Udine rilancia il suo ruolo mitteleuropeo: in città ambasciatori e consoli per i 30 anni del consolato ceco
Alla Camera di Commercio il convegno promosso dall’Associazione Mitteleuropa: al centro il peso dei territori nelle relazioni tra i Paesi dell’Europa centrale.
Udine torna a proporsi come punto di contatto tra Friuli e Europa centrale. Lo ha fatto con una mattinata di confronto alla Camera di Commercio, dove istituzioni, diplomatici e rappresentanti di più Paesi hanno discusso del valore che città, regioni e realtà associative possono avere nelle relazioni internazionali.
L’occasione è stata il convegno “Una diplomazia per la Mitteleuropa”, promosso dall’Associazione Mitteleuropa in concomitanza con il trentesimo anniversario del Consolato onorario della Repubblica Ceca a Udine. Nella Sala Valduga si sono ritrovati, tra gli altri, esponenti diplomatici di Slovenia, Polonia e Ungheria, insieme a figure del mondo istituzionale e accademico.
Un appuntamento che parla anche alla città
Per Udine non si è trattato soltanto di una celebrazione formale. L’iniziativa ha rimesso al centro una vocazione storica del territorio: quella di dialogare con l’area mitteleuropea e di costruire rapporti che passano non solo dai governi, ma anche dalle comunità locali, dall’economia e dalla cultura.
Ad aprire l’incontro è stato Paolo Petiziol, presidente dell’Associazione Mitteleuropa e console onorario della Repubblica Ceca fin dall’avvio dell’esperienza udinese. Nel suo intervento ha ripercorso il cammino personale e pubblico che lo ha portato a stringere legami con i Paesi oltreconfine già negli anni della divisione dell’Europa, trasformando quei contatti in una rete stabile di relazioni.
Petiziol ha ricordato come, nei suoi primi viaggi oltre la cortina di ferro, avesse ritrovato valori familiari e culturali che sentiva profondamente vicini. Da quelle esperienze, maturate tra Berlino Est e Praga, è nato un lavoro di relazione proseguito negli anni fino alla nascita dell’associazione e poi all’incarico consolare. Il traguardo dei trent’anni, ha sottolineato, è anche un passaggio di riflessione sul futuro e sul coinvolgimento delle nuove generazioni.
Il confronto tra i rappresentanti diplomatici
Il cuore del convegno è stato il panel moderato dalla giornalista del Messaggero Veneto Luana de Francisco. Attorno al tavolo si sono confrontati Tomaž Kunstelj, console generale di Slovenia a Trieste, Agnieszka Gloria Kamińska, console generale di Polonia a Milano, Orsolya Katalin Szabó, console generale ad interim di Ungheria a Milano, e l’ambasciatore Lamberto Zannier, già segretario generale dell’OSCE.
Dal dibattito è emersa una linea comune: la diplomazia non si esaurisce nei vertici istituzionali, ma prende forma anche nei territori. Città di confine, associazioni, società civile e scambi culturali possono creare spazi di comprensione reciproca in una fase internazionale segnata da tensioni e fragilità.
Tra i temi affrontati anche il ruolo della cultura, indicata come leva concreta per avvicinare i popoli: musica, arti e teatro aiutano a riconoscere differenze e punti di contatto. Accanto a questo, è stato richiamato il profilo del diplomatico di oggi, che richiede preparazione giuridica, economica e sociale, oltre alla capacità di trovare equilibri utili a tutte le parti coinvolte.
Mitteleuropa, Balcani e il nodo del peso europeo
Nella discussione è tornata con forza la centralità dell’area mitteleuropea, con i Balcani indicati come snodo destinato a incidere sugli assetti futuri. Zannier ha osservato come, in una stagione dominata da rapporti di forza più duri, gli strumenti tradizionali della diplomazia facciano maggiore fatica a produrre risultati.
È stato inoltre evidenziato il rischio di un’Europa meno influente, anche a causa delle sue divisioni interne. Da qui l’idea, condivisa da più interventi, di ripartire da reti regionali fondate su interessi geopolitici, culturali ed economici comuni, trasformando il dialogo in progetti concreti di cooperazione.
Il riconoscimento a Petiziol e la storia del consolato
La seconda parte della mattinata è stata dedicata alla nascita del Consolato onorario ceco a Udine e al lavoro svolto in questi tre decenni. Sono intervenuti Radek Rubeš, ambasciatore della Repubblica Ceca in Roma, Jiří Krátký, inviato speciale del Ministero degli Affari Esteri per i Cechi all’estero, Jan Prokopec, ex console generale della Repubblica Ceca in Milano, Martina Dlabajová, già membro del Parlamento europeo, e Ivan Počuch, console generale della Repubblica Ceca in Milano.
Počuch ha letto in sala anche la lettera del presidente ceco Petr Pavel, che ha voluto ringraziare Petiziol per l’impegno portato avanti nel tempo. Ai saluti istituzionali hanno preso parte anche il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia Mauro Bordin, la segretaria generale della Camera di Commercio Pordenone Udine Maria Lucia Pilutti, il consigliere comunale di Udine Alessandro Colautti e la consigliera di Civibank Lidia Glavina.
In chiusura, il presidente della Camera di Commercio Pordenone Udine Giovanni Da Pozzo ha consegnato a Petiziol la moneta di Jacopo Linussio, riconoscimento assegnato a personalità che si sono distinte per il contributo dato alla comunità. Un gesto simbolico che, oltre alla ricorrenza, ha messo in evidenza il peso che Udine continua ad avere come luogo di incontro tra il Friuli Venezia Giulia e la Mitteleuropa.