Da Udine a Lignano, una monografia riaccende l’attenzione sull’opera di Gianni Avon
Presentato al PalaPineta il volume dedicato ai progetti realizzati tra 1954 e 1974: in sala anche studiosi, istituzioni e l’Università di Udine.
C’è un pezzo importante della storia architettonica del litorale friulano che torna oggi a farsi leggere con occhi nuovi. A Lignano Pineta è stata presentata la monografia “Gianni Avon. Architetture a Lignano 1954-1974”, un lavoro editoriale che ricostruisce due decenni di interventi firmati da uno dei progettisti che hanno contribuito a definire l’immagine della località balneare.
L’incontro si è svolto al PalaPineta, nel Parco del Mare, e ha richiamato un pubblico ampio, composto da professionisti, studiosi e appassionati. Per il territorio udinese il tema ha un rilievo particolare, perché riguarda una stagione in cui la crescita di Lignano ha inciso in modo profondo anche sull’identità contemporanea della costa friulana.
Il volume è pubblicato da Gaspari Editore e curato da Diana Barillari. Nelle sue pagine trovano spazio testi, immagini d’epoca, schizzi progettuali e tavole originali provenienti dall’archivio di famiglia, materiali che consentono di seguire il lavoro di Avon dal 1954 al 1974 e di riconoscere ancora oggi molti degli edifici entrati nel paesaggio urbano di Lignano.
Una rilettura del Novecento architettonico friulano
La presentazione non ha avuto soltanto il valore di un appuntamento editoriale. È stata anche l’occasione per riportare al centro una riflessione più ampia su Lignano come laboratorio del secondo Novecento, ben oltre la sua dimensione turistica. In quella fase la località divenne infatti terreno di sperimentazione per progettisti capaci di confrontarsi con la pineta, il mare e una nuova idea di abitare stagionale.
Attorno al disegno urbanistico della spirale di Marcello D’Olivo si sviluppò un confronto tra autori diversi, tra cui Paolo Pascolo, Aldo Bernardis, Paolo Chessa, Enor Milocco, Luciano Vignaduzzo, Gino Biasi e lo stesso Gianni Avon. In questo scenario, Avon lasciò una firma riconoscibile in edifici e residenze ancora oggi ben presenti nella memoria visiva della città.
Gli interventi e il legame con Udine
Tra i presenti all’appuntamento c’erano Giulio Avon, figlio dell’architetto, Sabrina Mazza, presidente dell’associazione Raggi e Architetture – Ville di Lignano, la curatrice Diana Barillari, il giornalista Michele Meloni Tessitori, il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia Mauro Bordin, il consigliere regionale Mauro Di Bert, Giorgio Ardito per la Società Lignano Pineta e l’assessore comunale Marco Donà.
Da segnalare anche la partecipazione di Elisa De Monte Faginto, studentessa del corso di laurea magistrale in Architettura dell’Università degli Studi di Udine. Un elemento che rafforza il collegamento con il mondo accademico udinese e con l’interesse, sempre più vivo, per il patrimonio architettonico moderno del territorio.
Le opere che hanno lasciato un segno a Lignano Pineta
Il libro passa in rassegna alcuni degli interventi più noti attribuiti ad Avon. Tra questi compaiono il Grand Hotel Pineta Palace, la Casa Albergo commissionata da Giuseppe Anzil, la Torre Ariston, Villa Zoppola, Villa Christoff e le case Faleschini e Menini.
Dal racconto emerge un modo di progettare attento al rapporto con l’ambiente naturale, alla qualità dei dettagli e alla definizione degli spazi interni. Sono caratteristiche che aiutano a capire perché molte di queste architetture restino ancora oggi riconoscibili e rilevanti nel profilo urbano della località.
Archivi, fotografie e la cura degli interni
Oltre al saggio principale, la pubblicazione raccoglie contributi di Guido Zucconi, Ferruccio Luppi, Silvia Cattiodoro e Giulio Avon. Il percorso è completato da fotografie storiche di Italo Zannier e Giorgio Casali, insieme ai materiali originali conservati nell’archivio Avon.
Uno degli aspetti messi in luce durante la presentazione riguarda l’attenzione riservata agli interni. In diversi edifici sono ancora presenti pavimentazioni musive originali, particolare che rimanda anche alla storia familiare del progettista: il padre Gino Avon era mosaicista e partecipò con il proprio lavoro a valorizzare numerose realizzazioni.
Un patrimonio che continua a essere raccontato
La riscoperta dell’opera di Avon non si ferma alla pubblicazione del volume. A Lignano prosegue infatti anche il lavoro dell’associazione Raggi e Architetture – Ville di Lignano, che promuove visite guidate in bicicletta dedicate alle “Case al Mare” e ai luoghi più significativi della storia urbanistica cittadina.
In questo senso, la monografia presentata al PalaPineta si inserisce in un percorso di valorizzazione che interessa non solo Lignano, ma più in generale il patrimonio moderno del Friuli. Per il territorio udinese è un richiamo utile a rileggere una stagione progettuale che tra gli anni Cinquanta e Settanta ha contribuito a costruire una parte importante dell’identità della costa.
La figura di Gianni Avon riemerge così non come semplice memoria del passato, ma come chiave per comprendere meglio il rapporto tra architettura, paesaggio e sviluppo urbano in una delle località simbolo del Friuli Venezia Giulia.