Via Eritrea, 39 appartamenti Ater consegnati a San Domenico: nuova offerta abitativa per Udine

Nel quartiere udinese completato il complesso residenziale: canoni accessibili, attenzione ai consumi energetici e intervento sostenuto anche dal Pnrr.

28 ottobre 2026 17:26
Via Eritrea, 39 appartamenti Ater consegnati a San Domenico: nuova offerta abitativa per Udine -
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Nel quartiere San Domenico prende forma un nuovo tassello dell'edilizia residenziale pubblica udinese. In via Eritrea sono stati inaugurati 39 alloggi Ater, un intervento che amplia la disponibilità di case a costi contenuti in una fase in cui trovare un'abitazione economicamente sostenibile resta difficile per molte famiglie.

L'operazione riguarda non solo la consegna degli appartamenti, ma anche il recupero di un'area urbana con un impatto diretto sul contesto del quartiere. Il tema della casa, a Udine, continua infatti a intrecciarsi con quello della qualità degli spazi e con la necessità di mantenere accessibile il mercato abitativo per chi è più esposto alle difficoltà economiche.

Un intervento che guarda ai bisogni della città

A commentare l'inaugurazione è stata la consigliera regionale Rosaria Capozzi del Movimento 5 Stelle, che ha definito significativa la conclusione del progetto sia per il valore sociale dell'opera sia per gli effetti sul tessuto urbano. L'accento è stato posto sulla possibilità di offrire a diversi cittadini una soluzione abitativa a canone calmierato.

Secondo Capozzi, mettere a disposizione nuovi appartamenti a prezzi più accessibili significa dare una risposta concreta a una domanda abitativa che, anche nel capoluogo friulano, resta forte. Il riferimento è a famiglie e persone che faticano a trovare soluzioni adeguate sul mercato privato.

Il nodo dei costi e il contributo del Pnrr

Tra gli elementi evidenziati c'è anche il sostegno arrivato dalle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza, inserite nel quadro del programma europeo NextGenerationEu. Un passaggio che, nelle valutazioni espresse dalla consigliera regionale, conferma il peso degli investimenti destinati alla riqualificazione urbana e al miglioramento della vita quotidiana nelle città.

Capozzi ha richiamato inoltre il tema dell'efficienza energetica degli edifici, considerata una componente rilevante dell'intervento. Case con prestazioni migliori, nelle intenzioni, significano consumi più contenuti e una gestione meno onerosa per chi vi abiterà.

Rigenerazione urbana e diritto all'abitare

L'apertura del complesso di via Eritrea viene letta anche come un'operazione di rigenerazione del patrimonio edilizio. Non soltanto nuove abitazioni, quindi, ma un progetto che riporta l'attenzione sul diritto all'abitare e sulla necessità di rafforzare strumenti pubblici per chi non riesce ad accedere con facilità al mercato immobiliare.

Nelle dichiarazioni riportate a margine della cerimonia, la consigliera del M5S ha sottolineato anche il ruolo della comunità, parlando di un percorso accompagnato da osservazioni e proposte arrivate dal territorio. Un aspetto che, nella lettura politica dell'iniziativa, contribuisce a legare l'intervento alla vita del quartiere.

Per Udine, la consegna dei 39 alloggi rappresenta così un risultato che unisce funzione sociale e riqualificazione urbana. Il valore dell'opera, al di là dell'inaugurazione, si misurerà ora nella capacità di offrire stabilità abitativa e nuove opportunità a chi è alla ricerca di una casa sostenibile sotto il profilo economico.

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