All’Università di Udine debutta Truthster, la piattaforma che tutela i contenuti digitali
Dall’ateneo friulano un progetto pensato per certificare file audio, foto e video, con attenzione a autenticità, diritti d’autore e consensi.
Nel lavoro quotidiano di chi racconta fatti e storie con lo smartphone, poter dimostrare che un contenuto non è stato alterato sta diventando un passaggio decisivo. Da Udine arriva una risposta concreta: si chiama Truthster ed è il progetto sviluppato all’Università di Udine per associare a foto, video, immagini e registrazioni audio una certificazione digitale basata su blockchain.
L’iniziativa è stata coordinata dal Dipartimento di Scienze giuridiche dell’ateneo udinese e ha ottenuto un finanziamento regionale da 92 mila euro. L’idea è rivolta soprattutto a chi produce contenuti per informare o comunicare, come giornalisti, videomaker, blogger e creator, offrendo uno strumento utile a dimostrare provenienza, integrità del materiale e correttezza nell’uso dei dati e delle immagini.
L’Università ha già avviato anche la procedura per la registrazione del marchio. A guidare il progetto è Federico Costantini, docente di informatica giuridica, con un lavoro che unisce aspetti tecnologici e garanzie legate ai diritti.
Una tecnologia pensata per chi lavora con immagini e registrazioni
Il caso più immediato indicato dal gruppo di ricerca è quello di un’intervista. Attraverso l’applicazione, il contenuto realizzato può essere accompagnato da una certificazione automatica che riguarda più profili: l’autenticità del file, la paternità dell’opera, il via libera alla pubblicazione dell’immagine della persona coinvolta e il consenso relativo ai dati personali.
Dal punto di vista operativo, il sistema analizza il file, associa informazioni come tempo e luogo, crea un codice univoco — l’HASH — e lo registra sulla blockchain. In questo modo il materiale viene legato a una traccia verificabile, utile a dimostrarne l’origine e la non manipolazione.
Il team udinese e la presentazione del progetto
Accanto a Costantini hanno lavorato Francesco Crisci del Dipartimento di Scienze economiche e statistiche e i ricercatori Miray Hascoskan e Matteo Paier. Il gruppo ha portato la piattaforma a un livello avanzato di maturità tecnologica, passaggio che rende il progetto particolarmente rilevante anche in ottica applicativa.
La presentazione si è tenuta proprio nel Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università di Udine. Durante l’incontro, aperto da Federico Costantini e dalla direttrice Silvia Bolognini, è stata effettuata anche la prima registrazione di un artefatto digitale, curata da Hascoskan e Paier. Successivamente Francesco Crisci ha illustrato il business plan, mentre il team ha risposto alle domande del pubblico presente e collegato a distanza.
Perché il progetto nasce adesso
Il punto centrale è la crescente difficoltà nel distinguere contenuti affidabili da materiali manipolati o decontestualizzati. Secondo Costantini, lo strumento nasce proprio per offrire ai professionisti dell’informazione un supporto concreto in una fase in cui verificare ciò che circola online è sempre più complesso.
Nella lettura proposta da Silvia Bolognini, Truthster rappresenta bene la missione del Dipartimento: produrre conoscenza utile, capace di mettere in dialogo innovazione e competenze giuridiche. L’obiettivo è proteggere diritti, rafforzare la trasparenza e rendere più semplice il lavoro di chi opera nel settore della comunicazione digitale.
Le risorse ottenute e il percorso già avviato
Il sostegno economico più recente arriva dalla Regione Friuli Venezia Giulia, con uno stanziamento di 92 mila euro. Prima di questa fase, il progetto aveva già ricevuto 75 mila euro nell’ambito del programma europeo Horizon, segnale di un percorso di ricerca già riconosciuto anche fuori dal contesto locale.
Nel precedente assetto del gruppo figuravano, oltre a Costantini e Crisci, anche Marino Miculan del Dipartimento di Scienze matematiche, informatiche e fisiche dell’Università di Udine, Stefano Bistarelli dell’Università di Perugia, le aziende Innov@ctors e HTS Hi-Tech Services, insieme ai giornalisti Giancarlo Virgilio e Silvia Venier. Un percorso che conferma come da Udine stia prendendo forma un progetto con ricadute che vanno oltre l’ambito accademico e toccano direttamente il modo in cui i contenuti digitali vengono prodotti, verificati e pubblicati.