Folkest accende giugno tra Gemona, Amaro e Montenars: quattro concerti nel Friuli collinare

Il primo giro del festival passa dall’area udinese dall’11 al 14 giugno, con tappe tra parchi, corti, ville storiche e agriturismi.

08 giugno 2026 17:13
Folkest accende giugno tra Gemona, Amaro e Montenars: quattro concerti nel Friuli collinare -
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Il primo tratto del cammino estivo di Folkest guarda da vicino al territorio udinese. Tra l’11 e il 14 giugno il festival mette in fila quattro appuntamenti che uniscono concerti e luoghi simbolici del Friuli, con partenza da Gemona del Friuli e successive soste a Corno di Rosazzo, Amaro e Montenars.

Più che una semplice sequenza di live, la rassegna conferma una formula che da anni caratterizza il progetto: portare la musica dentro spazi riconoscibili dalle comunità, facendo dialogare artisti, paesaggi e borghi. In questa prima finestra di programmazione il calendario si muove tra un parco cittadino, una villa, una corte e un agriturismo.

Le quattro date in programma nell’Udinese

Si comincia giovedì 11 giugno a Gemona del Friuli, alle 20.45 nel parco di via Dante, con i Lou Dalfin e il loro spettacolo “Contrabbandieri di musica occitana”. La data gemonese cade nell’anno del cinquantenario del terremoto e aggiunge quindi un valore particolare a un’apertura pensata in un luogo fortemente legato alla memoria della comunità.

Venerdì 12 giugno, sempre alle 20.45, il festival si sposterà a Corno di Rosazzo, a villa Nachini Cabassi, dove Camilla Barbarito proporrà “Sentimento Popolare”.

Folkest sul territorio, dal 11 al 14 giugno quattro tappe in Friuli Venezia Giulia
Folkest sul territorio, dal 11 al 14 giugno quattro tappe in Friuli Venezia Giulia

Il fine settimana proseguirà sabato 13 giugno alle 18 ad Amaro, nella corte Schonau, con “The Queen of Swords”: sul palco Scarlet Rivera insieme ai Borderlobo. La prima serie di appuntamenti si chiuderà domenica 14 giugno, ancora alle 18, all’Agriturismo al Tulin di Montenars, dove è attesa Jackie Perkins con “Glimpse of Eternity”.

Un festival che sceglie i luoghi come parte del racconto

La scelta di distribuire gli eventi in diversi centri del Friuli Venezia Giulia non è un dettaglio organizzativo, ma un tratto identitario di Folkest. Dopo l’anteprima con La Fieste De Sedon, il festival torna a costruire un itinerario in cui l’esperienza culturale passa anche attraverso gli spazi che ospitano gli spettacoli.

L’idea resta quella di intrecciare ricerca musicale, tradizioni e valorizzazione del territorio, mantenendo un rapporto stretto con le realtà locali. Negli anni questa impostazione ha permesso alla manifestazione di raggiungere anche contesti meno centrali e di consolidare una rete ampia di collaborazioni istituzionali e associative in regione.

I primi nomi del cartellone

Ad aprire il percorso saranno i Lou Dalfin, gruppo nato nel 1982 nelle valli occitane piemontesi attorno a Sergio Berardo. Dalla riscoperta della tradizione in lingua d’oc la formazione ha sviluppato un linguaggio che mescola matrice popolare, rock e jazz, fino a diventare uno dei riferimenti europei della musica occitana. Nel loro percorso ci sono oltre 1.300 concerti, 11 album e anche una Targa Tenco.

A Corno di Rosazzo arriverà invece Camilla Barbarito, cantante e performer milanese con una formazione segnata dal teatro sperimentale e da un lavoro vocale aperto a influenze diverse. Nel suo cammino artistico hanno contato anche esperienze in Africa subsahariana e l’incontro con culture extraeuropee, elementi che si riflettono in una proposta orientata alla world music e alla dimensione performativa.

Scarlet Rivera, una presenza di richiamo ad Amaro

Tra gli appuntamenti che attirano maggiore attenzione c’è quello di sabato ad Amaro con Scarlet Rivera. Il suo nome è legato in modo diretto a Bob Dylan: il suo violino diventò infatti un segno distintivo di “Desire”, album entrato nella storia del rock.

Partita da studi classici, Rivera ha poi attraversato linguaggi molto diversi, dalla fusion ai ritmi latini, dalla musica celtica alla new age. Nel tempo ha condiviso esperienze artistiche con realtà e nomi di primo piano, tra cui la Duke Ellington Orchestra, Indigo Girls, Tracy Chapman, Eric Andersen, Keb Mo e Peter Maffay.

Con lei ci saranno i Borderlobo, progetto ideato da Andrea Parodi Zabala e costruito attorno a sonorità che incrociano Tex-Mex, folk rock e canzone d’autore. Il repertorio alterna brani originali, riletture dei Los Lobos e incursioni nel catalogo di grandi autori italiani, con una particolare attenzione a Fabrizio De André.

La chiusura affidata a Jackie Perkins

L’ultima tappa di questo primo segmento del festival sarà a Montenars con Jackie Perkins. Cresciuta in una famiglia di musicisti, Perkins è arrivata in Italia grazie a una borsa di studio e ha poi costruito qui una parte importante della propria attività artistica, vivendo dal 1995 a Parma.

Folkest sul territorio, dal 11 al 14 giugno quattro tappe in Friuli Venezia Giulia
Folkest sul territorio, dal 11 al 14 giugno quattro tappe in Friuli Venezia Giulia

Il suo percorso si è sviluppato tra concerti e scrittura, con un’impronta folk inizialmente vicina a Joni Mitchell e una continua ricerca sulle possibilità della chitarra acustica. Dal 1997 ha preso parte a oltre quaranta produzioni, mantenendo una presenza costante dal vivo tra Italia e Stati Uniti. A Montenars porterà un repertorio segnato da accordature aperte, soluzioni ritmiche personali e una voce capace di muoversi su un’estensione ampia.

Per l’area udinese, questa prima tranche di Folkest rappresenta così un avvio diffuso e riconoscibile, capace di mettere in relazione artisti internazionali e spazi del territorio in pochi giorni, dal pedemonte gemonese fino alla collina morenica e alla Carnia.

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