Udine, dal tavolo con imprese e sindacati spunta l’ipotesi di nuovi aiuti regionali sul carburante

La Regione ragiona su un secondo intervento: criteri da rivedere, possibile allargamento ad altri settori e nodo cumulabilità con il credito d’imposta.

A cura di Web Team Web Team
02 settembre 2026 22:56
Udine, dal tavolo con imprese e sindacati spunta l’ipotesi di nuovi aiuti regionali sul carburante -
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Dal confronto ospitato a Udine emerge una linea precisa: la Regione Friuli Venezia Giulia sta lavorando a un possibile secondo intervento per alleggerire il peso del caro carburante sulle aziende del territorio. L’orientamento, discusso con associazioni economiche e sindacati, è quello di correggere l’impianto del bando già attivo per renderlo più accessibile e più aderente ai costi reali sostenuti dalle imprese.

Il tema è particolarmente sensibile anche per l’area udinese, dove molte attività produttive e di trasporto continuano a fare i conti con rincari che incidono direttamente su margini, logistica e competitività. Per questo il tavolo convocato dall’assessore regionale alle Attività produttive Sergio Emidio Bini ha puntato non solo a fare il punto sulle misure già partite, ma anche a raccogliere indicazioni operative dai soggetti coinvolti.

L’ipotesi allo studio è quella di aprire un nuovo bando riferito a un periodo ulteriore rispetto a quello coperto dall’intervento oggi disponibile. La definizione dei dettagli, è stato spiegato, dovrebbe avvenire insieme alle categorie economiche, così da tarare meglio destinatari e requisiti.

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Le correzioni allo studio per allargare l’accesso

Tra i punti emersi a Udine c’è la possibilità di abbassare le soglie richieste per ottenere il contributo. È uno degli aspetti su cui le rappresentanze delle imprese hanno chiesto una revisione, nella convinzione che l’assetto attuale lasci fuori realtà comunque molto esposte all’aumento del costo del carburante.

Un altro nodo riguarda la compatibilità tra gli aiuti regionali e il credito d’imposta nazionale. La cumulabilità è stata indicata come una delle questioni da sciogliere per evitare che le aziende si trovino davanti a limiti o incertezze proprio nel momento in cui cercano strumenti per contenere la spesa energetica.

La Regione valuta inoltre un’estensione dei beneficiari. Non soltanto il comparto della logistica, quindi, ma anche altre attività che presentano una quota elevata di costi legati ai carburanti all’interno dei propri bilanci.

Le risorse già disponibili e le domande presentate

Il bando ristori carburanti attualmente aperto ha finora registrato 255 richieste, per un importo complessivo di 3,94 milioni di euro. La scadenza è fissata al 15 settembre 2026, mentre la dotazione complessiva della misura è pari a 14,4 milioni.

Proprio l’eventuale parte non utilizzata di queste risorse potrebbe diventare la base finanziaria del nuovo intervento in preparazione. L’obiettivo dichiarato è intercettare quelle imprese che sopportano spese consistenti per il carburante ma che, con i parametri oggi in vigore, non riescono a rientrare pienamente nel perimetro degli aiuti.

Fotovoltaico e Confidi nel pacchetto anti-rincari

Durante l’incontro udinese è stato richiamato anche il quadro degli altri strumenti regionali già attivati per fronteggiare il peso dell’energia sui conti aziendali. Uno riguarda il fotovoltaico per le imprese, con 10,5 milioni di euro destinati a nuovi impianti, potenziamenti e sistemi di accumulo.

Alla data del 21 agosto le domande presentate su questa linea erano 144, con richieste superiori alla disponibilità economica. La misura resta aperta fino al 30 settembre 2026 e la Regione ha già fatto sapere di essere pronta a valutarne un rifinanziamento per coprire ulteriori esigenze.

Un secondo strumento passa invece dai Confidi: l’ultima legge di assestamento ha assegnato 3 milioni di euro per ridurre il costo delle garanzie e rendere più semplice l’accesso al credito per le imprese colpite dall’aumento delle spese energetiche.

Le presenze al confronto in città e i prossimi passaggi

Al tavolo di Udine hanno preso parte gestori degli impianti di distribuzione, grossisti, aziende della raffinazione, Camere di commercio di Udine-Pordenone e della Venezia Giulia, Confindustria Udine e Alto Adriatico, oltre alle rappresentanze di piccole e medie imprese, artigiani, cooperative, ambulanti, grande distribuzione e ai sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil.

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Dal confronto è arrivata anche l’indicazione di mantenere aperto il dialogo nei prossimi mesi. Lo scenario dei prezzi continua infatti a incidere sui costi di produzione e di trasporto, e la Regione non esclude ulteriori mosse se l’andamento del carburante dovesse continuare a peggiorare.

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