Due soccorsi sulle montagne friulane: un 62enne portato a Udine, ferita un’escursionista a Chiusaforte
Pomeriggio impegnativo tra Carnia e area del Canin: un uomo trasferito all’ospedale di Udine dopo un malore, assistita anche una donna con una caviglia lesionata.
Un trasferimento all’ospedale di Udine e un recupero lungo un sentiero d’alta quota hanno segnato il pomeriggio di sabato sulle montagne friulane. I due episodi, avvenuti tra Forni Avoltri e Chiusaforte, hanno richiesto l’attivazione del Soccorso alpino del Friuli Venezia Giulia con il coordinamento della Sores.
Per il territorio udinese si tratta di due interventi distinti ma ravvicinati, gestiti in aree molto frequentate dagli escursionisti in questa fase della stagione. Nel secondo caso, quello del Lago di Volaia, il paziente è stato poi accompagnato nel capoluogo friulano per accertamenti sanitari.
Il malore al Lago di Volaia e il volo verso Udine
La chiamata più delicata è arrivata nel pomeriggio dalla zona di Forni Avoltri, attorno alle 16. A sentirsi male è stato un uomo di 62 anni, raggiunto nei pressi del Lago di Volaia dopo l’attivazione dell’elisoccorso regionale, della stazione di Forni Avoltri e della Guardia di Finanza, rimasta al campo base.
Le condizioni in quota hanno complicato l’avvicinamento del velivolo. La visibilità ridotta non ha consentito subito di completare la manovra, e solo individuando un passaggio utile l’elicottero è riuscito ad arrivare vicino all’area dell’emergenza.
Quando l’equipe tecnico-sanitaria è scesa, l’uomo si era nel frattempo portato all’interno del rifugio Volayerseehütte e presentava un miglioramento parziale. Dopo la valutazione sul posto, è stato deciso comunque il trasferimento all’ospedale di Udine per ulteriori controlli.
Prima chiamata da Chiusaforte
Circa mezz’ora prima, alle 15.30, un altro allarme aveva impegnato i soccorritori nell’area del Rifugio di Brazzà, sopra Chiusaforte. La segnalazione è partita tramite l’app GeoResQ ed è stata inoltrata da un escursionista che si trovava di passaggio.
La persona da assistere era una donna slovena del 1949, rimasta bloccata sul tracciato tra il rifugio e la Cima di Terrarossa dopo essersi procurata una distorsione alla caviglia. La Sores ha quindi mobilitato la stazione di Cave del Predil del Soccorso alpino insieme alla Guardia di Finanza.
Recupero a piedi e rientro con i compagni
Le squadre l’hanno raggiunta lungo il sentiero, hanno immobilizzato l’arto e predisposto il trasporto in barella fino al punto in cui era possibile arrivare con l’auto. Da lì la donna è stata affidata alle persone che erano con lei, che l’hanno poi riaccompagnata in Slovenia.
Questo primo intervento si è chiuso poco dopo le 17, mentre l’operazione in Carnia è proseguita più a lungo proprio per le difficoltà legate al meteo e alla necessità di impiegare l’elicottero.
La doppia attivazione nel giro di poco tempo conferma quanto il coordinamento tra centrali operative, tecnici del Soccorso alpino, Guardia di Finanza ed equipaggio sanitario resti decisivo soprattutto nelle zone montane della provincia di Udine, dove tempi e condizioni ambientali possono cambiare rapidamente.
L’ultimo intervento si è concluso poco prima delle 18, con entrambe le situazioni risolte senza conseguenze più gravi di quelle inizialmente temute.
Resta un richiamo alla prudenza per chi affronta itinerari in quota: segnalazioni tempestive, strumenti di localizzazione e una rete di soccorso ben coordinata continuano a fare la differenza anche nelle giornate che sembrano ordinarie.
Fact Check
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Verificato il: 20 giugno 2026