Udine traina il festival dell’Ateneo: Collega-menti supera quota 5mila e rilancia la formula diffusa
All’ex chiesa di San Francesco e nei luoghi universitari cittadini una parte centrale della rassegna 2026, chiusa con numeri mai raggiunti prima.
Il dato finale premia soprattutto Udine, che ha ospitato alcuni dei momenti più seguiti dell’edizione 2026 di Collega-menti. Il festival dell’Università di Udine ha archiviato la sua quarta edizione con oltre 5mila presenze complessive, segnando il risultato più alto raggiunto finora dalla manifestazione.
Per tre giorni, dal 2 al 4 ottobre, la rassegna ha portato in città e nelle altre sedi universitarie incontri, laboratori, spettacoli e occasioni di confronto pensate per avvicinare il pubblico al lavoro della ricerca. Il tema scelto quest’anno, “Equilibri”, ha fatto da filo conduttore a un programma ampio, costruito per parlare non soltanto agli addetti ai lavori ma anche a famiglie, studenti e cittadini.
Accanto a Udine, il festival ha coinvolto anche Pordenone, Gorizia e Gemona del Friuli. Ma nel capoluogo friulano si è concentrata una parte significativa degli appuntamenti più riconoscibili, a partire dalle Vetrine della Ricerca ospitate all’ex chiesa di San Francesco, uno degli spazi simbolo della manifestazione.
Il cuore udinese tra San Francesco e i teatri
Proprio a Udine l’ex chiesa di San Francesco è stata trasformata per l’intero fine settimana in un percorso aperto al pubblico, con 19 Vetrine della Ricerca pensate come esperienza diretta e accessibile. È qui che il festival ha mostrato con maggiore evidenza la sua vocazione divulgativa: far uscire il sapere accademico dagli spazi tradizionali e portarlo dentro i luoghi della città.
Il bilancio complessivo parla di 72 appuntamenti e oltre 90 ospiti, distribuiti in 20 sedi. La novità dell’edizione è stata proprio questa estensione su più poli, una scelta che l’Ateneo considera decisiva per allargare la partecipazione e valorizzare le diverse realtà universitarie del territorio.
Tra gli eventi che hanno richiamato più pubblico ci sono state anche le serate al Teatro San Giorgio di Udine con Moni Ovadia e Barbara Errico e con Elisabetta Dami e Lucia Tancredi. All’apertura, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, l’incontro con il fisico Marco Testa ha riunito oltre mille studentesse e studenti delle scuole secondarie di secondo grado.
Laboratori pieni e forte risposta di scuole e famiglie
Un altro segnale forte è arrivato dalle attività su prenotazione. I 23 laboratori interattivi rivolti a famiglie e studenti hanno registrato una risposta molto alta, con numerosi appuntamenti esauriti già prima dell’avvio del festival. La partecipazione più convinta si è vista soprattutto nelle proposte dedicate al mondo della scuola e ai percorsi legati al benessere psicofisico.
Tra le iniziative andate rapidamente al completo figurano il laboratorio di scrittura con l’intelligenza artificiale, la caccia al tesoro fotografico nelle vie cittadine, il percorso sugli spazi verdi urbani con “l’architettura della calma” e l’incontro con Elisabetta Dami e Lucia Tancredi dedicato al valore della parola come strumento di cura interiore.
Buona adesione anche per le passeggiate benessere, le lezioni di yoga e gli appuntamenti dedicati alla gestione dello stress e delle ansie quotidiane. Un programma che ha confermato la volontà di proporre contenuti scientifici e culturali in forme concrete e partecipate.
La formula allargata convince l’Università
Secondo il rettore dell’Università di Udine, Angelo Montanari, il risultato ottenuto e il tutto esaurito registrato da molti laboratori mostrano quanto interesse ci sia per una divulgazione capace di essere insieme rigorosa, pratica e coinvolgente. Montanari ha ricordato anche che Collega-menti è un progetto costruito internamente da docenti, ricercatori e personale tecnico-amministrativo dell’Ateneo.
Per il rettore, l’estensione del festival a tutte le sedi universitarie si è rivelata una scelta giusta e la risposta arrivata dai vari territori spinge già a confermare anche per il 2027 il modello diffuso. Un ringraziamento è stato rivolto sia a chi ha lavorato all’organizzazione sia al pubblico che ha seguito la manifestazione, oltre alla curatrice scientifica Barbara Gallavotti.
Gallavotti ha spiegato il tema degli “Equilibri” come una questione centrale del presente: non una stabilità immobile, ma una condizione da ripensare continuamente in una fase storica segnata da trasformazioni rapide. In questa chiave, il festival ha cercato di mettere in relazione competenze, conoscenze e sensibilità diverse, creando un dialogo diretto fra ricerca e cittadinanza.
Il consuntivo finale fotografa dunque una crescita netta sia nei numeri sia nella presenza sul territorio. Per Udine, che ha ospitato alcuni degli snodi più importanti del programma, il risultato rafforza il ruolo della città come centro propulsore di una rassegna che punta a rendere la cultura scientifica sempre più vicina alla vita quotidiana.