Beni ex militari ai Comuni, nel territorio udinese coinvolti Fagagna e l’area montana

Firmati in Regione i verbali che rendono operativo il passaggio di immobili e infrastrutture statali: tra i Comuni interessati anche Fagagna, Tarvisio, Pontebba e Verzegnis.

21 maggio 2026 02:55
Beni ex militari ai Comuni, nel territorio udinese coinvolti Fagagna e l’area montana -
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Una parte del patrimonio statale dismesso cambia destinazione e torna nella disponibilità dei territori. Con la firma dei verbali avvenuta in Regione, prende forma il passaggio di immobili e infrastrutture a otto Comuni del Friuli Venezia Giulia, diversi dei quali ricadono nell’area udinese e della montagna friulana.

Per Prima Udine il dato più rilevante riguarda proprio i municipi della provincia e dell’area di riferimento locale: Fagagna, Tarvisio, Pontebba, Malborghetto-Valbruna, Bordano, Cavazzo Carnico e Verzegnis figurano infatti tra gli enti che potranno ora programmare il riuso di aree e manufatti non più impiegati per le funzioni originarie.

Alla sottoscrizione erano presenti i sindaci, i tecnici regionali, i rappresentanti dell’Agenzia del demanio e l’assessore regionale al Patrimonio e demanio Sebastiano Callari. Il passaggio, spiegato durante l’incontro, è il risultato di un confronto istituzionale portato avanti con il Governo e della attività della Commissione paritetica.

Quali realtà dell’Udinese sono interessate

Nel dettaglio, a Fagagna viene assegnata un’area del demanio militare. A Pontebba entrano nel patrimonio comunale l’ex deposito munizioni di San Leopoldo e l’ex strada militare 133, mentre a Malborghetto-Valbruna viene trasferita l’aliquota della caserma D’Incau.

Per Tarvisio il verbale riguarda l’ex fortino-casermetta difensiva di confine a Camporosso. A Bordano viene consegnato il tratto della strada Bordano-Cavazzo Carnico-Venzone che ricade nel territorio comunale.

Più articolato il pacchetto destinato a Cavazzo Carnico: comprende la ciclabile Cavazzo-Pioverno, l’ex strada militare Sot Clapiz, l’ex strada militare 91, la fortificazione di Cesclans-Cuel di Mena e una quota dell’ex fortificazione permanente di Palude Vuarbis. A Verzegnis, infine, passano le ex strade militari 86, 88, 89, 90 e 91.

Come potranno essere usati questi beni

L’orientamento indicato dai Comuni guarda a funzioni pubbliche molto concrete. Tra gli utilizzi prospettati figurano percorsi ciclabili e naturalistici, sistemazioni della viabilità locale, interventi legati alla sicurezza, valorizzazione storica e turistica, gestione silvo-pastorale, attività sociali, spazi per lo sport e aree da destinare alla protezione civile.

Nel confronto è stata richiamata anche la possibilità, da valutare di volta in volta, di impiegare alcune superfici già infrastrutturate per impianti fotovoltaici. L’ipotesi, è stato precisato, resta subordinata alla compatibilità con il contesto e alla necessità di contenere l’impatto sul territorio.

La cornice normativa e i prossimi passaggi

Il trasferimento diventa effettivo con la firma dei verbali ed è previsto dal decreto legislativo 5 agosto 2025, numero 114. La norma disciplina il passaggio alla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia di immobili appartenenti al demanio pubblico dello Stato, ramo difesa esercito, aprendo poi alla cessione gratuita ai Comuni che ne abbiano fatto richiesta.

Accanto alla consegna formale resta però il tema del riuso concreto. La Regione ha fatto sapere di aver predisposto una norma per consentire il finanziamento di eventuali studi di fattibilità, uno strumento pensato soprattutto per le amministrazioni che potrebbero incontrare difficoltà operative per carenza di risorse o di personale.

Nel corso della riunione è stato inoltre ricordato che procedure di questo tipo, soprattutto quando riguardano beni militari, richiedono verifiche tecniche, passaggi ministeriali e il coordinamento di più soggetti istituzionali. L’obiettivo dichiarato resta quello di trasformare strutture e aree non più utilizzate in opportunità utili per i Comuni dell’Udinese e per le rispettive comunità.

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