A Udine oltre 8.200 richieste per la seconda casa agevolata: cresce l’uso dell’Ilia ridotta

Nel capoluogo friulano 8.222 dichiarazioni per il 2025. In regione sfiorata quota 100 mila: Lignano guida la classifica, Trieste resta il Comune con il beneficio più alto.

10 luglio 2026 14:26
A Udine oltre 8.200 richieste per la seconda casa agevolata: cresce l’uso dell’Ilia ridotta -
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Udine è tra i territori dove la nuova agevolazione sulla seconda casa ha avuto un impatto più visibile. Nel capoluogo friulano sono infatti 8.222 le dichiarazioni presentate per indicare l’immobile da assoggettare all’aliquota Ilia ridotta relativa all’anno d’imposta 2025, dentro un quadro regionale che si avvicina a quota centomila adesioni.

Il dato emerge dal bilancio diffuso dalla Regione sul primo anno di applicazione della misura, gestita attraverso la piattaforma informatica realizzata da Insiel. In tutto le comunicazioni registrate finora sono 105.344, comprendendo anche quelle già trasmesse per il 2026 e quelle inviate da cittadini residenti fuori dall’Italia.

Il peso di Udine nel quadro regionale

Se si guarda alla distribuzione delle domande, Udine si colloca tra i Comuni con i numeri più consistenti del Friuli Venezia Giulia. Davanti ci sono Lignano Sabbiadoro con 14.770 dichiarazioni e Trieste con 11.615, mentre subito dietro al capoluogo friulano compaiono Grado con 4.503 e Pordenone con 4.410.

Per il territorio udinese il dato è significativo anche perché conferma quanto il tema delle seconde case interessi non solo le località balneari, ma anche un’area urbana ampia e un mercato immobiliare diffuso. Nella graduatoria regionale trovano spazio inoltre diverse località della montagna friulana: Tarvisio arriva a 2.139 comunicazioni, Sappada a 1.637 e Forni di Sopra a 838.

Che cosa cambia per i proprietari

La novità è scattata dal 1° gennaio 2025 e permette a chi possiede più abitazioni di scegliere quale immobile considerare come propria “prima” seconda casa. Su quell’unità abitativa si applica un tetto massimo dello 0,70% per l’aliquota, con un vantaggio che varia in base alle decisioni del singolo Comune e alla rendita catastale.

La dichiarazione può essere trasmessa entro il 30 giugno dell’anno successivo rispetto a quello di imposta. Si tratta di una possibilità introdotta nell’ambito dell’Ilia, l’imposta locale immobiliare autonoma che in Friuli Venezia Giulia ha preso il posto dell’Imu dopo il percorso normativo legato alle competenze regionali in materia tributaria.

Quante comunicazioni sono già arrivate

Il blocco più consistente riguarda il 2025, con 99.249 dichiarazioni. A queste si aggiungono 6.094 comunicazioni già riferite al 2026. Nel totale rientrano anche 3.663 pratiche presentate da residenti all’estero, altro elemento che mostra una platea ampia e non limitata ai soli contribuenti presenti stabilmente in regione.

Secondo quanto illustrato nel corso della presentazione regionale, il debutto della misura ha prodotto un riscontro superiore alle attese iniziali. La lettura proposta è duplice: da una parte un alleggerimento del prelievo fiscale per i proprietari, dall’altra un possibile incentivo alla tenuta del mercato delle seconde case.

Risparmi diversi da Comune a Comune

L’effetto economico non è uguale ovunque. Il beneficio cambia infatti in base all’aliquota che veniva applicata prima dal Comune interessato e alle caratteristiche catastali dell’immobile indicato. Per questo il vantaggio finale può risultare molto diverso tra una città e l’altra.

Il valore più alto segnalato finora riguarda Trieste, dove il risparmio può arrivare fino a 3.970 euro. Un dato che dà la misura dell’impatto della riforma soprattutto nei contesti in cui la tassazione precedente era più pesante.

La gestione online delle domande

Un ruolo centrale nell’avvio del nuovo sistema è stato affidato al portale predisposto da Insiel, utilizzato per caricare e gestire le dichiarazioni. La Regione evidenzia che la procedura digitale ha reso più snello il percorso amministrativo, evitando il ricorso a pratiche cartacee su larga scala.

La piattaforma consente già ora di cambiare l’immobile indicato come “prima” seconda casa, così da adeguare la scelta alle esigenze del contribuente. L’obiettivo dichiarato è semplificare ulteriormente l’utilizzo del servizio, rendendolo accessibile anche a chi ha minore familiarità con gli strumenti online.

Per Udine il dato delle 8.222 richieste rappresenta quindi un segnale concreto: la nuova leva fiscale è stata recepita rapidamente anche nel capoluogo, dentro una partita che nei prossimi mesi potrà incidere sia sulle scelte dei proprietari sia sull’attrattività del mercato immobiliare regionale.

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