A Palazzo Florio il riconoscimento a quattro neolaureati dell’Ateneo: premiate ricerche su salute e invecchiamento
Udine al centro della terza edizione del premio Morpurgo-Hofmann: valorizzati studi universitari su terza età, prevenzione, riabilitazione e cura.
Quattro giovani usciti dall’Università di Udine sono stati premiati in città per lavori di tesi che guardano a un tema sempre più centrale anche per il territorio friulano: come migliorare cure, assistenza e qualità della vita con l’avanzare dell’età.
La consegna dei riconoscimenti si è tenuta a Palazzo Florio, sede dell’Ateneo udinese, nell’ambito della terza edizione del premio promosso dalla Fondazione Morpurgo-Hofmann insieme all’università. Al centro dell’iniziativa, gli elaborati discussi nell’anno accademico 2025-2026 in ambito medico-sanitario.
I premi principali, da mille euro ciascuno, sono andati ad Andrea Bortolin di Pordenone, Martina Cogoi di Santa Maria la Longa e Sofia Pomarè di San Pietro di Cadore. A Francesco Paravan, di Udine, è stato attribuito un riconoscimento fuori concorso da 500 euro per una tesi ritenuta particolarmente meritevole.
Udine ospita la cerimonia dell’Ateneo
L’iniziativa è rivolta ai laureati del Dipartimento di Medicina dell’Università di Udine provenienti da diversi percorsi formativi: Fisioterapia, Infermieristica, Medicina e chirurgia, Scienze infermieristiche e ostetriche, Scienze motorie, Scienze dello sport, Scienze e tecniche delle attività motorie preventive a adattate.
A consegnare i premi sono stati, per la Fondazione Morpurgo-Hofmann, il presidente Lorenzo Bosetti e Angelica Giancola, responsabile Sviluppo delle politiche di invecchiamento attivo. Per l’Ateneo erano presenti Alessandro Cavarape, presidente della commissione, ed Enrico Rejc, delegato dell’università per lo sport.
I temi affrontati nelle tesi premiate
Andrea Bortolin, laureato in Medicina e chirurgia, è stato premiato per un lavoro dedicato alle alterazioni della connettività cerebrale nell’idrocefalo normoteso idiopatico, con relatrice Mariarosa Valente e correlatore Francesco Tuniz.
Martina Cogoi, laureata in Infermieristica, ha presentato una ricerca sulla health literacy nelle persone con ictus acuto, con attenzione ai fattori di rischio, alla sintomatologia e ai comportamenti da adottare. Relatrice Irene Mansutti, correlatrice Erica Zammattio.
Sofia Pomarè, anche lei laureata in Infermieristica, ha sviluppato uno studio di prevalenza su frequenza, cause ed evitabilità dell’allettamento. Relatrice Alvisa Palese, correlatrici Gaia Magro e Gaia DUssi.
Francesco Paravan, laureato in Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate, ha firmato una revisione sistematica con metanalisi sull’efficacia dell’esercizio terapeutico rivolto all’articolazione dell’anca nella gestione della lombalgia primaria cronica. Relatore Francesco Mancuso.
Il valore del premio per la ricerca applicata alla salute
La commissione che ha valutato i lavori era composta da Angelica Giancola e dai docenti dell’Università di Udine Alessandro Cavarape, Alvisa Palese ed Enrico Rejc.
Nel commentare il significato dell’iniziativa, il professor Alessandro Cavarape ha richiamato il peso crescente dei cambiamenti demografici sul sistema sociosanitario e sulle future politiche di welfare, sottolineando come la tutela della salute psicofisica fin dai primi anni di vita sia un passaggio decisivo per mantenere autonomia e benessere anche in età avanzata.
Secondo Cavarape, per rendere davvero efficaci le politiche di invecchiamento attivo serve un lavoro condiviso tra istituzioni, università, ricerca, enti locali, imprese, terzo settore e mondo della comunicazione. In questo quadro, il premio assegnato a Udine assume anche un valore simbolico: riconosce l’impegno degli studenti che hanno scelto di misurarsi con questioni concrete della sanità e dell’assistenza, in un ambito che riguarda da vicino il futuro della comunità.