Forni Avoltri, il ricordo dell’alluvione del 1966: omaggio alle sette vittime e attenzione alla montagna

Nel sessantesimo anniversario la comunità dell’Alta Val Degano ha rinnovato la memoria della tragedia, coinvolgendo anche le scuole.

05 novembre 2026 01:35
Forni Avoltri, il ricordo dell’alluvione del 1966: omaggio alle sette vittime e attenzione alla montagna -
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A Forni Avoltri il sessantesimo anniversario dell’alluvione del 1966 è diventato un momento di memoria collettiva per una delle ferite più profonde della montagna friulana. La comunità ha ricordato i sette uomini morti mentre cercavano di proteggere il paese durante le giornate del 3 e 4 novembre, quando la piena colpì duramente l’Alta Val Degano.

Alla commemorazione è intervenuta anche l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli, che ha legato il ricordo di quella tragedia al tema della tutela del territorio. Il richiamo è andato in particolare alla vulnerabilità delle aree montane e alla necessità di proseguire con interventi di prevenzione contro il rischio idrogeologico.

Nel suo intervento, Zilli ha sottolineato come il sacrificio di quelle sette persone appartenga non solo a Forni Avoltri, ma all’intero Friuli Venezia Giulia. Un passaggio che, in una provincia come quella di Udine, dove i territori alpini e vallivi convivono con fragilità storiche, assume un valore che va oltre la sola ricorrenza.

Forni Avoltri ricorda le sette vittime dell’alluvione del 1966
Forni Avoltri ricorda le sette vittime dell’alluvione del 1966

Una ferita ancora viva nell’Alta Val Degano

Le condizioni meteo di quei giorni furono eccezionali: piogge molto intense, temperature in rialzo e neve in quota che si sciolse rapidamente. Il risultato fu la piena del Degano e dei corsi d’acqua collegati, con effetti devastanti su viabilità, collegamenti e frazioni del territorio comunale.

Forni Avoltri rimase isolata in una situazione resa ancora più difficile dai danni a ponti e strade. In quel contesto maturò il momento più drammatico, nell’area del Ponte di Sigilletto, dove il cedimento del terreno e delle strutture costò la vita al sindaco Riccardo Romanin e ad altri sei uomini: Raffaele Vidale, Gildo Romanin, Beppino Del Fabbro, Augusto Brunasso, Ezio Brunasso ed Emilio Romanin.

Erano impegnati nel controllo delle infrastrutture minacciate dalla piena e nelle attività necessarie a ridurre i pericoli per la popolazione. È questo il nucleo più doloroso della memoria custodita ancora oggi dalla comunità carnica.

Forni Avoltri ricorda le sette vittime dell’alluvione del 1966
Forni Avoltri ricorda le sette vittime dell’alluvione del 1966

Il valore del ricordo per i più giovani

Tra gli aspetti messi maggiormente in evidenza durante la giornata c’è stato il coinvolgimento delle scuole, promosso dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Fulvio Sluga. La partecipazione degli studenti ha dato alla cerimonia un significato che guarda al futuro, oltre che al passato.

Secondo Zilli, far conoscere ai ragazzi ciò che accadde nel 1966 significa trasmettere il senso dell’impegno civile, della responsabilità verso gli altri e della solidarietà che accompagnò la popolazione nel pieno dell’emergenza. Un’eredità morale che in territori come quelli della montagna udinese resta strettamente intrecciata alla vita quotidiana delle comunità.

La stessa assessore ha ricordato anche la capacità di reazione mostrata da Forni Avoltri dopo il disastro, quando il paese affrontò il dolore e la ricostruzione facendo leva sulla coesione interna e sull’aiuto ricevuto. Una risposta che, a distanza di decenni, continua a essere letta come una testimonianza della tenuta sociale della Carnia.

Forni Avoltri ricorda le sette vittime dell’alluvione del 1966
Forni Avoltri ricorda le sette vittime dell’alluvione del 1966

Dalla commemorazione al tema della sicurezza del territorio

Nel corso dell’iniziativa è stato ribadito anche l’impegno della Regione sulla salvaguardia delle zone montane, dove il dissesto idrogeologico resta un tema centrale. Zilli ha richiamato gli investimenti destinati alla sicurezza dei corsi d’acqua, al consolidamento dei versanti e alla difesa delle infrastrutture, con l’obiettivo di ridurre l’esposizione delle comunità ai fenomeni naturali più critici.

Nel ragionamento dell’assessore, continuità degli interventi e sostegno agli enti locali sono elementi indispensabili per garantire collegamenti sicuri, manutenzione costante e condizioni adeguate per continuare a vivere e lavorare nelle vallate della provincia di Udine.

Forni Avoltri ricorda le sette vittime dell’alluvione del 1966
Forni Avoltri ricorda le sette vittime dell’alluvione del 1966

Zilli ha inoltre richiamato il percorso compiuto dall’Alta Val Degano dopo quella pagina drammatica, ricordando la capacità del territorio di costruire nuove prospettive di sviluppo, anche attraverso attività produttive legate alle risorse naturali della valle, come lo stabilimento di Goccia di Carnia a Pierabech.

Forni Avoltri ricorda le sette vittime dell’alluvione del 1966
Forni Avoltri ricorda le sette vittime dell’alluvione del 1966

La giornata di Forni Avoltri ha così unito due piani: il dovere di ricordare chi perse la vita nel 1966 e la consapevolezza che la tutela della montagna resta una questione aperta e concreta. Per la comunità, e più in generale per il territorio udinese, quella vicenda continua a essere una lezione da non archiviare.

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