Udine, fermati crediti fiscali per 90,6 milioni: scatta il filtro su una società del territorio
Verifiche della Guardia di Finanza e attivazione dell’Agenzia delle Entrate: sotto osservazione crediti inseriti nelle dichiarazioni e destinati alle compensazioni.
Un’operazione di controllo partita a Udine ha portato a mettere un argine a crediti fiscali per oltre 90 milioni di euro prima che potessero entrare nel circuito delle compensazioni. Al centro dell’attività una società con sede nel territorio udinese, sulla cui posizione tributaria erano stati caricati importi ritenuti meritevoli di approfondimento.
Il valore complessivo contestualizzato dagli accertamenti arriva a 90.624.715 euro. La segnalazione ha consentito all’Agenzia delle Entrate di attivare il meccanismo di sospensione delle deleghe di pagamento collegate a quei crediti, così da impedirne l’impiego tramite modello F24.
Il passaggio chiave: stop prima dell’utilizzo
L’aspetto più rilevante dell’intervento riguarda i tempi. I crediti, infatti, sarebbero stati bloccati nella fase precedente a un loro eventuale uso per abbattere debiti fiscali oppure a una possibile cessione ad altri soggetti.
La proposta di sospensione è stata inoltrata dalla Guardia di Finanza alle Direzioni provinciali competenti dell’Agenzia delle Entrate. Da lì è partita, con il coinvolgimento degli uffici centrali, la procedura per congelare le compensazioni considerate a rischio.
Da dove arrivano gli importi sotto esame
Gli approfondimenti sono stati svolti dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Udine. In base a quanto ricostruito, nella seconda metà del 2025 la società avrebbe indicato, nelle dichiarazioni integrative dei redditi e dell’Iva, un credito d’imposta da trasformazione di attività per imposte anticipate pari a 43 milioni di euro.
A questa voce si sarebbero aggiunti ulteriori crediti Iva per 47.624.715 euro, anch’essi esposti come utilizzabili in detrazione o in compensazione. È la somma di queste due componenti a portare il totale oltre la soglia dei 90,6 milioni.
I controlli sulla documentazione
Uno dei punti centrali dell’attività investigativa ha riguardato l’origine dei crediti. La società avrebbe sostenuto di averli acquisiti da un altro soggetto giuridico che, secondo gli investigatori, presentava profili di rischio evidenti.
Per verificare la fondatezza dell’operazione, i finanzieri hanno cercato riscontri concreti sul titolo giuridico dell’acquisizione. L’analisi ha toccato pagamenti, trasferimenti patrimoniali, atti di cessione, scritture private e ulteriore documentazione fiscale e societaria.
Secondo quanto comunicato, le verifiche non avrebbero però fatto emergere elementi ritenuti sufficienti a dimostrare in modo pieno l’effettivo passaggio di quei crediti alla società udinese.
Perché il modello F24 è un punto sensibile
Il modello F24 consente a imprese e contribuenti di utilizzare crediti fiscali per compensare tributi e contributi dovuti. Proprio questa funzione rende particolarmente delicati i casi in cui compaiono importi molto elevati o operazioni non supportate da documentazione adeguata.
Per questo le compensazioni sono tra gli ambiti che ricevono maggiore attenzione da parte dell’amministrazione finanziaria e della Guardia di Finanza. L’obiettivo è evitare che crediti non spettanti o inesistenti vengano impiegati per ridurre artificialmente il carico fiscale.
Un fronte che tocca anche il tessuto economico locale
Per Udine e per il suo sistema produttivo, vicende di questo tipo hanno un rilievo che va oltre il singolo caso. Il contrasto alle indebite compensazioni serve infatti a tutelare le risorse pubbliche, ma anche le imprese che operano correttamente e che subirebbero una concorrenza distorta da pratiche irregolari.
In questa operazione, l’azione coordinata tra Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate ha permesso di intervenire prima che oltre 90 milioni di euro potessero essere spesi sul piano fiscale, congelando una posizione ritenuta non adeguatamente giustificata.