Da Osoppo a Gemona, l’olio udinese conquista Oleis: chiusa la festa con 9mila presenze

A Manzano bilancio positivo per Olio e Dintorni 2026. Nei premi finali in evidenza due aziende della provincia di Udine, Venturini e Fachin.

24 maggio 2026 16:02
Da Osoppo a Gemona, l’olio udinese conquista Oleis: chiusa la festa con 9mila presenze -
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La chiusura di Olio e Dintorni 2026 parla anche molto udinese. Nell’appuntamento finale di Oleis di Manzano, infatti, i riconoscimenti principali sono andati a due realtà della provincia di Udine, una di Osoppo e una di Gemona del Friuli, al termine di una manifestazione che nell’arco di tre giorni ha richiamato più di novemila persone.

Il festival dedicato all’extravergine, ospitato a Villa Maseri e nel paese, ha confermato la sua capacità di attrarre pubblico ben oltre i confini locali. Nell’ultima giornata, complice il meteo favorevole, tra gli spazi della rassegna si è visto un afflusso continuo di visitatori, con una presenza marcata di giovani e arrivi anche da Slovenia, Austria, Veneto, Trieste e Pordenone.

Due riconoscimenti che guardano alla provincia di Udine

L’attenzione, per il nostro territorio, si concentra soprattutto sull’esito del premio “Olio dell'Abbate - Maseri”, uno dei momenti più attesi della rassegna. A imporsi sono state due aziende i cui oliveti si trovano oltre il 46° parallelo, in un’area che rientra tra quelle più a nord d’Italia per la coltivazione dell’olivo.

Per l’olio dal profilo delicato ha ottenuto il primo posto l’azienda agricola Remo Venturini di Osoppo. La commissione ha evidenziato un prodotto armonico, apprezzato per il suo equilibrio gustativo. L’azienda coltiva olivi dal 1998 tra la piana del Tagliamento e le colline moreniche, seguendo direttamente tutte le fasi della filiera, dalla raccolta fino all’imbottigliamento.

Nella categoria degli oli dal carattere più intenso, il riconoscimento è andato invece all’azienda agricola Fernanda Fachin di Gemona del Friuli. In questo caso i giudici hanno valorizzato soprattutto la nettezza sensoriale del prodotto, con amaro e piccante ben definiti. Le olive arrivano da coltivazioni biologiche e vengono lavorate nel frantoio aziendale; l’attività olivicola qui prosegue dal 1992.

Come è stato assegnato il premio

Alla selezione hanno preso parte sedici aziende provenienti da varie zone del Friuli Venezia Giulia, dalla fascia pedemontana ai Colli Orientali, passando per il Carso e la pianura. I campioni presentati sono stati sottoposti prima alle analisi chimiche del laboratorio dell’Istituto tecnico agrario Paolino d’Aquileia, quindi a una degustazione alla cieca affidata a tecnici del settore.

Il risultato finale ha così premiato due imprese friulane con forte radicamento nella provincia di Udine, confermando la crescita di una produzione che riesce a distinguersi anche in aree considerate estreme per latitudine.

Una rassegna che unisce pubblico, formazione e territorio

Olio e Dintorni è stata organizzata dall’Associazione Arc Oleis e Dintorni con il contributo di circa cinquanta volontari di età diverse. Il programma ha alternato momenti divulgativi e proposte rivolte al grande pubblico, costruendo un’offerta capace di tenere insieme appassionati, famiglie e operatori del comparto.

Accanto alle degustazioni e ai laboratori, il calendario ha incluso corsi di potatura, iniziative per bambini, escursioni in bicicletta, passeggiate botaniche, visite a siti storici, presentazioni di libri, letture e appuntamenti musicali. Anche la parte gastronomica ha avuto un ruolo centrale, con cucine ed enoteca molto frequentate e un’offerta seguita dallo chef Kevin Gaddi, Ambasciatore del Gusto Fvg.

Il confronto sul futuro dell’olivicoltura regionale

Tra i passaggi più significativi del fine settimana c’è stato anche il convegno tecnico dedicato al tema “Olio extravergine di oliva tra storia e futuro”. L’incontro ha affrontato aspetti produttivi, economici e storici della filiera, con contributi di Gianluca Gori di Ersa Fvg, Bruno Della Vedova del Consorzio produttori olio extravergine di oliva Fvg, Greta Zilli per CREA e Alessia Zanitzer della Fondazione Aquileia.

Nel commentare il bilancio dell’edizione, il presidente dell’Associazione Arc Oleis, Riccardo Braida, ha sottolineato come la manifestazione abbia consolidato il ruolo di Oleis come punto di riferimento regionale per l’olivicoltura di qualità e per la diffusione di una cultura dell’extravergine più consapevole. Per il territorio udinese, intanto, resta il dato più concreto: da Osoppo e Gemona arrivano due delle etichette che hanno lasciato il segno nell’edizione 2026.

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