della formazione è sempre più importante.
La serata ha avuto anche un forte valore simbolico grazie alla presentazione del nuovo logo di Aster Coop. Un restyling che conserva la continuità con la storia dell’azienda ma introduce un linguaggio visivo più attuale, pensato per accompagnare le sfide dei prossimi anni.
Il nuovo segno grafico è stato interpretato come il simbolo di una realtà che non rinnega il proprio passato, ma sceglie di rileggerlo in chiave contemporanea. Un equilibrio tra memoria e innovazione, proprio come accade nel percorso stesso della cooperativa.
A rendere ancora più originale il racconto dell’evento è stata anche la presenza della visual artist Arianna Ruffinengo, che ha fissato i momenti più significativi della serata attraverso le sue vignette, poi presentate al pubblico a chiusura del convegno.
Il titolo del convegno, “50 anni dentro il cambiamento”, è probabilmente la sintesi più efficace della storia di Aster Coop. Perché il filo conduttore emerso nel corso della serata è stato proprio questo: la capacità di stare dentro le trasformazioni del lavoro, dell’economia e della società senza perdere la propria bussola.
Aster Coop si è presentata come una realtà affidabile, contemporanea e capace di leggere il presente. Non solo una cooperativa che ha resistito nel tempo, ma una struttura che continua a interrogarsi sul domani e che prova a costruirlo attraverso responsabilità, organizzazione, innovazione e attenzione alle persone.
Un messaggio che parla non solo al mondo della cooperazione, ma all’intero sistema economico regionale, chiamato oggi a confrontarsi con scenari sempre più complessi e con la necessità di tenere insieme competitività e coesione sociale. Un tema che torna centrale anche nel dibattito su commercio, servizi e tenuta dei territori nei piccoli comuni del Friuli, dove lo sviluppo economico è strettamente legato alla qualità della vita delle comunità.
Dal convegno di Udine è emersa una convinzione condivisa: cinquant’anni non bastano per raccontare tutto, ma sono abbastanza per capire la direzione. E la direzione indicata da Aster Coop è quella di un’impresa cooperativa che vuole continuare a crescere, a innovare e a investire, rimanendo fedele ai propri principi.
L’anniversario celebrato nel Salone del Parlamento non è stato quindi soltanto un omaggio alla storia della cooperativa. È stato il racconto di un’esperienza che continua, di un percorso che si rinnova e di un modello che prova a rispondere alle trasformazioni del presente senza smarrire il senso del proprio ruolo.
In definitiva, la serata di Udine ha restituito l’immagine di una cooperativa che ha attraversato il cambiamento e che oggi sceglie di starci ancora dentro, con radici solide, idee chiare e la volontà di continuare a generare valore per il territorio, per il lavoro e per le persone.