A Udine il rugby degli Azzurri diventa più accessibile: al Bluenergy arriva l’audiodescrizione
Per la sfida del 21 novembre contro Fiji sarà disponibile anche a Udine il servizio Connect Me Too®, pensato per persone cieche e ipovedenti.
Non sarà soltanto una serata di grande rugby internazionale per Udine: la partita degli Azzurri al Bluenergy Stadium porterà con sé anche una novità importante sul fronte dell’accessibilità. In occasione del match con le Fiji del 21 novembre, infatti, sarà attivato il servizio di audiodescrizione dedicato alle persone cieche, ipovedenti e con disabilità visiva.
La scelta inserisce anche la tappa friulana del Nations Championship 2026 in un percorso che punta a rendere più completa la partecipazione del pubblico agli eventi della Nazionale. L’obiettivo è permettere di seguire la gara non solo dal vivo, ma anche da casa, con un racconto costruito per restituire ciò che accade dentro e attorno al campo.
La data di Udine nel calendario azzurro
Il nuovo torneo internazionale vedrà l’Italia impegnata in tre gare interne di rilievo. Prima l’appuntamento di Torino contro il Sudafrica campione del mondo, poi la sfida di Genova con l’Argentina e infine la tappa di Udine, dove sabato 21 novembre gli Azzurri affronteranno Fiji al Bluenergy Stadium.
Per il capoluogo friulano si tratta quindi di un evento sportivo di alto profilo, ma anche di un banco di prova per un modello organizzativo che mette al centro l’inclusione del pubblico. È questo l’aspetto che distingue la presenza del servizio nella gara udinese.
Come sarà seguita la partita da chi non vede
Il sistema utilizzato è “Connect Me Too®”, sviluppato da CMT Translations. Il funzionamento si basa su una narrazione molto dettagliata affidata a professionisti formati appositamente, capaci di descrivere non soltanto le azioni di gioco, ma anche movimenti, reazioni, atmosfera sugli spalti e tutto ciò che contribuisce a definire l’esperienza dello stadio.
In questo modo il racconto va oltre la telecronaca tradizionale e prova a trasformare in parole i particolari visivi della partita. Per chi ha una disabilità visiva significa poter seguire l’incontro con maggiore partecipazione, cogliendo anche il contesto emotivo dell’evento.
Un percorso già avviato e ora esteso anche al Friuli
L’iniziativa non nasce da zero. La Federazione Italiana Rugby aveva già sperimentato questo tipo di servizio durante le partite del Sei Nazioni a Roma, costruendo un’esperienza che ora viene allargata anche agli incontri del Nations Championship ospitati in altre città italiane.
Leonardo Ghiraldini, consigliere federale con delega alla Responsabilità Sociale, ha spiegato che rendere il rugby più accessibile significa consentire a tutti di vivere davvero l’evento, allo stadio o a distanza. Nelle sue parole, l’introduzione dell’audiodescrizione rappresenta un passaggio concreto per allargare la partecipazione e continuare a sviluppare uno sport senza barriere.
Sulla stessa linea anche Tony D’Angelo, responsabile del progetto per CMT Translations, che ha sottolineato il valore della continuità dopo l’esperienza del Sei Nazioni. L’idea, ha evidenziato, è far entrare l’audiodescrizione nei grandi appuntamenti sportivi come parte stabile dell’offerta al pubblico, non come elemento secondario.
Una tecnologia già usata in molti eventi sportivi
Negli anni “Connect Me Too®” ha trovato spazio in diverse discipline, dal rugby al calcio, passando per basket e sport invernali. Il sistema è stato impiegato sia in competizioni nazionali sia in appuntamenti internazionali, con applicazioni che hanno coinvolto anche contesti culturali come il teatro.
Per Udine, però, il dato più rilevante resta l’arrivo di questo strumento in una delle partite più attese dell’autunno sportivo. La gara con Fiji non sarà soltanto una tappa del calendario azzurro: per il pubblico friulano sarà anche l’occasione per vedere da vicino un modo diverso e più inclusivo di vivere lo sport.