Al Bluenergy Stadium il prepartita diventa memoria del sisma: Udine rende omaggio al Friuli del 1976

Prima di Udinese-Torino, in campo istituzioni, sindaci e volontari per un tributo ai cinquant’anni dal terremoto e alla ricostruzione friulana.

03 maggio 2026 01:47
Al Bluenergy Stadium il prepartita diventa memoria del sisma: Udine rende omaggio al Friuli del 1976 -
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Non soltanto calcio, ma un passaggio di memoria condivisa davanti a migliaia di persone. Al Bluenergy Stadium, prima della sfida tra Udinese e Torino, la città ha dedicato il prepartita al ricordo del terremoto del 1976, inserendo la serata nel percorso di iniziative legate al cinquantesimo anniversario del sisma.

Per Udine è stato un momento dal forte significato pubblico: il campo e gli spalti hanno ospitato una cerimonia pensata per richiamare una delle ferite più profonde della storia friulana e, insieme, la capacità del territorio di ricostruirsi. Poi la partita ha premiato i bianconeri, vittoriosi 2-0 con i gol di Ehizibue e Kristensen.

Il tributo dello stadio alla comunità friulana

La parte centrale dell’omaggio si è svolta prima del fischio d’inizio, con la presenza delle istituzioni regionali e dei rappresentanti del territorio. Sul terreno di gioco hanno preso la parola il vicegovernatore con delega allo Sport Mario Anzil, l’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi e il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin.

Nel suo intervento, Anzil ha richiamato il rapporto tra l’Udinese e la comunità friulana, legando il ricordo del terremoto alla forza con cui il territorio seppe rialzarsi. Un messaggio che ha dato alla cerimonia un tono non soltanto commemorativo, ma anche identitario.

La maglia dedicata al cinquantenario

Uno dei passaggi simbolici della serata ha riguardato il club bianconero, che ha scelto di associare la gara a una iniziativa speciale per il cinquantenario. Riccardi, che coordina gli eventi dell’anniversario, ha ringraziato l’Udinese per aver riservato spazio alla ricorrenza e per la maglia celebrativa pensata per l’occasione.

A margine della cerimonia, l’assessore ha consegnato al presidente dell’Udinese Franco Soldati il crest con il logo del 50°, un segno concreto del legame tra il programma commemorativo e la partecipazione del mondo sportivo. Il simbolo è stato realizzato a partire da un disegno firmato da giovani studenti.

Riccardi ha anche richiamato il valore del cosiddetto “Modello Friuli” nella ricostruzione post-sisma, citando Giuseppe Zamberletti e la celebre risposta sulla possibilità di ripetere quell’esperienza altrove: “Ma lì c’erano i friulani”. Al termine della giornata, dopo il successo bianconero, l’assessore ha parlato di una ricorrenza destinata a lasciare il segno.

In campo i sindaci, sugli spalti i volontari

Il momento commemorativo ha coinvolto anche molti protagonisti della rete civile e istituzionale del territorio. Prima dell’inizio della gara si è esibita la Fanfara della Brigata Alpina Julia, mentre a bordo campo hanno sfilato i 45 sindaci dei Comuni colpiti e gravemente colpiti dal terremoto.

Negli spalti hanno trovato posto circa tremila volontari della Protezione civile, dei Vigili del Fuoco e degli Alpini, invitati come forma di riconoscimento per il loro impegno e per il valore che queste realtà continuano ad avere nella vita della regione.

Accanto all’inno nazionale, lo stadio ha ascoltato anche “Stelutis Alpinis”, altro passaggio carico di significato per il pubblico presente. Alla cerimonia hanno partecipato inoltre, tra gli altri, Franco Soldati e il direttore generale dell’Udinese Franco Collavino, il direttore della Protezione civile Amedeo Aristei, il comandante regionale dei Vigili del fuoco Luigi Giudice, i comandanti dei Vigili del fuoco di Udine Alessandra Basciù e di Gorizia Cira Piscitelli, oltre al vicecomandante della Brigata Alpina Julia Ruggero Cucchini.

Per Udine, la serata al Bluenergy Stadium ha così unito sport, istituzioni e memoria collettiva in un’unica cornice, trasformando il prepartita in un omaggio pubblico al Friuli del 1976 e a chi contribuì alla sua rinascita.

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