Udine, città sempre più matura: cresce il peso degli anziani e aumentano le famiglie di una sola persona
Dal nuovo Profilo di Salute emerge un capoluogo con residenti stabili ma equilibri sociali cambiati: più over 65, molti nuclei soli e servizi da ripensare.
Non perde abitanti, ma cambia composizione sociale. È questa la fotografia che emerge per Udine dal nuovo Profilo di Salute, lo studio curato da IRES FVG nell’ambito del programma OMS “Città Sane”, presentato a Palazzo D'Aronco e destinato a orientare le prossime scelte del Comune in campo sociale e sanitario.
Il capoluogo friulano resta attorno ai 98 mila residenti, ma i numeri raccontano una città più anziana rispetto al passato e con una quota molto ampia di persone che affrontano la quotidianità senza conviventi. Un assetto che incide direttamente sull’organizzazione dell’assistenza, sulla prevenzione e sulla programmazione dei servizi di prossimità.
La fotografia demografica del capoluogo
Il dato che colpisce di più riguarda l’età media della popolazione udinese. Gli over 65 sono 26.591, cioè il 27,1% dei residenti, mentre i minori di 15 anni si fermano al 10,7%. Tradotto: per ogni 100 giovani sotto i 15 anni, in città ci sono 253 anziani.
L’età media ha raggiunto i 48,4 anni e, rispetto al 2011, la fascia degli over 50 è cresciuta di circa 6 mila unità. Un cambiamento che non riguarda solo le statistiche, ma il modo in cui la città dovrà leggere i propri bisogni nei prossimi anni.
Accanto all’invecchiamento della popolazione, pesa il tema della solitudine abitativa. Quasi la metà delle famiglie udinesi è formata da una sola persona e il quadro presentato dal Comune sintetizza questo fenomeno con un dato netto: un residente su quattro vive da solo.
Uno strumento per decidere le priorità
Il lavoro di IRES FVG non si limita a descrivere la situazione attuale. Lo studio, costruito seguendo il modello dell’Organizzazione mondiale della sanità, utilizza 32 indicatori quantitativi, integrati da altri dati statistici e dal sistema di sorveglianza PASSI, per offrire una base operativa al futuro Piano di Salute cittadino.
Udine parte da un percorso già consolidato: aderisce al progetto “Città Sane” dal 1995 ed è nella Rete Italiana Città Sane – OMS dal 2001. L’impostazione è quella che lega il benessere non soltanto alle cure, ma anche a fattori come casa, reddito, ambiente urbano, mobilità, alimentazione e qualità delle relazioni sociali.
Per una realtà come quella udinese, questo significa leggere la salute in modo più ampio: non solo ospedali e ambulatori, ma anche quartieri vivibili, spazi pubblici accessibili e reti sociali capaci di ridurre le fragilità.
I segnali positivi emersi dall’indagine
Nel quadro generale non mancano gli elementi favorevoli. Il report evidenzia una buona adesione agli screening oncologici, considerata un punto solido sul fronte della prevenzione, insieme a una disponibilità di asili nido e a una presenza significativa di verde urbano, fattori che incidono sulla qualità della vita.
Lo studio richiama anche altri aspetti che rafforzano il profilo cittadino, come i livelli di istruzione e di reddito. In altre parole, Udine si presenta con criticità demografiche importanti, ma anche con risorse già presenti su cui costruire risposte più mirate.
La presentazione pubblica e i prossimi passaggi
I risultati delle due indagini sono stati illustrati dai ricercatori Alessandro Russo e Gianluca Masotti durante l’incontro dell’8 ottobre in Sala Ajace. Ad aprire i lavori è stato il sindaco Alberto Felice De Toni, con l’introduzione di Stefania Pascut, responsabile dell’unità operativa comunale Progetti Area Socio-Sanitaria.
Le conclusioni sono state affidate a Silvio Brusaferro dell’Università di Udine, al presidente di Federsanità ANCI FVG Giuseppe Napoli e all’assessore comunale alla Salute ed Equità sociale Carlo Giacomello. Proprio Giacomello ha richiamato la necessità di preparare la città a trasformazioni sociali e anagrafiche sempre più evidenti, puntando su prevenzione, stili di vita sani e riduzione delle disuguaglianze.
Il documento diventerà ora la base conoscitiva per fissare le priorità d’intervento, coordinare le azioni del Comune con i servizi sanitari e verificare nel tempo se le misure adottate riusciranno davvero a rispondere a una Udine che invecchia e che, sempre più spesso, vive da sola.