Cigno ucciso nello Stella, esposto a Udine: audio anonimi consegnati al Partito Animalista

La denuncia è stata depositata in Procura a Udine. Nel materiale ricevuto dal PAI ci sarebbero elementi utili a ricostruire l’episodio e i possibili responsabili.

19 maggio 2026 17:28
Cigno ucciso nello Stella, esposto a Udine: audio anonimi consegnati al Partito Animalista -
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La nuova mossa parte da Udine e punta a imprimere un’accelerazione all’inchiesta sulla morte di un cigno reale nel fiume Stella, vicino al ristorante “Al Fiume Stella”. In Procura è stato depositato un esposto del Partito Animalista Italiano, corredato da un supporto informatico arrivato in forma anonima nella cassetta postale del movimento.

Secondo quanto riferito dal PAI, il contenuto della chiavetta comprenderebbe registrazioni audio considerate rilevanti per ricostruire quanto accaduto all’animale. Il materiale è stato allegato formalmente alla denuncia-querela presentata dall’avvocato Cristiano Ceriello, presidente nazionale e legale rappresentante del partito, insieme alla portavoce Irene Giurovich.

La denuncia presentata in Procura

Nel documento consegnato agli uffici giudiziari udinesi si parla dell’uccisione violenta di un esemplare protetto. Il partito animalista sostiene che dagli audio emergerebbe un’aggressione particolarmente brutale, attribuita a una o più persone descritte come appartenenti all’ambiente venatorio.

Tra i passaggi richiamati dal PAI ci sarebbe anche il riferimento alla parola “battaglia”, usata per descrivere la violenza subita dal cigno prima di morire. Sempre sulla base delle conversazioni registrate, verrebbe inoltre delineato il passaggio finale della vicenda, con la consegna dell’animale morto al cuoco del locale e la richiesta di cucinarlo per una tavolata collegata a cacciatori.

Le richieste avanzate dagli animalisti

Il Partito Animalista Italiano chiede alla Procura di Udine di procedere rapidamente con gli approfondimenti e, una volta individuati gli autori, di valutare anche la revoca definitiva della licenza di caccia, del tesserino venatorio e del porto d’armi. Il partito parla esplicitamente di una misura da adottare per ragioni di sicurezza pubblica.

In una nota, Ceriello e Giurovich collegano la violenza sugli animali a un più ampio profilo di pericolosità sociale, sostenendo che chi si rende responsabile di fatti di questo tipo non dovrebbe continuare ad avere accesso alle armi. Il movimento ha inoltre annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile nell’eventuale procedimento penale che dovesse aprirsi.

Il possibile collegamento con San Daniele e il ristorante

Un altro elemento indicato nell’esposto riguarda la provenienza dei soggetti ritenuti coinvolti, che secondo quanto emergerebbe dalle registrazioni sarebbero del comune di San Daniele del Friuli. Si tratta di un aspetto che il PAI segnala agli investigatori come possibile traccia utile per gli accertamenti.

Il ristorante “Al Fiume Stella”, stando alla ricostruzione riportata nella denuncia, rappresenterebbe il luogo in cui si sarebbe consumata la fase conclusiva del fatto. Per questo il partito ha chiesto l’audizione del cuoco, dei titolari e del personale presente quel giorno, compresi camerieri e addetti in servizio, oltre alla verifica di eventuali immagini di videosorveglianza dell’area.

I reati ipotizzati nell’esposto

Nell’atto depositato vengono richiamate diverse ipotesi di reato: uccisione di animali, maltrattamento di animali, violazione delle norme a tutela della fauna selvatica, concorso da parte di chi fosse stato presente, oltre all’omesso impedimento del reato. Sarà ora la Procura a valutare contenuto, attendibilità e rilevanza del materiale consegnato.

Il PAI, infine, rivolge un invito a chiunque si trovasse nel locale o nei pressi del fiume il giorno dell’episodio a collaborare con la giustizia. La vicenda, che ha suscitato forte indignazione anche in Friuli, entra così in una fase nuova proprio dagli uffici giudiziari di Udine, dove gli elementi raccolti saranno ora passati al vaglio degli inquirenti.

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