Venezia 2026, il film vincitore guarda a Udine: Leone d’oro a “Woman Unknown”, attesa per l’arrivo in sala
Dal palmarès della Mostra alle sale friulane: trionfa May el-Toukhy, premi anche a Malkovich e Scamarcio. A Udine intanto continuano gli appuntamenti legati al festival.
Per il pubblico di Udine, la chiusura della Mostra di Venezia non coincide con la fine del festival. Il palmarès dell’edizione 2026 ridisegna infatti i titoli da seguire nelle prossime settimane anche nelle sale del territorio, a partire da “Woman Unknown”, il film della regista danese May el-Toukhy che ha conquistato il riconoscimento più importante.
L’opera ha ottenuto il Leone d’oro e ha aggiunto anche la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, assegnata a Mathilde Arcel. Un esito che mette il film al centro della selezione veneziana appena conclusa e che lo proietta tra le uscite più attese anche per gli spettatori friulani.
Udine resta agganciata alla Mostra
Il collegamento con il territorio non è solo ideale. Nei giorni immediatamente successivi al festival, il circuito delle sale d’essai continua a proporre appuntamenti che portano in Friuli il clima della Mostra.
Martedì 15 settembre Andrea Pallaoro presenterà “The Echo Chamber” al Visionario di Udine alle 19. Nella stessa giornata il film sarà proiettato anche a Pordenone, a Cinemazero, alle 21, con intervento del regista al termine. Per chi segue da vicino il cinema d’autore, è uno dei passaggi più concreti tra il Lido e le sale del Nordest.
Negli stessi giorni, dal 14 al 16 settembre, è in programma anche “M – Il mostro di Düsseldorf” di Fritz Lang in versione restaurata e in lingua originale sottotitolata, sempre nel circuito che coinvolge Udine e Pordenone.
Il titolo che ha convinto la giuria
“Woman Unknown”, presentato anche con il titolo originale “Kvinde Ukendt”, è ambientato nella Danimarca del dopoguerra. Al centro del racconto c’è Marie, una giovane governante pronta a sposare Christian, vedovo benestante per cui lavora.
La prospettiva di un matrimonio sembra offrirle sicurezza e un nuovo posto nella società, ma il passato riemerge con forza: durante l’occupazione la donna ha avuto una relazione con un soldato tedesco. Da qui prende forma una storia in cui reputazione, dipendenza economica e sopravvivenza personale si intrecciano con le ferite lasciate dalla guerra.
Il premio a Mathilde Arcel rafforza il peso del film nel bilancio finale del festival. Per l’attrice danese, al suo primo grande ruolo da protagonista al cinema, il riconoscimento veneziano rappresenta un salto di visibilità immediato.
Gli altri nomi forti del concorso principale
Tra i vincitori più attesi figurava anche John Malkovich, premiato come miglior attore per “Wild Horse Nine”. Il film di Martin McDonagh è ambientato nel 1973, sullo sfondo delle tensioni politiche cilene, e arriverà nei cinema italiani il 5 novembre 2026.
Il Gran Premio della Giuria è andato invece a Lee Chang-dong per “Possible Love”. Il Leone d’argento per la regia è stato assegnato a Ilya Khrzhanovsky per “DAU”, mentre il premio per la sceneggiatura è andato a Stéphane Brizé, Coralie Amédéo e Olivier Gorce per “Un bon petit soldat”.
Nel resto del palmarès del concorso principale trovano spazio anche “NAZA”, che ha ricevuto il premio speciale della giuria, e Malou Khebizi, premiata con il Marcello Mastroianni come interprete emergente per “15/18 – A Place to Heal”.
Il segnale italiano arriva da Orizzonti
Per il cinema italiano, la soddisfazione più netta è arrivata dalla sezione Orizzonti. “I figli della scimmia”, diretto da Tommaso Landucci, ha raccolto due riconoscimenti: miglior interpretazione maschile a Riccardo Scamarcio e premio per la sceneggiatura a Landucci insieme a Damiano Femfert.
Il film affronta un nodo familiare complesso, seguendo un padre che si prende cura del figlio con disabilità e costruisce un rapporto sempre più intenso con il nipote adolescente. L’uscita italiana è prevista per il 17 settembre con distribuzione Medusa.
Sempre in Orizzonti, il premio per il miglior film è andato a “Un détour par Diane”, noto anche come “Diane in the Loop”, firmato da Ann Sirot e Raphaël Balboni. Il Leone del futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis” è stato assegnato a “La maison du vent”, che aveva già ottenuto anche il premio speciale della giuria nella stessa sezione.
Cosa aspettarsi ora nelle sale
Per “Woman Unknown” la distribuzione italiana è affidata a Lucky Red, ma al momento non è stata ancora comunicata una data di uscita. È quindi un titolo da monitorare nei prossimi calendari delle sale, compresi i cinema cittadini più attenti alle proposte della Mostra.
Il dato che emerge da Venezia 2026 è chiaro: tra il trionfo del film di May el-Toukhy, il riconoscimento a Malkovich e il doppio risultato ottenuto da Scamarcio e Landucci, la stagione che si apre promette di avere ricadute concrete anche per il pubblico udinese, che nelle prossime settimane inizierà a ritrovare sul grande schermo i titoli passati dal Lido.