Negozi di vicinato e nuove insegne, a Udine parte la spinta del fondo comunale
Primo bilancio del piano da 2 milioni: coinvolte 36 attività e già programmate 14 aperture tra centro cittadino e zone residenziali.
Il primo dato che emerge dal fondo messo in campo dal Comune di Udine riguarda il movimento che si sta creando attorno alle nuove attività: sono 14 le aperture già annunciate, distribuite in varie aree della città. Un segnale che, nelle intenzioni dell'amministrazione, dovrebbe tradursi in più servizi di prossimità e in una maggiore presenza commerciale nelle strade che negli ultimi anni hanno perso attrattività.
Accanto alle nuove insegne, la prima fase della misura comunale ha già interessato complessivamente 36 imprese. Il quadro restituisce quindi un intervento che non si limita a favorire chi parte da zero, ma prova anche a dare sostegno a chi è già presente e vuole consolidare o rilanciare la propria attività.
Un piano che guarda oltre il centro
Uno degli elementi più evidenti del progetto è la scelta di non concentrare tutto nel cuore cittadino. Il fondo è stato pensato infatti per incidere sia nel centro di Udine sia nei quartieri, dove la tenuta del piccolo commercio pesa direttamente sulla vita quotidiana dei residenti.
Bar, botteghe, esercizi e servizi di vicinato rappresentano infatti un presidio urbano che va oltre l'aspetto economico. La loro presenza contribuisce a mantenere vive le strade, riduce il numero di spazi vuoti e offre punti di riferimento utili a chi abita nelle diverse zone della città.
Le risorse messe in campo dal Comune
Il valore complessivo dell'intervento arriva a 2 milioni di euro. Si tratta di una cifra significativa per una politica locale che punta a creare condizioni più favorevoli per l'avvio di nuove attività e per il rafforzamento di imprese già esistenti.
Il contesto in cui si inserisce la misura resta quello di un commercio urbano alle prese con spese elevate e con abitudini di acquisto cambiate nel tempo. Per questo il fondo viene letto come uno strumento per accompagnare una fase delicata, nella quale molti operatori cercano margini per restare competitivi o per scegliere di investire in città.
Il primo bilancio della misura
Sul progetto è intervenuto anche l'assessore comunale Alessandro Venanzi, che ha richiamato la volontà di non riproporre semplicemente schemi già visti. Il dato delle imprese sostenute e delle aperture in programma viene quindi considerato un primo riscontro concreto rispetto all'impostazione scelta dal Comune.
Con la conclusione di questa prima fase, Palazzo D'Aronco ha ora un quadro iniziale degli effetti prodotti sul territorio. Le attività coinvolte risultano già attive oppure in fase di insediamento in diversi punti di Udine.
Per la città il banco di prova sarà nei prossimi mesi, quando si capirà quanto queste operazioni riusciranno davvero a rafforzare la rete commerciale locale e a riportare presenza economica stabile tanto nelle vie centrali quanto nei quartieri.