Dalla mediazione al tribunale: Riccardi prepara l’azione civile contro La Verità
L’assessore regionale contesta due articoli sulle iniziative per il cinquantennale del sisma in Friuli e quantifica in 300mila euro il danno richiesto.
La vicenda nata attorno alle celebrazioni per i cinquant’anni del terremoto del Friuli si avvia verso le aule giudiziarie. Riccardo Riccardi, assessore regionale alla Salute, ha promosso un’azione per diffamazione nei confronti del quotidiano La Verità, del direttore Maurizio Belpietro e del giornalista Mario Giordano, con una richiesta economica complessiva pari a 300mila euro.
Il passaggio preliminare è quello della mediazione, ma il confronto rischia di chiudersi prima ancora di iniziare. Secondo quanto riferito dal legale dell’esponente regionale, l’avvocato Maurizio Miculan, le controparti avrebbero già fatto sapere di non voler aderire alla procedura fissata davanti all’Organismo di Conciliazione dell’Ordine degli Avvocati di Milano.
Se questa posizione verrà confermata nell’incontro del 19 novembre 2026, il caso approderà davanti al Tribunale di Milano. A quel punto sarà la sede civile a dover valutare le contestazioni mosse da Riccardi e le difese del giornale e dei due professionisti chiamati in causa.
Che cosa contesta l’assessore
Al centro dello scontro ci sono due articoli pubblicati il 31 agosto e il 9 settembre 2026. I testi riguardavano alcuni passaggi organizzativi legati alle commemorazioni del sisma del 1976, in particolare il concerto di Andrea Bocelli a Gemona del Friuli e la realizzazione di un portale web dedicato all’anniversario.
Riccardi sostiene che quelle ricostruzioni riportino fatti non veritieri e che abbiano inciso pesantemente sulla sua immagine pubblica e professionale. La contestazione, in sostanza, riguarda il modo in cui sarebbe stato descritto il suo ruolo nelle decisioni organizzative e nell’impiego delle risorse collegate alle iniziative commemorative.
Il nodo del concerto a Gemona
Uno dei punti più delicati riguarda l’evento con Andrea Bocelli, tenuto a Gemona il 7 maggio 2026. Negli articoli contestati, secondo la tesi dell’assessore, gli sarebbe stato attribuito un coinvolgimento diretto sia nella nascita del Comitato per il cinquantennale sia nell’assegnazione dell’organizzazione del concerto a una società che sarebbe stata collegata al figlio.
La versione fornita da Riccardi è diversa sotto più aspetti. L’assessore precisa che il Comitato è nato per effetto di una legge regionale e non da una sua iniziativa personale. Aggiunge inoltre che l’incarico relativo al concerto sarebbe stato seguito da un assessorato diverso da quello da lui guidato.
Nella nota richiamata dal suo difensore viene anche escluso un vantaggio familiare nell’operazione: il figlio, viene sostenuto, non sarebbe socio della società organizzatrice e non avrebbe ricavato alcun beneficio economico dall’evento.
Le obiezioni sul portale dedicato al sisma
Un secondo capitolo riguarda il sito internet pensato per le commemorazioni delle vittime del terremoto. Anche su questo fronte Riccardi respinge l’idea di aver gestito personalmente la procedura o di aver avuto un ruolo diretto nella spesa contestata dagli articoli.
Secondo la ricostruzione dell’assessore, l’iter per la creazione del portale sarebbe stato seguito dall’Ufficio Stampa e comunicazione della Presidenza della Regione. La contestazione, quindi, non si limita al merito delle cifre citate, ma investe soprattutto l’attribuzione di responsabilità politiche e operative.
La richiesta economica e il prossimo passaggio
La somma indicata nella domanda risarcitoria è di 300mila euro. Per Riccardi, la pubblicazione di quei contenuti lo avrebbe esposto come protagonista di favoritismi e sprechi di denaro pubblico, con un danno reputazionale che ritiene grave e meritevole di tutela.
Va ricordato che si tratta della richiesta formulata dall’assessore e che, allo stato, non esiste alcuna decisione definitiva nel merito. Il prossimo snodo sarà la mediazione milanese; in caso di mancato accordo o di assenza delle controparti, la controversia si sposterà in tribunale, dove la vicenda verrà esaminata in sede civile.