Udine riscopre Mirko Basaldella: in un libro la sua opera per la memoria delle Fosse Ardeatine
Presentato a Palazzo D’Aronco il volume di Forum che intreccia il saggio di Andrea Zannini e le immagini di Luca Laureati.
Un artista udinese torna al centro dell’attenzione cittadina attraverso una delle sue opere più dense di significato civile. A Palazzo D’Aronco è stato infatti presentato il volume “L’arte per la storia. Mirko Basaldella alle Fosse Ardeatine”, pubblicato da Forum Editrice e dedicato al lavoro realizzato dallo scultore per il Mausoleo romano legato alla strage del 1944.
L’incontro in sala Ajace ha riportato lo sguardo su un nome che appartiene alla storia culturale di Udine, ma anche su un capitolo decisivo della memoria nazionale. Il libro mette insieme il contributo storico di Andrea Zannini e l’indagine fotografica di Luca Laureati, costruendo un percorso che unisce interpretazione artistica e contesto storico.
Un’opera nata per custodire una ferita della storia
Al centro del volume ci sono la cancellata principale in bronzo e i due cancelli interni ideati da Basaldella nei primi anni Cinquanta per le Fosse Ardeatine. Si tratta dell’intervento che protegge le gallerie dell’eccidio, il luogo in cui il 24 marzo 1944 le SS naziste uccisero 335 persone come rappresaglia dopo l’azione partigiana di via Rasella.
Il lavoro dell’artista non sceglie la via del racconto figurativo diretto. La tragedia emerge invece dalla materia, dalle tensioni delle forme, dal rapporto tra masse e aperture, in una composizione che affida al bronzo il compito di evocare dolore, violenza e memoria.
Il dialogo tra ricerca storica e immagini
La pubblicazione è costruita su due registri che si completano. Da una parte Zannini ripercorre la strage, la nascita del Mausoleo di Roma e il percorso che portò all’incarico affidato a Basaldella; dall’altra Laureati concentra l’attenzione sui dettagli dell’opera, osservandone superfici, vuoti, spessori e linee.
Ne esce un racconto che non si ferma alla biografia dell’artista. Il libro prova piuttosto a mostrare come un segno monumentale possa diventare strumento di memoria pubblica, capace di tenere insieme il fatto storico e la sua elaborazione simbolica.
Per Udine un ritorno su un protagonista del Novecento
La presentazione in città assume anche un valore particolare per il territorio. Basaldella, nato a Udine, viene riletto attraverso un’opera considerata tra le più significative dell’arte italiana del secondo Novecento e tra i primi grandi monumenti dedicati alle vittime del nazifascismo nel dopoguerra.
La scelta di riportare questo lavoro all’attenzione del pubblico udinese rafforza il legame tra la città e uno dei suoi artisti più importanti, offrendo anche l’occasione per riflettere su come l’arte possa misurarsi con eventi estremi senza ridurli a semplice illustrazione.
In questa prospettiva, il volume edito da Forum non è soltanto un omaggio a Mirko Basaldella. È anche uno strumento per rileggere il rapporto tra creazione artistica e coscienza storica, seguendo il passaggio dalla tragedia delle Fosse Ardeatine alla costruzione di un’opera pensata per conservarne il ricordo nel tempo.