Nina torna ai proprietari: proteste degli animalisti e annunciata una nuova manifestazione

La cagnolina Nina restituita alla famiglia di Cormons. Il caso torna in Tribunale il 15 aprile tra proteste e nuove manifestazioni.

14 marzo 2026 13:47
Nina torna ai proprietari: proteste degli animalisti e annunciata una nuova manifestazione  -
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CORMONS – Secondo sequestro della cagnolina Nina ai primi proprietari: poche settimane in un rifugio protetto, in Veneto, poi il ricorso vinto e il cane viene ancora una volta riconsegnato alla famiglia indagata per maltrattamenti. Una storia di dolore senza fine quella della povera cagnolina goriziana. La decisione, confermata dal Tribunale di Gorizia dopo la richiesta di riesame avanzata dai precedenti detentori, ha immediatamente riacceso il dibattito pubblico sul caso e sulla tutela degli animali coinvolti in procedimenti giudiziari.

La vicenda non è però conclusa: la prossima udienza è fissata per mercoledì 15 aprile proprio nel Tribunale goriziano, mentre alcune associazioni animaliste hanno già annunciato una nuova manifestazione pubblica prevista per sabato 11 aprile a Cormons (Qui la nostra video intervista)

Secondo quanto confermato dal legale dell’associazione Amore Animale, il cane è stato riconsegnato alla coppia cormonese tre giorni fa dopo la decisione del Tribunale che ha accolto il riesame richiesto dai proprietari originari.

La scelta giudiziaria ha suscitato reazioni immediate tra le associazioni e tra i cittadini che da mesi seguono la vicenda. Al momento, secondo quanto riferito dalla difesa dell’associazione, la parte offesa non ha ancora avuto accesso al fascicolo completo del procedimento, ma ha già annunciato l’intenzione di proseguire la battaglia legale.

Il caso di Nina risale al dicembre 2024, quando la cagnolina venne allontanata dalla famiglia di Cormons a seguito di un’indagine per presunti maltrattamenti. In una prima fase l’animale era stato affidato a un privato, per poi essere trasferito al canile cittadino su disposizione del Tribunale.

Nel corso del tempo la vicenda ha assunto un forte rilievo pubblico, diventando uno dei casi più discussi sul tema della tutela degli animali in regione. Il dibattito ha coinvolto associazioni animaliste, cittadini e istituzioni, generando numerose prese di posizione.

La questione si inserisce in un contesto più ampio di attenzione verso i diritti degli animali e la loro protezione, come dimostrano anche altre recenti mobilitazioni e appelli lanciati sul territorio, tra cui l’articolo dedicato allo stop alla macellazione degli agnelli a Pasqua promosso dagli animalisti del FVG.

Il momento di maggiore visibilità della vicenda è arrivato nel febbraio 2026, quando centinaia di persone hanno partecipato a una manifestazione nelle strade di Gorizia per chiedere verifiche rigorose sulla situazione della cagnolina. LEGGI ANCHE: Tutti insieme per Nina: Gorizia in piazza per la cagnolina simbolo dei diritti animali

Il corteo aveva l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sul caso e sollecitare controlli puntuali sulle condizioni dell’animale. La protesta ha coinvolto associazioni animaliste, attivisti e numerosi cittadini, trasformandosi in una mobilitazione civile molto partecipata.

In quel periodo, proprio per garantire maggiore tutela, Nina era stata posta sotto sequestro e trasferita in una struttura del Veneto la cui posizione era stata mantenuta riservata.

La restituzione del cane alla famiglia ha ora riacceso le tensioni e riaperto il confronto pubblico. Le associazioni che avevano già promosso la manifestazione di Gorizia hanno annunciato una nuova iniziativa di protesta prevista per sabato 11 aprile a Cormons, pochi giorni prima dell’udienza in tribunale.

L’obiettivo dichiarato è quello di chiedere nuovamente controlli accurati e trasparenza sulle condizioni dell’animale, oltre a mantenere alta l’attenzione sul procedimento giudiziario.

Tutti gli occhi sono ora puntati sull’udienza del 15 aprile al Tribunale di Gorizia, che rappresenterà un passaggio importante per chiarire gli sviluppi della vicenda. Nel frattempo il caso continua a dividere l’opinione pubblica tra chi sostiene la decisione del tribunale e chi teme che la restituzione dell’animale possa esporlo a nuovi rischi.

La vicenda della cagnolina Nina si conferma quindi una delle storie più seguite della cronaca locale degli ultimi mesi, capace di mobilitare cittadini e associazioni e di riaccendere il confronto sul tema della tutela degli animali e delle procedure giudiziarie che li riguardano.

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