Udine saluta Paolo Codolo, voce amata delle radio friulane

La scomparsa nella sua abitazione in città. Colleghi, amici e ascoltatori ricordano un professionista capace di unire ironia, stile e vicinanza al pubblico.

30 settembre 2026 12:55
Udine saluta Paolo Codolo, voce amata delle radio friulane -
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Udine perde una voce che per anni ha accompagnato giornate, viaggi e abitudini di tanti ascoltatori friulani. Paolo Codolo è morto domenica nella sua abitazione in città, lasciando sgomenti colleghi, amici e quel pubblico che lo aveva seguito a lungo attraverso diverse emittenti del territorio.

Il cordoglio si è allargato rapidamente anche sui social, dove in queste ore stanno comparendo pensieri, ricordi e messaggi di affetto. A emergere, da testimonianze molto diverse tra loro, è il ritratto di una persona capace di farsi voler bene senza forzature: brillante, disponibile, mai scontata.

Un percorso legato all’emittenza friulana

Codolo aveva trascorso gran parte della sua vita a Cervignano del Friuli, ma il suo nome era conosciuto ben oltre i confini della Bassa. La sua storia professionale si intreccia con quella di emittenti come Radio Baccano, Rete Europa e Radio Fantasy, oltre ad altre esperienze anche in ambito televisivo.

Era cresciuto nel mondo della radio fin da giovane, in una stagione in cui l’emittenza locale si costruiva con passione quotidiana, intuito e rapporto diretto con chi stava all’ascolto. Proprio quel legame umano, coltivato nel tempo, è uno degli elementi che oggi torna con più forza nei ricordi di chi lo seguiva.

Una presenza riconoscibile anche senza essere vista

Molti ascoltatori, pur non avendolo mai incontrato di persona, lo consideravano quasi una presenza di casa. C’era chi aspettava il suo programma, chi interveniva in diretta, chi aveva continuato a seguirlo da una radio all’altra. È uno dei segni più evidenti di quanto fosse riuscito a costruire un rapporto autentico con il pubblico.

La sua cifra era netta: una voce profonda e distinta, ma soprattutto un modo personale di stare al microfono. Non puntava sugli eccessi, preferiva intelligenza, misura, ironia e contenuti. Dietro il timbro inconfondibile c’era una personalità ricca, capace di lasciare il segno senza bisogno di alzare i toni.

Il ricordo dei colleghi e le altre passioni

Accanto alla radio, nella sua vita professionale aveva trovato spazio anche un’altra strada, quella del design e dell’arredamento d’interni. Una scelta che però non aveva cancellato il legame con l’etere, rimasto parte della sua identità personale e del ricordo che tanti conservano di lui.

Amava profondamente la musica ed era un grande estimatore di Frank Sinatra. Tra gli ultimi contenuti condivisi con gli amici c’era anche un video dal tono leggero e giocoso, in cui si divertiva a reinterpretarne l’immagine con l’aiuto dell’intelligenza artificiale: un dettaglio che molti stanno rileggendo come l’ennesima prova del suo spirito ironico.

Particolarmente sentito il messaggio arrivato dallo storico staff di Radio Fantasy: «Buon viaggio Paolo, dai tuoi colleghi dell’etere. Con te c’era ogni giorno la risata assicurata e te ne saremo sempre grati». Parole che sintetizzano bene il vuoto lasciato da un professionista apprezzato e da un uomo che, per tanti, era prima di tutto una compagnia familiare.

Nel ricordo che oggi Udine e il Friuli gli dedicano, restano insieme la competenza maturata in anni di radio e quella leggerezza intelligente che lo rendeva immediatamente riconoscibile. Una combinazione rara, che spiega perché la sua scomparsa abbia toccato così tante persone.

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