Carnia, apre il nuovo hub sanitario di Tolmezzo: servizi riuniti per 28 Comuni
La nuova Casa della Comunità è già attiva in via Carnia Libera 1944: investimento da 1,5 milioni e bacino di riferimento di oltre 35mila persone.
Per chi vive in Carnia, il tema non è soltanto avere un servizio sanitario vicino, ma poterlo raggiungere e trovare nello stesso luogo risposte diverse. È con questa funzione che a Tolmezzo è stata presentata la nuova Casa della Comunità, struttura pensata per servire 28 Comuni e più di 35mila residenti dell'area montana.
L'inaugurazione si è tenuta oggi, 27 agosto, con la partecipazione dell'assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi. Il presidio, di proprietà di ASUFC, è già in funzione e concentra attività sanitarie, amministrative e assistenziali in un unico polo.
Un riferimento territoriale per la sanità della montagna
La sede si trova in via Carnia Libera 1944, in una posizione vicina all'ospedale di Tolmezzo e all'autostazione. Un aspetto non secondario in un contesto come quello carnico, dove distanze, collegamenti e fragilità della popolazione incidono in modo concreto sulla possibilità di curarsi.
Il modello scelto è quello di un hub territoriale collegato ai Punti Salute di Ampezzo, Ovaro e Paluzza, con l'obiettivo di costruire una rete capace di coprire le diverse vallate e rendere meno frammentato l'accesso alle prestazioni.
Quali servizi sono presenti nella struttura
Gli spazi occupano circa 800 metri quadrati. Al primo piano sono collocati gli sportelli dell'anagrafe sanitaria, mentre al terzo piano trovano posto l'area amministrativa e quella clinico-assistenziale.
Nella Casa della Comunità operano il Punto unico di accesso, il servizio di continuità assistenziale attivo 24 ore su 24, il punto prelievi, gli ambulatori infermieristici e quelli specialistici. Sono inoltre disponibili una palestra riabilitativa e nove ambulatori destinati alle cure primarie, ai medici di medicina generale e ai pediatri.
Tra le specialità già presenti figurano Neurologia e Ginecologia, con previsione anche di visite domiciliari. La struttura nasce quindi come luogo di presa in carico, non solo come contenitore di singoli sportelli.
Personale e risposta ai cittadini senza medico di base
Il territorio interessato può contare complessivamente su 20 medici di medicina generale e quattro pediatri di libera scelta. All'interno della sede di Tolmezzo la dotazione attuale comprende cinque medici.
Tre professionisti seguono anche l'attività degli ambulatori di vallata, mentre due liberi professionisti affiancano i medici dipendenti per garantire assistenza a oltre 5mila persone che in questa fase sono prive del medico di famiglia.
L'organico comprende inoltre 12 infermieri, cinque operatori socio-sanitari, nove fisioterapisti e una decina di addetti amministrativi. L'idea è quella di concentrare competenze diverse nello stesso presidio, riducendo passaggi e tempi per gli utenti.
Il confronto sulla presenza dei medici di famiglia
Durante la presentazione Riccardi ha insistito sul ruolo delle Case della Comunità nel rafforzamento della sanità territoriale. L'assessore ha ribadito che la struttura di Tolmezzo è già operativa e ha auspicato una partecipazione sempre più piena della medicina generale dentro questi spazi.
Il tema resta al centro anche del dibattito regionale. Riccardi ha richiamato il percorso normativo che riguarda i medici di famiglia, ricordando l'accordo del 2025 in Friuli Venezia Giulia e la successiva modifica dell'Accordo collettivo nazionale del 26 giugno 2026, che ha introdotto l'obbligo di presenza nelle Case della Comunità fino a sei ore settimanali dal lunedì al venerdì.
Resta poi la questione dei cosiddetti massimalisti, cioè i professionisti con almeno 1.500 assistiti, per i quali le condizioni sono state definite dalla Sisac il 31 luglio. L'assessore ha espresso l'auspicio che nel comitato regionale del primo settembre possano essere superate le ultime riserve ancora aperte.
Investimento e nodi aperti sui collegamenti
Per realizzare la struttura è stato impiegato un investimento complessivo di circa 1,5 milioni di euro. Alla cerimonia erano presenti anche il direttore generale di ASUFC Denis Caporale, il direttore del Distretto sanitario della Carnia Gianni Borghi, il sindaco di Tolmezzo Roberto Vicentini e l'arciprete Angelo Zanello, che ha benedetto i locali.
Nel suo intervento Riccardi ha richiamato infine un punto decisivo per i territori montani: l'accessibilità. Per la Regione, la tenuta della sanità di prossimità passa anche da un'organizzazione efficace dei trasporti e da una collaborazione stabile con Comuni e Terzo Settore, così da permettere soprattutto alle persone più fragili di raggiungere cure e servizi senza ulteriori ostacoli.