Udine, Illiria cambia passo: nuova veste Benefit e massimo punteggio AGCM

Per il gruppo udinese del vending doppio passaggio nel 2026: statuto aggiornato con obiettivi sociali e ambientali e tre stelle nel rating di legalità.

A cura di Web Team Web Team
14 settembre 2026 14:27
Udine, Illiria cambia passo: nuova veste Benefit e massimo punteggio AGCM -
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Per una delle aziende udinesi più presenti nella vita quotidiana di uffici, scuole e comunità, il 2026 segna un passaggio che pesa sia sul piano industriale sia su quello della responsabilità d’impresa. Gruppo Illiria ha scelto infatti di adottare la forma di Società Benefit e, poche settimane dopo, ha incassato anche il riconoscimento più alto nel rating di legalità assegnato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

La modifica statutaria è stata formalizzata a giugno e introduce un impegno preciso: accanto ai risultati economici, l’azienda dovrà perseguire finalità di beneficio comune rivolte a persone, ambiente, clienti, fornitori e comunità locali. Il 28 luglio è poi arrivato il secondo tassello, con l’attribuzione di tre stelle da parte di AGCM, il livello massimo previsto dal sistema.

Per il territorio udinese si tratta di un aggiornamento che riguarda una realtà nata nel 2001 dall’unione di imprese attive nel vending già dagli anni Settanta. Oggi il gruppo conta 14 filiali distribuite in 8 regioni, 2 società controllate e più di 530 collaboratori. Sul fronte operativo gestisce 27.500 distributori automatici e 12.500 macchine OCS per caffè in capsule o cialde destinate a luoghi di lavoro, studio e aggregazione.

Una scelta che diventa obbligo misurabile

Assumere lo status di Società Benefit non significa soltanto dichiarare un orientamento. La normativa prevede infatti una rendicontazione annuale attraverso una Relazione di Impatto, documento con cui l’impresa deve dimostrare nel tempo come traduce in pratica gli obiettivi sociali e ambientali inseriti nello statuto.

L’amministratore delegato e vicepresidente Mario Toniutti ha spiegato che la decisione mette nero su bianco un percorso già avviato. La crescita resta un obiettivo centrale, ma accanto ai numeri economici l’azienda vuole verificare con criteri trasparenti anche il valore generato nel proprio ecosistema.

I numeri del percorso già avviato

Il lavoro su sostenibilità e responsabilità sociale era partito nel 2024. Anche prima dell’obbligo formale, Illiria ha predisposto volontariamente la Relazione di Impatto riferita al 2025, inserendola in un cammino che poggia su oltre dieci anni di esperienza nel Bilancio Sociale.

Le direttrici indicate dal gruppo sono cinque: rendere la pausa un momento di benessere condiviso, sviluppare innovazione tecnologica centrata sulle persone, contenere l’impronta ambientale del servizio, tutelare e valorizzare i collaboratori, costruire valore insieme a clienti, partner, fornitori e territori.

Tra i dati riportati per il 2025 compare la crescita dell’App Illiria-COVEN, con 77.782 nuovi utenti. Lo strumento è stato usato per iniziative di fidelizzazione, bonus, promozioni e giornate dedicate, compresa quella del caffè gratuito per la Festa della Donna. Nello stesso periodo il 51% dei distributori automatici risultava collegato in telemetria.

Sul fronte della riduzione degli sprechi, il valore dei resi si è attestato allo 0,53% della merce movimentata. Una quota significativa dei prodotti viene inoltre destinata al Banco Alimentare.

Formazione interna e sperimentazioni sulla logistica

Uno degli aspetti su cui il gruppo ha investito riguarda le competenze tecniche. Nel 2025 si è tenuta la seconda edizione dell’Academy GI, con 366 ore di formazione dedicate all’area tecnica, pensate per creare professionalità specializzate e accompagnare il ricambio generazionale con percorsi strutturati e tutor aziendali.

In ambito ambientale è stata invece avviata una sperimentazione logistica con 5 giri dinamici pilota su 208 percorsi complessivi. L’obiettivo dichiarato è tagliare gli spostamenti evitabili e migliorare l’efficienza organizzativa.

Nella visione richiamata da Toniutti, la pausa non coincide soltanto con il ristoro: può diventare uno spazio di inclusione, appartenenza e benessere quotidiano, mentre l’innovazione deve restare uno strumento al servizio delle persone e non il contrario.

Il riconoscimento sulla legalità d’impresa

Il secondo elemento emerso nelle ultime settimane riguarda la governance. Nell’adunanza del 28 luglio, esaminata la comunicazione trasmessa il 3 luglio e poi integrata il 7, AGCM ha deliberato l’innalzamento del rating di legalità di Gruppo Illiria fino a tre stelle.

Il sistema, introdotto per valorizzare comportamenti etici nella gestione aziendale, prevede un punteggio da una a tre stelle. Il livello più alto viene assegnato alle imprese che, oltre al rispetto dei requisiti richiesti, documentano ulteriori elementi premiali. L’azienda sarà quindi inserita nell’elenco previsto dall’articolo 24 del Regolamento AGCM.

Rapporto con il Friuli e prospettive

Nel profilo del gruppo rientrano anche collaborazioni di carattere culturale e sociale che toccano direttamente il territorio e non solo. Tra quelle richiamate figurano pordenonelegge – Festa del Libro con gli Autori, Bookstop – Fai una pausa con un libro, ANDOS, ALIg e Fondazione Telethon.

Lo stesso management indica però anche i nodi ancora aperti: logistica, consumi, materiali, qualità dell’offerta e filiera. Saranno questi i fronti su cui la nuova cornice della Società Benefit chiederà risultati verificabili, trasformando gli impegni dichiarati in responsabilità più definite anche per una realtà che da Udine continua a espandere il proprio peso nazionale.

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