Legalità e memoria, il liceo Copernico di Udine in prima linea: piantato l’Albero della legalità

A Udine giornata di memoria contro le mafie al liceo Copernico tra testimonianze, studenti e Albero della legalità.

21 marzo 2026 19:06
Legalità e memoria, il liceo Copernico di Udine in prima linea: piantato l’Albero della legalità -
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UDINE – Il ricordo delle vittime innocenti delle mafie e la necessità di trasformare la legalità in pratica quotidiana sono stati i temi al centro dell’incontro ospitato dal liceo scientifico Niccolò Copernico di Udine, promosso in occasione della Giornata della memoria e dell’impegno contro le mafie. Una mattinata intensa, partecipata e carica di significato, che ha coinvolto studenti, insegnanti, rappresentanti delle istituzioni e componenti dell’Osservatorio regionale antimafia del Friuli Venezia Giulia.

L’iniziativa ha offerto ai ragazzi un’occasione concreta di confronto sui temi della cittadinanza attiva, della memoria collettiva e del contrasto alla criminalità organizzata, ribadendo quanto questi argomenti non appartengano solo al passato, ma interroghino ancora oggi il presente. In una regione di confine come il Friuli Venezia Giulia, dove il tema dell’attenzione al territorio resta sempre attuale, il messaggio emerso è stato netto: non si può abbassare la guardia, né sul fronte della conoscenza né su quello dei comportamenti quotidiani.

Tra i protagonisti della giornata anche il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia Mauro Bordin, intervenuto davanti agli studenti con una riflessione che ha richiamato l’impatto profondo delle stragi mafiose dei primi anni Novanta sull’opinione pubblica italiana. Bordin ha ricordato come quelle immagini abbiano segnato una generazione intera, trasmettendo la percezione di una violenza spietata e di una presenza criminale che sembrava non conoscere limiti. Proprio per questo, ha sottolineato, continuare a parlarne nelle scuole diventa essenziale per costruire consapevolezza nelle nuove generazioni.

Il presidente del Consiglio regionale ha insistito soprattutto su un punto: la lotta alle mafie non può restare confinata alle dichiarazioni di principio, ma deve tradursi in scelte concrete, nell’impegno delle istituzioni e nella responsabilità individuale. Il rispetto delle regole, delle leggi e soprattutto delle persone, è stato indicato come il primo vero terreno su cui edificare una cultura autentica della legalità. Un concetto che richiama, in senso più ampio, anche altri temi di partecipazione civica e responsabilità sociale affrontati in questi giorni sul territorio, dal dibattito sul referendum giustizia 2026 fino alle iniziative dedicate ai giovani e alla formazione.

A rimarcare il valore dell’appuntamento è stata anche Barbara Clama, presidente di Ora Fvg, che ha ricordato un dato impressionante: le vittime innocenti delle mafie, a oggi, sono 1.087, tra cui 31 minorenni. Numeri che danno il senso della portata del fenomeno e della sua drammatica incidenza nella storia italiana. Clama ha inoltre richiamato l’attenzione sul fatto che la presenza mafiosa non sia una questione lontana o circoscritta ad altre aree del Paese, ma riguardi anche il Friuli Venezia Giulia, territorio strategico e delicato proprio per la sua posizione geografica.

Nel corso della mattinata è stato dato ampio spazio agli studenti, veri protagonisti del percorso educativo sviluppato nelle settimane precedenti attraverso materiali di approfondimento, riflessioni e testimonianze. L’incontro non si è limitato dunque a una sequenza di interventi istituzionali, ma si è trasformato in un momento di partecipazione reale, in cui i ragazzi hanno potuto restituire quanto assimilato durante il lavoro scolastico. Un’impostazione che conferma il ruolo fondamentale della scuola come presidio culturale e civile, capace di affiancare la crescita didattica a quella umana.

Tra i passaggi più toccanti dell’iniziativa, la proiezione del video “19 luglio 1992”, dedicato alla figura di Eddie Walter Max Cosina, unica vittima di mafia del Friuli Venezia Giulia. Un momento particolarmente intenso, che ha riportato il discorso dal piano generale a quello del legame diretto con il territorio regionale, mostrando come anche il Fvg custodisca una memoria precisa e dolorosa di quella stagione. A questo si è aggiunto il racconto dell’esperienza vissuta dagli studenti durante il viaggio in Sicilia insieme ad Addiopizzo, associazione di volontariato impegnata nella promozione di un’economia libera dai condizionamenti mafiosi.

Il racconto del percorso con Addiopizzo ha dato un ulteriore spessore alla giornata, perché ha consentito ai giovani di mettere in relazione la teoria con l’esperienza concreta. Non solo memoria delle vittime, quindi, ma anche conoscenza di pratiche quotidiane di resistenza civile, di commercio responsabile e di scelta etica. In questo senso, l’incontro del Copernico si inserisce in quella rete di iniziative che mettono al centro i ragazzi come protagonisti del cambiamento, così come accade in altri percorsi educativi e di sensibilizzazione dedicati alle nuove generazioni, ad esempio nel caso degli studenti in prima linea contro il razzismo a Treviso o nelle attività di coinvolgimento civico sul territorio.

La chiusura della mattinata è stata affidata a un gesto dal forte valore simbolico ma anche profondamente concreto: la piantumazione dell’Albero della legalità nel cortile della scuola, dono dell’Osservatorio antimafia. Un segno tangibile, destinato a restare nel tempo, che richiama la memoria delle vittime e insieme il dovere dell’impegno condiviso. Non un semplice rituale, ma un messaggio affidato alla comunità scolastica: far crescere giorno dopo giorno la cultura della legalità, della responsabilità e del rispetto reciproco.

L’incontro al liceo Copernico ha così trasformato una ricorrenza in un’esperienza viva, capace di legare memoria, formazione e responsabilità civile. In un tempo in cui la legalità rischia spesso di essere evocata solo nelle occasioni ufficiali, la giornata di Udine ha mostrato invece quanto sia necessario riportarla nella quotidianità, nei gesti, nelle relazioni e nelle scelte di ogni giorno. Un lavoro che passa anche dall’attenzione costante del territorio e dal presidio delle istituzioni, come dimostrano pure operazioni e attività di controllo raccontate nelle cronache locali, tra cui i recenti controlli dei carabinieri tra Udine e bassa friulana.

Il messaggio emerso dalla giornata è chiaro: la memoria non può restare immobile, ma deve diventare azione, studio, vigilanza e coscienza collettiva. Ed è proprio nelle scuole, nei luoghi in cui si formano i cittadini di domani, che questa sfida trova uno dei suoi spazi più importanti.

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