Udine, telecamere e vigilanza privata nelle aree più critiche: la Regione apre anche al recupero degli spazi dismessi

Dopo il vertice in Prefettura, focus su ex Macello, ex Frigo, ex Safau e Cavarzerani. Risorse regionali disponibili per sicurezza e progetti di riuso.

A cura di Web Team Web Team
05 novembre 2026 16:04
Udine, telecamere e vigilanza privata nelle aree più critiche: la Regione apre anche al recupero degli spazi dismessi -
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Le zone dismesse di Udine tornano al centro dell'agenda istituzionale. Al tavolo riunito in Prefettura, dedicato ai punti più delicati segnalati in città, è emersa una linea doppia: rafforzare subito il controllo con nuovi strumenti di sorveglianza e, parallelamente, impostare un lavoro più ampio sul futuro di alcuni grandi contenitori urbani oggi in difficoltà.

L'attenzione si concentra in particolare su ex Macello, ex Frigo ed ex Safau, aree finite più volte nelle segnalazioni dei residenti. Dalla riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, a cui ha partecipato l'assessore regionale Pierpaolo Roberti, è arrivata la conferma della disponibilità della Regione a sostenere sia gli interventi immediati sia i percorsi di riqualificazione.

Le misure più rapide per Udine

Tra i passaggi operativi indicati c'è il potenziamento della videosorveglianza. Il Comune potrà presentare un progetto specifico e, secondo quanto riferito dall'assessore, i fondi regionali necessari sono già disponibili. L'obiettivo è intervenire in tempi contenuti nei punti dove le criticità sono state segnalate con maggiore insistenza.

Accanto alle telecamere, viene indicata anche la possibilità di utilizzare guardie giurate per la tutela del patrimonio comunale. Si tratta di un'opzione finanziata dalla Regione per i Comuni capoluogo e che, nel caso di Udine, potrebbe essere applicata anche nelle aree dell'ex Macello e dell'ex Frigo.

Non solo controlli: il nodo delle aree dismesse

Nel confronto è emerso però anche un altro aspetto: la sicurezza, da sola, non basta se non si affronta la condizione di spazi abbandonati o sottoutilizzati. Per questo la Regione ha fatto sapere di essere pronta a ragionare con l'amministrazione comunale su percorsi di recupero differenziati, tenendo conto delle caratteristiche specifiche di ciascun sito.

Il punto, in sostanza, è definire una progettualità credibile per il riuso degli immobili, individuando priorità, destinazioni future e possibili forme di sostegno economico. Un lavoro che per Udine riguarda non un solo comparto, ma più aree con problemi e vincoli diversi tra loro.

Ex Macello, c'è già una richiesta di finanziamento

Per l'ex Macello un passaggio concreto è già sul tavolo. Alla direzione regionale competente è infatti arrivata una domanda di contributo da circa 4,8 milioni di euro per realizzare il secondo lotto degli interventi. La proposta sarà valutata nel percorso di concertazione con gli enti locali, insieme agli altri dossier presentati dal Comune.

Diversa la situazione dell'ex Frigo, dove ogni ipotesi dovrà misurarsi anche con i vincoli posti dalla Soprintendenza. Ancora differente il caso dell'ex Safau: trattandosi di un'area privata, servirà prima di tutto una proposta di recupero definita dal Comune, sulla quale poi potrà aprirsi il confronto istituzionale.

Attenzione anche alla ex caserma Cavarzerani

Nel corso della riunione è stata affrontata anche la situazione della ex caserma Cavarzerani. Su questo fronte il prefetto ha disposto un rafforzamento della vigilanza, segnale che il monitoraggio resta aperto anche su altri punti sensibili del territorio urbano.

Dal vertice, quindi, esce un'impostazione che per Udine mette insieme interventi immediati e scelte di medio periodo. Da un lato telecamere e vigilanza privata per rispondere alle richieste dei residenti; dall'altro la necessità di dare una prospettiva a spazi che, senza un recupero concreto, continuano a rappresentare un problema per i quartieri e per l'intera città.

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