Udine risponde alla maratona AFDS: in un giorno raccolti 154 litri di plasma
Al Santa Maria della Misericordia la quarta 24 Ore di dono chiude con un risultato significativo. L’edizione 2024 ha richiamato anche la memoria del sisma del 1976.
Centocinquantaquattro litri di plasma in una sola giornata: è questo il dato con cui Udine archivia la nuova edizione della 24 Ore di dono, l’iniziativa organizzata da AFDS al presidio ospedaliero Santa Maria della Misericordia.
Per la città e per l’intero sistema sanitario regionale si tratta di un risultato che conferma una partecipazione concreta, costruita attorno a un gesto semplice ma decisivo come la donazione.
La maratona era alla sua quarta edizione e ha riportato al centro un tema che in Friuli mantiene un forte valore pubblico: la disponibilità dei donatori, il lavoro dei volontari e la continuità di una rete che sostiene cure e terapie ben oltre il singolo appuntamento.
Il risultato della giornata al Santa Maria della Misericordia
L’appuntamento ospitato nell’ospedale di Udine si è chiuso dunque con 154 litri di plasma raccolti nell’arco di 24 ore. Un numero rilevante non solo sul piano simbolico, ma anche per il contributo che può offrire all’organizzazione sanitaria del Friuli Venezia Giulia.
La disponibilità di sangue e plasma resta infatti essenziale per assicurare assistenza, percorsi terapeutici e risposte tempestive ai pazienti. La capacità del territorio di mantenere alta la partecipazione ha ricadute che vanno oltre il capoluogo friulano e si inseriscono in un quadro più ampio di sostegno anche fuori regione.
Il senso del dono al centro dell’iniziativa
La manifestazione ha insistito anche sul significato civile della donazione anonima e gratuita, riassunto nello slogan “Non sai per chi, ma lo sai per certo”. Un messaggio che punta all’essenza del gesto: offrire un aiuto senza conoscere il destinatario, sapendo però che quel contributo sarà utile in modo concreto.
Durante l’iniziativa è intervenuto anche l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, che ha richiamato il valore di un patrimonio costruito nel tempo grazie all’impegno condiviso tra volontariato, giovani dell’AFDS e strutture sanitarie del Friuli Venezia Giulia.
Il richiamo al 1976 e a una memoria ancora viva
L’edizione di quest’anno è stata dedicata al terremoto del Friuli del 1976, una scelta che ha dato alla giornata un significato ulteriore. Non soltanto una raccolta, quindi, ma anche un’occasione per collegare il presente a una delle pagine più profonde della storia friulana.
In quelle settimane drammatiche, la mobilitazione delle comunità fu immediata e coinvolse anche la donazione di sangue. Da quel passaggio storico è rimasta una lezione riconoscibile ancora oggi: nei momenti difficili il territorio sa organizzarsi, mettersi a disposizione e trasformare la solidarietà in azione.
Nel corso della maratona sono stati ricordati anche Adelino Carlin e Cristian Todesco, figure legate a quella stagione e richiamate come esempio di un impegno che continua a parlare al presente.
Una risposta che guarda anche al futuro
Il dato raggiunto a Udine racconta che questa tradizione non appartiene solo alla memoria. La partecipazione registrata nella 24 Ore di dono mostra infatti come il ricambio generazionale e la presenza del volontariato continuino a tenere viva una pratica fondamentale per la comunità.
Per il capoluogo friulano, la giornata AFDS si conferma così non solo come un appuntamento associativo, ma come un momento in cui la città misura la propria capacità di fare rete attorno a un bisogno reale e continuo.
È in questa continuità, tra memoria collettiva e responsabilità quotidiana, che la donazione di plasma conserva il suo significato più forte per Udine e per il Friuli.
Fact Check
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Fonte:
Verificato il: 15 giugno 2026