Udinese, serata da dimenticare al Bluenergy: la Roma passa 5-2 e i bianconeri restano fermi

Al Bluenergy Stadium pesa soprattutto il primo tempo dei friulani, travolti fino allo 0-4. La reazione nella ripresa non basta: ora c’è la trasferta di Venezia.

31 ottobre 2026 21:51
Udinese, serata da dimenticare al Bluenergy: la Roma passa 5-2 e i bianconeri restano fermi -
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Il dato che più pesa a Udine, oltre al risultato, è la classifica che non si muove. Dopo il ko interno contro la Roma, l'Udinese resta a quota cinque punti al termine delle prime dieci giornate, con un bilancio che continua a complicare l'avvio di stagione dei bianconeri.

Al Bluenergy Stadium la squadra friulana ha pagato soprattutto una prima parte di gara troppo fragile, finendo sotto in modo netto già prima dell'intervallo. La ripresa ha mostrato una risposta sul piano dell'orgoglio, ma il divario accumulato era già troppo ampio per riaprire davvero la serata.

Il match si spezza nel primo tempo

La Roma ha indirizzato la partita con grande anticipo. Il vantaggio è arrivato al 10' con Bryan Cristante, poi nel giro di pochi minuti i giallorossi hanno allungato ancora con Rodrigo Mora al 31', Donyell Malen al 33' ed Evan Ndicka al 37'. In meno di quaranta minuti il confronto era già scivolato su un binario molto difficile per i padroni di casa.

Più del punteggio finale, a colpire è stata la facilità con cui gli ospiti sono riusciti a trovare spazi e soluzioni diverse nella metà campo friulana. Per l'Udinese è questo il punto da cui ripartire: non tanto la lettura di un singolo episodio, quanto la necessità di evitare che le gare si compromettano così presto.

Il pareggio ottenuto a Parma sembrava poter interrompere una fase negativa, ma la sfida con la Roma ha riportato in primo piano problemi già emersi nelle settimane precedenti. Il conto delle sconfitte sale così a sette nelle prime dieci uscite di campionato.

La reazione dopo l'intervallo

Nella seconda metà di gara l'Udinese ha comunque provato a cambiare volto alla partita. Nicolò Zaniolo ha segnato al 50', dando un primo segnale, e Matteo Palma ha trovato il 2-4 al 79', alimentando almeno per qualche minuto una parziale reazione davanti al pubblico di casa.

Non è bastato per rimettere in discussione il risultato, anche perché nel recupero Daniele Ghilardi ha firmato il quinto gol romanista chiudendo definitivamente i conti sul 2-5. Resta però la differenza tra una squadra che si arrende e una che almeno prova a restare dentro il match: un aspetto minimo, ma visibile nella ripresa.

Il problema, per i friulani, è che i segnali positivi arrivano quando la partita è già compromessa. In questo momento serve soprattutto una tenuta più continua, dall'inizio alla fine, perché rincorrere dopo un passivo così pesante rende tutto molto più complicato.

Che cosa lascia questa sconfitta a Udine

Per l'ambiente bianconero non si tratta soltanto di una battuta d'arresto casalinga. L'Udinese, in città e in tutto il territorio, resta un riferimento sportivo forte, capace di richiamare tifosi da tutta la provincia e da molte aree del Friuli. Per questo un avvio così difficile si riflette inevitabilmente anche sull'umore di chi segue la squadra con continuità.

Il campionato è ancora lungo e non avrebbe senso trasformare ottobre in una sentenza definitiva, ma i numeri chiedono attenzione. Cinque punti in dieci giornate e una serie di partite spesso inseguite fin dai primi minuti obbligano a cercare segnali concreti più che interpretazioni generiche.

Il prossimo passaggio è Venezia

Il calendario non concede molto tempo per assorbire la sconfitta. Venerdì 6 novembre l'Udinese sarà di scena a Venezia alle 20.45, in un appuntamento che può già dire molto sulla capacità dei bianconeri di rimettersi in carreggiata dopo una serata così pesante.

Più che una prova di brillantezza, alla squadra friulana servirà una partita ordinata, compatta e meno esposta. È questa, oggi, la richiesta più concreta che arriva da Udine dopo il 5-2 incassato contro la Roma: ritrovare solidità fin dal calcio d'inizio e smettere di inseguire troppo presto le partite.

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