Al Palamostre una serata fuori dagli schemi: Udine entra nel processo teatrale a Nerone
Il 18 luglio debutta al teatro udinese la nuova produzione Drammadilli: ingresso libero, musica dal vivo e spettatori coinvolti direttamente nella scena.
Non una semplice rappresentazione storica, ma un esperimento teatrale che chiede alla platea di prendere posizione. Sabato 18 luglio 2026, alle 20.45, il Teatro Palamostre di Udine ospita il debutto di “Nerone – Qualis artifex pereo”, nuovo lavoro della Compagnia Teatrale Drammadilli pensato per trasformare il pubblico in parte attiva della serata. L’ingresso è gratuito.
Per il pubblico udinese si tratta di un appuntamento costruito su un’idea precisa: riportare al centro una figura tra le più discusse dell’antichità, provando a sottrarla alla caricatura più conosciuta. Il punto di partenza non è infatti il sovrano già consegnato alla memoria come simbolo di eccesso e violenza, ma un ragazzo giovanissimo chiamato a reggere il peso del potere.
Una rilettura che parte dall’uomo prima che dal mito
Lo spettacolo guarda a Nerone come a un personaggio diviso tra il governo di un impero immenso e un’identità artistica che cerca spazio. In questa chiave emergono il poeta, il musicista, l’uomo di teatro, accanto alla figura politica. È da questa tensione che prende forma il racconto scenico.
La produzione si muove dentro una riflessione più ampia: quanto il ritratto pubblico di una persona possa essere deformato dal racconto dominante e quanto il giudizio collettivo si costruisca anche su immagini sedimentate nel tempo. Un tema storico, ma con richiami evidenti al presente.
Il pubblico non resta a guardare
Uno degli elementi più particolari della serata al Palamostre sarà il coinvolgimento diretto degli spettatori. In un momento centrale entrerà in gioco il praeco, figura dell’antica Roma incaricata di trasmettere annunci e messaggi alla comunità, e da lì il rapporto tra palco e sala cambierà registro.
La platea sarà chiamata a confrontarsi con versioni, interpretazioni e prese di posizione, entrando dentro il “processo” costruito dalla drammaturgia. Per rendere l’esperienza ancora più partecipata, chi vorrà potrà presentarsi con un indumento che richiami il mondo romano oppure portare con sé un oggetto da scambiare all’ingresso.
Cast giovane, coro in latino e scene essenziali
La scrittura e la regia portano la firma di Igori Nazarco. Sul palco recitano Fabio Cassisi, Massimo Filoso, Giacomo Luison, Teresa Bisoni e Martina Fatighenti, interpreti con percorsi formativi e professionali sviluppati tra accademie e produzioni teatrali nazionali.
Un peso importante nell’impianto dello spettacolo è affidato alla musica originale di Marianna Acito. L’esecuzione dal vivo è affidata a un coro che canta interamente in latino e che, nel corso della rappresentazione, entra anche nell’azione scenica assumendo ruoli diversi a seconda degli ambienti evocati.
Le scene, curate da Helena Cleofe Finati, mettono in dialogo due luoghi simbolici, la Taverna e la Camera di Nerone, con una soluzione visiva essenziale che mantiene vicini attori e spettatori. I costumi sono di Marilù Bellemo Bullo e nascono anche da un laboratorio che ha coinvolto otto giovani artisti under 26 in una ricerca sull’abbigliamento dell’antica Roma, da cui sono usciti più di dieci abiti originali. Le immagini promozionali sono firmate da Serena Pea.
Il progetto e la tappa udinese
La nuova produzione rientra nel progetto “Teatro per tutti, tutti a teatro”, sostenuto dal consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia e sviluppato con il Comune di Udine. Il lavoro è inoltre legato al percorso formativo e creativo “Kairos Lab”, realizzato con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e con il finanziamento di Le Fondazioni Casali.
Per Udine, il debutto al Palamostre rappresenta la prima uscita pubblica di uno spettacolo che usa la storia per parlare soprattutto alle generazioni più giovani, tra pressione sociale, identità da costruire, bisogno di riconoscimento e difficoltà di sottrarsi alle aspettative imposte dall’esterno.
Dopo la data udinese, il calendario prevede già una replica: l’8 agosto 2026 lo spettacolo sarà presentato a Trieste, al Museo Sartorio in Largo Papa Giovanni XXIII 1. Intanto il primo passaggio sarà proprio in città, con una serata che punta a fare del teatro anche un luogo di confronto diretto con chi siede in sala.