Udine nella rete EFC: mobilità, orientamento e nuovi programmi per la Scuola di Toppo Wassermann

A Pavia il bilancio del progetto nazionale: quasi 13 milioni in due anni. Per l’Università di Udine focus su orientamento e scambi internazionali.

19 maggio 2026 19:48
Udine nella rete EFC: mobilità, orientamento e nuovi programmi per la Scuola di Toppo Wassermann -
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Per Udine il dato più concreto riguarda le attività sviluppate dalla Scuola Superiore “di Toppo Wassermann”, che nel percorso EFC ha rafforzato sia l’orientamento sia gli scambi con l’estero. Il bilancio del progetto nazionale è stato presentato a Pavia, dove la rete Educating Future Citizens ha tirato le somme del lavoro svolto nel biennio 2024-2026.

L’iniziativa ha potuto contare su una dotazione complessiva di 12.858.150 euro in 24 mesi. Le risorse sono state utilizzate per costruire un sistema condiviso tra diverse istituzioni universitarie italiane, con interventi dedicati alla formazione avanzata, all’internazionalizzazione e agli strumenti per accompagnare studenti e dottorandi in percorsi di crescita accademica e professionale.

Che cosa ha portato il progetto a Udine

Nel contesto friulano, la partecipazione della Scuola Universitaria Superiore “di Toppo Wassermann” dell’Università di Udine si è tradotta in iniziative rivolte agli studenti già inseriti nei percorsi di eccellenza ma anche a chi si avvicina all’università. Tra le attività citate figurano “Matematica UniUD” e il “Debate Contest”, pensati come occasioni di orientamento e confronto.

Accanto a questo capitolo, Udine ha lavorato anche sul versante della mobilità internazionale. Sono stati pubblicati i bandi 2026 per docenti e studenti, in entrata e in uscita. I numeri comunicati parlano di 16 mobilità docenti in ingresso, 9 in uscita e 9 mobilità studentesche.

Per il direttore della Scuola Superiore “di Toppo Wassermann”, Alessandro Peressotti, il progetto ha prodotto risultati tangibili dentro l’istituzione udinese, dando impulso alla didattica complementare e sperimentale e consolidando le attività di orientamento. Nella sua lettura, l’esperienza ha mostrato anche il valore di una collaborazione stabile tra scuole universitarie superiori su scala nazionale e internazionale.

Il quadro nazionale emerso a Pavia

Nel complesso, la rete EFC ha messo in campo oltre 60 iniziative formative, raggiungendo più di 2mila tra dottorandi e studenti. Alle attività di orientamento ha preso parte più di un migliaio di giovani, coinvolti in percorsi dedicati a temi come transizione climatica, Intelligenza Artificiale e altre trasformazioni che stanno ridisegnando il presente.

Il progetto ha inoltre favorito più di cento esperienze di mobilità in chiave internazionale e la nascita di 24 collaborazioni tra soggetti pubblici, realtà private italiane e atenei o istituzioni accademiche straniere. L’obiettivo, nelle intenzioni della rete, era creare una struttura nazionale capace di tenere insieme eccellenza formativa e apertura verso l’esterno.

Le realtà coinvolte e il seguito del percorso

Oltre a Udine, della rete fanno parte IUSS di Pavia come capofila, SISSA di Trieste, Collegio internazionale universitario Ca’ Foscari di Venezia, la Scuola “Ferdinando Rossi” di Torino, la “Giacomo Leopardi” di Macerata, la Scuola IMT Alti Studi di Lucca e la Scuola “Carlo Urbani” di Camerino. L’incontro di Pavia ha riunito i referenti scientifici delle otto istituzioni.

Uno degli elementi più rimarcati nella presentazione finale riguarda la volontà di non fermarsi con la chiusura del finanziamento. La rete viene indicata come un’esperienza destinata a proseguire, anche grazie ai rapporti costruiti in questi due anni e alle opportunità che possono aprirsi sui futuri bandi europei, da Horizon Europe a Erasmus+ e Marie Curie.

Per il territorio udinese, il valore dell’esperienza sta soprattutto nell’aver inserito la Scuola di Toppo Wassermann in un circuito nazionale di alta formazione che ha già prodotto iniziative concrete. Il risultato, al di là dei numeri complessivi, è una base già attiva su cui l’ateneo friulano può continuare a lavorare nei prossimi anni.

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