Elisoccorso FVG, svolta storica: «operazioni notturne e recuperi in zone impossibili» | LA DIRETTA

Elisoccorso FVG fase 3: operazioni notturne e recuperi in zone impervie con nuovi standard di sicurezza.

07 aprile 2026 14:39
Elisoccorso FVG, svolta storica: «operazioni notturne e recuperi in zone impossibili» | LA DIRETTA -
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PASIAN DI PRATO – Una nuova fase per la sicurezza e il soccorso sanitario in Friuli Venezia Giulia: è stata presentata oggi la fase 3 dell’elisoccorso regionale, un’evoluzione che introduce operazioni notturne con verricello e interventi anche in aree difficilmente raggiungibili.

L’annuncio è arrivato nel corso di un incontro presso la base HEMS situata nella zona logistica del 2° Stormo dell’Aeronautica Militare, alla presenza dell’assessore regionale alla Salute e Protezione civile Riccardo Riccardi, insieme ai principali protagonisti del sistema di emergenza.

Un passo avanti che si inserisce nel continuo potenziamento dei servizi di soccorso, come dimostrano anche interventi complessi registrati recentemente, tra cui il recupero di escursionisti in difficoltà in ambiente montano, dove l’impiego dell’elicottero si è rivelato decisivo.

La nuova fase consente infatti il recupero di pazienti in zone impervie o non accessibili all’atterraggio, come ambienti montani o boschivi, grazie all’utilizzo del verricello anche durante le ore notturne. Un traguardo importante reso possibile dall’evoluzione tecnologica e organizzativa del sistema.

'assessore regionale alla Salute e alla Protezione civile, Riccardo Riccardi
'assessore regionale alla Salute e alla Protezione civile, Riccardo Riccardi

“Si tratta di un risultato significativo per la sicurezza dei cittadini”, ha sottolineato Riccardi, evidenziando come il sistema sia oggi tra i più avanzati a livello nazionale, frutto di una collaborazione tra diverse realtà operative.

Un modello che trova applicazione anche in altre situazioni critiche, come gli interventi coordinati su emergenze ambientali e incendi, ad esempio nel caso degli incendi boschivi con interventi aerei in zone impervie.

La fase 3, avviata ufficialmente lo scorso 14 marzo, rappresenta il punto più avanzato dello sviluppo del servizio, che oggi può contare su 250 punti di atterraggio distribuiti sul territorio, di cui ben 170 in area montana. Un dato in forte crescita rispetto agli inizi, quando i punti erano appena 12.

Il servizio è attivo 24 ore su 24, tutti i giorni, e viene coordinato dalla centrale operativa Sores di Palmanova, integrandosi con il sistema di emergenza territoriale e con il supporto di ambulanze e soccorritori a terra.

Un’organizzazione che si fonda sulla collaborazione tra più enti, tra cui il Soccorso alpino e speleologico, l’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale e altri organismi coinvolti nelle operazioni di emergenza.

Ogni anno l’elisoccorso regionale effettua in media circa 1.200 missioni, di cui il 40% in ambiente montano. Le attività comprendono interventi diretti sul luogo dell’emergenza, operazioni speciali con verricello e trasferimenti urgenti tra strutture ospedaliere.

Un impegno costante che si affianca ad altri interventi di emergenza sul territorio, come dimostrano operazioni di soccorso in condizioni difficili, tra cui il salvataggio di persone in situazioni estreme.

Attualmente sono operativi due elicotteri nella base di Pasian di Prato: uno dedicato alle missioni HEMS, attivo giorno e notte con equipaggio completo, e un secondo impiegato per trasporti sanitari, supporto logistico e attività della Protezione civile.

La nuova fase rafforza dunque un sistema già efficiente, ponendo al centro tecnologia, formazione e capitale umano, elementi fondamentali per garantire interventi tempestivi e salvare vite anche nelle condizioni più complesse.

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