Campi sotto stress nell’Udinese: meno acqua ai canali, la Regione accelera sugli interventi

Nell’area udinese l’irrigazione viene contingentata per salvaguardare le riserve. Palazzo regionale richiama investimenti già attivati e nuovi fondi.

A cura di Web Team Web Team
05 agosto 2026 20:31
Campi sotto stress nell’Udinese: meno acqua ai canali, la Regione accelera sugli interventi -
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Nell’Udinese la priorità, in queste ore, è far durare il più possibile l’acqua disponibile. La pressione sulle campagne è cresciuta con il protrarsi del caldo e la rete irrigua sta lavorando con margini sempre più ridotti, tanto da rendere necessarie limitazioni nella distribuzione verso i terreni agricoli.

Il quadro descritto dalla Regione Friuli Venezia Giulia parla di una fase delicata soprattutto per il comparto primario, che dipende dalla tenuta delle riserve in un’estate segnata da temperature elevate e disponibilità idrica in calo. L’amministrazione regionale riferisce di avere già messo in moto interventi per 110,3 milioni di euro, ai quali si sommano ulteriori risorse nazionali.

La situazione che pesa sulle campagne udinesi

Nel territorio udinese gli effetti della siccità si stanno riflettendo direttamente sulle colture. Anche dove l’irrigazione è normalmente garantita, il caldo delle ultime settimane sta riducendo l’efficacia dell’apporto idrico e aumentando il rischio di danni alle produzioni.

L’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche Stefano Zannier ha spiegato che i tagli e le interruzioni decisi in questi giorni derivano proprio dalla scarsità della risorsa e hanno l’obiettivo di contenere, per quanto possibile, le conseguenze per le aziende agricole.

Riserve da preservare: la stretta partita il 15 luglio

La gestione più prudente delle derivazioni irrigue era stata avviata già dal 15 luglio, seguendo le indicazioni dell’Autorità di bacino. In quella fase si era scelto di ridurre in parte le portate per non consumare troppo rapidamente l’acqua accumulata negli invasi.

Secondo quanto riferito dalla Regione, quella scelta non è bastata a fermare il progressivo svuotamento delle scorte. Il contesto climatico, viene sottolineato, presenta elementi di criticità persino superiori rispetto a quelli registrati nel 2003.

Il presidente Massimiliano Fedriga ha richiamato un monitoraggio costante della situazione, con attenzione particolare alle aree più esposte e alle necessità del settore agricolo, oggi il più colpito dalla riduzione delle disponibilità idriche.

Siccità nell’Udinese, acqua ridotta per l’irrigazione: oltre 110 milioni per il sistema

Le opere finanziate per rafforzare il sistema irriguo

Accanto alla gestione dell’emergenza, la Regione punta sugli interventi strutturali. Il pacchetto già attivato supera i 110 milioni e si articola su più canali di finanziamento destinati ad aumentare la capacità di risposta del sistema idrico ai periodi siccitosi.

Una quota pari a 28,6 milioni di euro rientra nel cosiddetto Piano Laghetti, previsto dalla legge regionale 13 del 5 agosto 2022, con stanziamenti distribuiti tra il 2022 e il 2024. La parte più consistente, 81,7 milioni, è invece collegata al Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021-2027, inserito nell’Accordo per la Coesione Stato-Regione Friuli Venezia Giulia sottoscritto l’8 marzo 2024.

A queste cifre si aggiungono altri 21,1 milioni provenienti dal Pnrr e ulteriori 35,36 milioni assegnati attraverso le risorse previste dalla legge 178/2020, sulla base della graduatoria collegata al Pnrr.

Chi gestisce gli interventi sul territorio

Le opere e le azioni programmate coinvolgono i Consorzi di bonifica del Friuli Venezia Giulia. Tra i soggetti indicati come centrali c’è il Consorzio di Bonifica Pianura Friulana, realtà chiave per la gestione della rete irrigua che serve una parte rilevante del territorio.

L’obiettivo indicato da Palazzo regionale è rendere più solido il sistema davanti a stagioni sempre più difficili, migliorando sia la disponibilità sia l’uso della risorsa idrica. Per l’Udinese, dove la tenuta delle campagne resta un tema immediato, la sfida è duplice: affrontare l’emergenza di queste settimane e costruire infrastrutture capaci di reggere meglio le estati future.

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