Udine e il Friuli riscoprono Pre Checo: dalla Regione un bando da 50mila euro per iniziative e studi
Nel 2026 contributi fino a 15mila euro per progetti dedicati a Francesco Placereani, figura centrale della cultura friulana del Novecento.
Nel 2026, anno in cui cadrà il quarantennale della morte di Francesco Placereani, la Regione mette a disposizione 50mila euro per sostenere attività dedicate alla sua memoria e al suo lascito culturale. Per Udine e per il Friuli si apre così una finestra concreta per trasformare il ricordo di Pre Checo in incontri, ricerche, pubblicazioni e materiali capaci di parlare anche alle nuove generazioni.
Il provvedimento guarda a una figura che ha avuto un peso rilevante nella vita culturale friulana del secondo dopoguerra. L'intento è finanziare proposte che aiutino a far conoscere meglio il suo percorso umano, il suo impegno per la lingua friulana e il contributo lasciato alla comunità.
Quando si presentano le richieste
Le domande dovranno essere inviate via Pec in un periodo già definito: dal 29 settembre al 29 ottobre 2026. Sarà necessario utilizzare la modulistica prevista dal bando regionale, mentre l'esame dei progetti verrà affidato a una commissione.
Si tratta quindi di un'opportunità che interessa da vicino il territorio udinese, dove il nome di Placereani resta legato a una stagione importante di rilancio culturale e linguistico. L'iniziativa punta non solo alla commemorazione, ma anche alla costruzione di occasioni di studio e diffusione durature.
A chi si rivolge il bando
Possono candidarsi enti locali, università, associazioni, società cooperative, parrocchie ed enti religiosi. Il sostegno economico coprirà fino al 90 per cento delle spese ritenute ammissibili.
Per ogni progetto il contributo previsto va da un minimo di 5mila euro a un massimo di 15mila euro. Il bando prevede inoltre la possibilità di lavorare in partenariato, coinvolgendo altri soggetti del territorio.
Tra i partner possono esserci scuole, enti pubblici, realtà private senza scopo di lucro, camere di commercio, ordini professionali, associazioni di categoria, enti di formazione, fondazioni bancarie, cooperative, parrocchie ed enti religiosi. Un'impostazione che favorisce iniziative condivise e radicate nella comunità locale.
Le spese che possono essere coperte
Rientrano tra i costi finanziabili quelli per il personale impiegato direttamente nelle attività progettuali, la promozione e la comunicazione, l'utilizzo e la gestione degli spazi, oltre all'acquisto di beni strumentali funzionali alle iniziative.
Sono comprese anche spese di rappresentanza e costi generali di funzionamento, nei limiti indicati dal bando. La misura, quindi, non riguarda soltanto appuntamenti pubblici, ma anche la produzione o l'acquisizione di materiali utili a raccontare e diffondere l'opera di Placereani.
Il profilo di una figura chiave per la cultura friulana
Nato a Montenars nel 1920 e ordinato sacerdote nel 1944, Francesco Placereani è stato uno dei nomi più significativi del percorso di rinascita culturale friulana nel Novecento. Fu tra i promotori di “Int Furlane” e del Movimento Friuli, portando avanti un lavoro costante a favore dell'insegnamento e dell'uso della marilenghe.
Il suo nome è legato anche alla traduzione della Bibbia in friulano, realizzata insieme a don Antonio Bellina. Il suo impegno si inserì inoltre nel più ampio processo di ricostruzione culturale del Friuli dopo il sisma del 1976, lasciando un'impronta che ancora oggi viene riconosciuta come parte dell'identità del territorio.
Nel presentare l'iniziativa, il vicegovernatore con delega alla Cultura Mario Anzil ha richiamato il valore di questa memoria per le nuove generazioni, sottolineando la necessità di trasformare l'anniversario in un'occasione di approfondimento e trasmissione culturale per l'intera comunità regionale.