Udine, sprint finale sui progetti PNRR: scuole già pronte, ciclabili quasi chiuse
Il Comune aggiorna il quadro degli interventi finanziati dal Piano: molte opere sono già collaudate, la Fermi attesa a fine lavori il 24 giugno.
Per Udine il conto alla rovescia del PNRR entra nelle settimane decisive. Il quadro aggiornato portato all’esame della Giunta comunale indica che gran parte degli interventi finanziati dal Piano è già arrivata al traguardo, mentre i cantieri ancora aperti sono concentrati sull’ultima fase, quella che comprende non solo i lavori ma anche verifiche tecniche e passaggi amministrativi conclusivi.
Il monitoraggio riguarda ambiti diversi della città: edilizia scolastica, servizi educativi, percorsi ciclabili, edilizia residenziale pubblica, mercato ortofrutticolo e strutture legate ai servizi per il lavoro. L’obiettivo, in questa fase, è rispettare la scadenza del 30 giugno 2026 per le opere che restano dentro il perimetro del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Il nodo delle scadenze e i cantieri ancora da chiudere
Tra gli interventi che restano da completare, quello più vicino alla conclusione è la scuola secondaria di primo grado Fermi, in via Pradamano. L’opera ha un valore complessivo di 6,62 milioni di euro, dei quali oltre 2,66 milioni coperti con fondi PNRR, e punta all’adeguamento sismico dell’edificio e delle due palestre.
Nel pacchetto dei lavori sono compresi anche interventi per migliorare l’efficienza energetica, controsoffitti coibentati, riscaldamento a pavimento al piano terra e gli adeguamenti necessari per il certificato di prevenzione incendi. La data indicata dal Comune per la fine del cantiere è il 24 giugno 2026.
Accanto alla chiusura materiale delle opere, resta aperto anche il fronte della rendicontazione: collaudi, controlli e documentazione finale sono parte essenziale del percorso, soprattutto in una fase in cui ogni passaggio amministrativo pesa quanto l’avanzamento dei lavori.
Scuole e nuovi spazi per l’infanzia già consegnati
Fra i progetti già conclusi compare la palestra della primaria Mazzini, intervento da oltre 2,5 milioni di euro. La struttura è stata pensata per l’uso scolastico ma anche per l’attività sportiva, in particolare basket e pallavolo, ed è stata realizzata come edificio a energia quasi zero, con impianto fotovoltaico da 40 kW.
Ha già superato il collaudo anche la nuova scuola dell’infanzia con nido di via Adige, nell’area dell’ex caserma Osoppo. L’edificio supera i 1.600 metri quadrati e comprende tre aule nido per 60 bambini, quattro aule per l’infanzia per 80 bambini, una mensa condivisa e uno spazio verde esterno di oltre 3.500 metri quadrati.
Il Comune inserisce questo intervento nel più ampio disegno di ampliamento degli spazi educativi cittadini, insieme ad altri progetti già avviati in città, come il nuovo asilo nido di via Bertolini.
Mobilità in bici, due lotti completati e uno alle ultime rifiniture
Nel capitolo dedicato agli spostamenti sostenibili rientrano le opere pensate per rafforzare i collegamenti tra le sedi universitarie e il polo intermodale della stazione ferroviaria. Il progetto ciclabile è articolato in tre lotti distinti.
Il primo interessa il collegamento tra piazzale Cella e via Campoformido, passando per via della Roggia, via Pozzuolo, via Napoli, via San Paolo, via Agrigento, via Fistulario, via San Pietro e via Castions di Strada. Il secondo tratto collega invece via Lumignacco e strada Vecchia di Terenzano, mentre il terzo unisce via Agrigento a via Calatafimi.
Secondo l’aggiornamento comunale, i primi due lotti risultano terminati e collaudati. Nel terzo le opere principali sono state ultimate e restano lavorazioni secondarie. Risulta già completato anche il percorso casa-lavoro del Biciplan lungo l’asse tra via Gino Pieri, via Cotonificio, via Friuli e via Buia, fino al collegamento con Tavagnacco.
San Domenico, alloggi pubblici e altri interventi urbani
Un capitolo importante del dossier riguarda San Domenico, dove il progetto PINQUA incide direttamente sul tessuto urbano e sull’edilizia residenziale pubblica. Il piano prevede la riqualificazione del quartiere con la demolizione di otto palazzine e la costruzione di un nuovo edificio suddiviso in quattro corpi di fabbrica.
Nel riepilogo presentato alla Giunta compaiono anche gli interventi sul mercato ortofrutticolo e quelli collegati ai servizi per il lavoro, incluso il nuovo Centro per l’Impiego. Rientrano nello stesso quadro pure i progetti di rigenerazione urbana e gli alloggi destinati a persone fragili.
Una parte del lavoro degli uffici riguarda inoltre la distinzione fra opere che restano formalmente nel PNRR e interventi che, nel frattempo, hanno trovato copertura attraverso fondi nazionali. È il caso dell’ex caserma della Procura, oggi finanziata con risorse statali e con termine fissato al 31 dicembre 2027.
La lettura politica del report comunale
Nel commentare l’aggiornamento, il vicesindaco con delega al PNRR Alessandro Venanzi ha indicato come dato principale il rispetto del cronoprogramma, con numerosi interventi già conclusi e gli altri nella fase finale.
Dal report emerge una macchina amministrativa chiamata a seguire insieme cantieri, verifiche tecniche e procedure di chiusura. Per Udine, a pochi giorni dalla scadenza, il passaggio decisivo non è soltanto arrivare alla fine dei lavori, ma trasformare l’avanzamento delle opere in chiusure effettive e certificate entro i termini previsti.