Udine, città sempre più matura: cresce il peso degli anziani e aumentano le famiglie di una sola persona

Dal nuovo Profilo di Salute emerge un capoluogo con residenti stabili ma equilibri sociali cambiati: più over 65, molti nuclei soli e servizi da ripensare.

12 ottobre 2026 15:18
Udine, città sempre più matura: cresce il peso degli anziani e aumentano le famiglie di una sola persona -
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Non perde abitanti, ma cambia composizione sociale. È questa la fotografia che emerge per Udine dal nuovo Profilo di Salute, lo studio curato da IRES FVG nell’ambito del programma OMS “Città Sane”, presentato a Palazzo D'Aronco e destinato a orientare le prossime scelte del Comune in campo sociale e sanitario.

Il capoluogo friulano resta attorno ai 98 mila residenti, ma i numeri raccontano una città più anziana rispetto al passato e con una quota molto ampia di persone che affrontano la quotidianità senza conviventi. Un assetto che incide direttamente sull’organizzazione dell’assistenza, sulla prevenzione e sulla programmazione dei servizi di prossimità.

Udine invecchia: over 65 al 27,1% e un residente su quattro vive solo

La fotografia demografica del capoluogo

Il dato che colpisce di più riguarda l’età media della popolazione udinese. Gli over 65 sono 26.591, cioè il 27,1% dei residenti, mentre i minori di 15 anni si fermano al 10,7%. Tradotto: per ogni 100 giovani sotto i 15 anni, in città ci sono 253 anziani.

L’età media ha raggiunto i 48,4 anni e, rispetto al 2011, la fascia degli over 50 è cresciuta di circa 6 mila unità. Un cambiamento che non riguarda solo le statistiche, ma il modo in cui la città dovrà leggere i propri bisogni nei prossimi anni.

Accanto all’invecchiamento della popolazione, pesa il tema della solitudine abitativa. Quasi la metà delle famiglie udinesi è formata da una sola persona e il quadro presentato dal Comune sintetizza questo fenomeno con un dato netto: un residente su quattro vive da solo.

Udine invecchia: over 65 al 27,1% e un residente su quattro vive solo

Uno strumento per decidere le priorità

Il lavoro di IRES FVG non si limita a descrivere la situazione attuale. Lo studio, costruito seguendo il modello dell’Organizzazione mondiale della sanità, utilizza 32 indicatori quantitativi, integrati da altri dati statistici e dal sistema di sorveglianza PASSI, per offrire una base operativa al futuro Piano di Salute cittadino.

Udine parte da un percorso già consolidato: aderisce al progetto “Città Sane” dal 1995 ed è nella Rete Italiana Città Sane – OMS dal 2001. L’impostazione è quella che lega il benessere non soltanto alle cure, ma anche a fattori come casa, reddito, ambiente urbano, mobilità, alimentazione e qualità delle relazioni sociali.

Per una realtà come quella udinese, questo significa leggere la salute in modo più ampio: non solo ospedali e ambulatori, ma anche quartieri vivibili, spazi pubblici accessibili e reti sociali capaci di ridurre le fragilità.

Udine invecchia: over 65 al 27,1% e un residente su quattro vive solo

I segnali positivi emersi dall’indagine

Nel quadro generale non mancano gli elementi favorevoli. Il report evidenzia una buona adesione agli screening oncologici, considerata un punto solido sul fronte della prevenzione, insieme a una disponibilità di asili nido e a una presenza significativa di verde urbano, fattori che incidono sulla qualità della vita.

Lo studio richiama anche altri aspetti che rafforzano il profilo cittadino, come i livelli di istruzione e di reddito. In altre parole, Udine si presenta con criticità demografiche importanti, ma anche con risorse già presenti su cui costruire risposte più mirate.

Udine invecchia: over 65 al 27,1% e un residente su quattro vive solo

La presentazione pubblica e i prossimi passaggi

I risultati delle due indagini sono stati illustrati dai ricercatori Alessandro Russo e Gianluca Masotti durante l’incontro dell’8 ottobre in Sala Ajace. Ad aprire i lavori è stato il sindaco Alberto Felice De Toni, con l’introduzione di Stefania Pascut, responsabile dell’unità operativa comunale Progetti Area Socio-Sanitaria.

Le conclusioni sono state affidate a Silvio Brusaferro dell’Università di Udine, al presidente di Federsanità ANCI FVG Giuseppe Napoli e all’assessore comunale alla Salute ed Equità sociale Carlo Giacomello. Proprio Giacomello ha richiamato la necessità di preparare la città a trasformazioni sociali e anagrafiche sempre più evidenti, puntando su prevenzione, stili di vita sani e riduzione delle disuguaglianze.

Il documento diventerà ora la base conoscitiva per fissare le priorità d’intervento, coordinare le azioni del Comune con i servizi sanitari e verificare nel tempo se le misure adottate riusciranno davvero a rispondere a una Udine che invecchia e che, sempre più spesso, vive da sola.

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