Compleanno di Udine, ai giochi dei quintieri la spunta Mercatonuovo in Piazza Matteotti
Nel 803° anniversario della città debutta la Gran Cuintane Udinexe: dodici prove ispirate alla tradizione medievale e vittoria finale per Mercatonuovo.
Il cuore della festa per l’803° compleanno di Udine ha battuto in centro storico, dove la novità più attesa della giornata ha premiato Mercatonuovo. Il quintiere ha chiuso davanti a tutti nella prima edizione della Gran Cuintane Udinexe, sfida ideata all’aperto all’interno delle celebrazioni cittadine.
L’appuntamento, inserito nella 26ª edizione dell’anniversario popolare della fondazione urbana e promosso dal Fogolâr Civic di Udin, ha riportato in scena i cinque rioni storici con una formula ispirata all’immaginario del Medioevo udinese.
Alle spalle di Mercatonuovo si sono piazzati Gemona e Mercatovecchio. Più indietro Aquileia, quarta, e Grazzano, quinto nella graduatoria finale.
Una gara costruita sui simboli dei rioni
La competizione ha ripreso dodici prove legate alla tradizione rievocativa cittadina: amazzoni, anello, aratori, archi, asini, balestre, barbari, carrettoni, moro, pedoni, ronzini e schioppi. Il gioco ha così rimesso al centro la geografia storica di Udine, letta attraverso i suoi antichi quintieri.
A dare forma visiva alla tenzone sono state anche le pedine artistiche in scala 1:72 realizzate da Alberto Travain, pensate con insegne e richiami araldici riconducibili all’identità dei diversi rioni.
Sui cimieri sono riapparsi i simboli storici: l’Aquila per Aquileia, il Leone per Mercatonuovo, Campana e Castello per Mercatovecchio, il Cavallo per Gemona e la Colomba per Grazzano, accompagnati dai colori tradizionali di ciascun quartiere.
Chi ha guidato i cinque quintieri
Il quintiere vincitore era affidato al conestabile Raimondo Donato, con Luisella Nanino nel ruolo di Porta Poscolle. Mercatonuovo ha preso avvio dalla mossa collocata sotto la bocca leonina settentrionale della fonte del Ricamadôr, in Piazza Matteotti, arrivando al traguardo con il proprio percorso simbolico di gara.
Gemona, arrivato secondo, era rappresentato dal centurione Ermano Beltrame insieme a Paola Merlo, Marina Scagnetti e Albana Plos, interpreti della Porta di Gemona e delle porte di S. Lazzaro e Villalta.
Terza posizione per Mercatovecchio con il capitano rionale Sergio Copetti, affiancato da Chiara Nasazio e Roberta Turco, nei ruoli di Porta Pracchiuso e della relativa Decania. Aquileia ha concluso al quarto posto con Emanuele Plazzotta, Serena Caffieri e Tiziana Patrone. Grazzano ha chiuso quinto con Giuseppe Matrone e Patrizia Patrone, entrando in gara con un asinello richiamato simbolicamente agli antichi mulini del rione.
Il centro di Udine come teatro della ricorrenza
La festa non si è fermata alla sola gara tra quintieri. In Piazza Matteotti hanno trovato spazio altri passaggi simbolici dell’anniversario cittadino, dal canto spontaneo di “O ce biel cjiscjel a Udin” al conio rituale del “tapon”, fino al lancio del denario sul Gran Stendardo dell’Arengo.
Successivamente la celebrazione si è spostata in via Mercatovecchio, alla Cappella della Pietà, luogo indicato nella rievocazione come nucleo originario del Comune di Udine. Qui sono stati tributati gli onori popolari al Patriarca Bertoldo di Andechs-Merania, richiamato come figura fondativa della patria urbana.
Durante la manifestazione è stato ricordato anche Lodovico Manin, nel trecentesimo anniversario della nascita, con un riferimento al suo ruolo nella fase finale della Serenissima secondo la tradizione evocata nel corso dell’evento.
Il ruolo affidato a Pietro Mangiacapra
A presiedere simbolicamente la tenzone come testimonial e giudice supremo, nelle vesti di Capitaneus Terrae Utini, è stato Pietro Mangiacapra, studente di Glaunicco di Camino al Tagliamento. La sua presenza è stata sottolineata anche per il rilievo avuto nei mesi scorsi come primo studente ad aver sostenuto volontariamente il colloquio d’esame di terza media in lingua friulana.
Nel suo percorso pubblico rientrano anche l’esperienza da Sindaco dei Ragazzi di Codroipo e il legame con l’istituto comprensivo del territorio, elementi richiamati durante l’iniziativa come segno di attenzione verso lingua, identità e tradizione friulana.
A chiudere la giornata è stato il brindisi finale degli organizzatori con Tocai friulano, ultimo gesto di una ricorrenza che ha scelto di legare memoria civica, rioni storici e partecipazione popolare nel centro di Udine.