Delitto di Sant’Osvaldo, arriva l’ammissione del 32enne fermato a Basiliano
Svolta nell’inchiesta sull’uccisione di Abdellatif Bensefiyan a Udine. Restano da chiarire movente, arma e possibili aggravanti.: l’uomo sospettato del delitto avrebbe confessato davanti al pm.
L’inchiesta sull’omicidio di via Castions di Strada registra una svolta netta. Il trentaduenne Mohamed Koufi, bloccato dai carabinieri sabato nei pressi della stazione ferroviaria di Basiliano, avrebbe ammesso di aver ucciso Abdellatif Bensefiyan, 65 anni, trovato ferito a morte venerdì sera nel quartiere di Sant’Osvaldo.
La confessione sarebbe arrivata durante l’interrogatorio davanti al pubblico ministero, alla presenza del difensore. Per la Procura di Udine l’ipotesi di reato contestata è quella di omicidio volontario, mentre restano ancora da definire alcuni passaggi centrali del caso, a partire dal movente e dall’esatta ricostruzione dell’azione.
Il fermo dopo le ricerche tra Udine e hinterland
Il sospettato era stato individuato nelle ore immediatamente successive al delitto ed è stato rintracciato in meno di un giorno. Il fermo è scattato nell’area della stazione di Basiliano, al termine delle ricerche condotte dai carabinieri.
Con l’ammissione resa agli inquirenti cambia il quadro investigativo, ma non si chiude il lavoro degli investigatori. Le dichiarazioni del 32enne dovranno essere messe a confronto con gli elementi raccolti, con le testimonianze e con gli accertamenti tecnici già avviati.
Il nodo del movente resta aperto
Tra le piste esaminate c’è anche quella legata a rapporti personali e familiari. Secondo quanto emerso, gli investigatori stanno verificando un possibile collegamento con la precedente relazione tra Koufi e la sorella della vittima.
La fine di quel rapporto potrebbe aver generato contrasti, ma su questo punto non ci sono ancora conclusioni definitive. Proprio per chiarire il contesto dell’omicidio, la Procura sta valutando anche le possibili aggravanti della premeditazione e dei futili motivi.
Che cosa è successo in via Castions di Strada
L’aggressione è avvenuta nella serata di venerdì 4 settembre a Sant’Osvaldo. Bensefiyan, conosciuto anche come Abdul, si trovava in strada quando è stato raggiunto e colpito.
La ricostruzione fin qui seguita dagli investigatori ipotizza che l’autore possa aver atteso la vittima prima di entrare in azione. Il sessantacinquenne, che viveva con alcuni parenti nelle palazzine Ater della zona, è stato trovato in condizioni gravissime e le lesioni subite si sono rivelate fatali.
Nel quartiere l’episodio ha lasciato un segno profondo. La vicenda ha scosso i residenti di Sant’Osvaldo, che nelle ore successive hanno seguito con apprensione l’evoluzione delle indagini e la caccia all’uomo conclusa il giorno dopo.
Gli oggetti recuperati e gli esami da fare
Tra i reperti finiti all’attenzione degli investigatori c’è uno zaino recuperato non lontano dal luogo dell’omicidio. All’interno sarebbero stati trovati coltelli, vestiti e una parrucca, materiale ora destinato agli approfondimenti scientifici.
Vicino al corpo della vittima sarebbe stato inoltre rinvenuto un cacciavite con tracce di sangue. Al momento, però, non è stato ancora stabilito con certezza quale oggetto sia stato utilizzato per provocare le ferite mortali.
L’autopsia sarà decisiva per chiarire l’arma usata
Un passaggio importante sarà l’autopsia sul corpo di Bensefiyan. L’esame dovrà chiarire numero, profondità e caratteristiche delle lesioni, offrendo indicazioni utili anche sull’arma impiegata.
I risultati verranno confrontati con quanto sequestrato durante le ricerche, compresi i coltelli contenuti nello zaino e il cacciavite trovato accanto alla vittima. Saranno questi riscontri, insieme alla confessione e agli altri elementi raccolti, a definire con maggiore precisione il quadro completo del delitto che ha colpito Udine.