Gemona, dagli studenti alle botteghe: l’appello di Confartigianato per il futuro dell’artigianato friulano
Nel convegno all’Isis D’Aronco il richiamo ai giovani: formazione, impresa e memoria della ricostruzione come base per le sfide di oggi.
A Gemona il messaggio più netto della giornata è arrivato ai più giovani: il futuro delle imprese artigiane passa da chi oggi studia e si prepara a entrare nel lavoro. È su questo asse, tra memoria della ricostruzione e prospettive per i prossimi anni, che si è sviluppato il convegno “Le mani della rinascita – L’Artigianato tra terremoto, ricostruzione e nuove sfide”.
L’incontro, promosso da Confartigianato Imprese Udine insieme a Confartigianato Imprese Pordenone, ha riunito a Gemona una platea numerosa, con tanti studenti dell’Isis D’Aronco. Non solo un appuntamento commemorativo nel percorso dei 50 anni dal sisma del 1976, ma anche un’occasione per ragionare sul ruolo che il sistema artigiano può continuare ad avere nel territorio udinese e friulano.
Il richiamo ai ragazzi presenti in sala
A chi era seduto tra i banchi e in platea si è rivolto direttamente il presidente di Confartigianato Imprese Udine, Graziano Tilatti. Il suo invito è stato a raccogliere l’eredità di chi ha contribuito alla rinascita del Friuli dopo il terremoto e a portarla dentro una stagione nuova, segnata da trasformazioni tecnologiche, digitalizzazione e intelligenza artificiale.
Tilatti ha insistito sull’idea che competenze, creatività e capacità di tenere duro restino decisive anche in un contesto produttivo che cambia. Il convegno ospitato all’Isis D’Aronco ha voluto proprio mettere in relazione scuola, formazione e continuità d’impresa, in un luogo che porta con sé anche un valore simbolico per Gemona e per la storia della ricostruzione.
L’istituto che ha accolto l’iniziativa sorge infatti in un edificio realizzato grazie al contributo del governo statunitense, progettato dall’architetto Marco Zanuso e oggi riconosciuto anche per il suo pregio architettonico. Una cornice che ha rafforzato il senso dell’incontro: guardare avanti senza perdere il legame con ciò che il territorio ha costruito dopo il 1976.
Artigianato come presidio sociale oltre che economico
Nel corso della mattinata è intervenuto anche il presidente nazionale di Confartigianato, Marco Granelli, che ha proposto una lettura diversa del comparto. Non aziende “minori”, ma attività radicate nei paesi e nelle città, capaci di restare vicine alle comunità anche nelle fasi più difficili.
Granelli ha sottolineato che il valore dell’artigianato non si misura soltanto in termini economici. C’è anche un peso sociale, fatto di presenza quotidiana, relazioni e capacità di tenere vivi i territori. Ai ragazzi presenti ha ricordato che questo mondo offre spazi concreti e possibilità di realizzazione professionale, anche sotto il profilo del reddito.
Lavoro, norme e intelligenza artificiale nel confronto di Gemona
Una parte centrale dell’evento è stata la tavola rotonda dedicata alle fasi di cambiamento che attraversano il comparto. Nel confronto, moderato dal direttore del Messaggero Veneto-Gruppo Nem Paolo Mosanghini, sono intervenuti tra gli altri Walter Rizzetto, Amedeo Aristei, Paolo Dri e Lorenzo Alessandrini, accanto agli stessi Tilatti e Granelli.
Rizzetto, deputato e presidente della XI commissione Lavoro della Camera, ha richiamato il lavoro in corso sulla normativa di riferimento per il settore artigiano, con l’obiettivo di aggiornare l’impianto legislativo e consentire alle imprese di crescere senza perdere la propria identità. Un passaggio che, nelle intenzioni illustrate, punta a non porre limiti al merito e alla capacità imprenditoriale.
Sul fronte delle competenze, lo stesso Rizzetto ha richiamato la necessità di una preparazione continua, utile anche per affrontare gli strumenti legati all’Ai. Paolo Dri, capocategoria degli edili di Confartigianato Fvg, ha spiegato che l’intelligenza artificiale è già presente nei cantieri, ma va affiancata a quella esperienza pratica che consente di risolvere problemi e trovare soluzioni sul campo.
Da qui il tema, tornato più volte durante l’incontro, di un collegamento sempre più stretto tra formazione scolastica e impresa. Per il mondo artigiano, far conoscere ai giovani il lavoro concreto e l’evoluzione delle professioni resta un passaggio decisivo.
Il legame con protezione civile e ricostruzione
Nel dibattito è emerso anche il rapporto tra artigianato e gestione delle emergenze. Il direttore della Protezione civile regionale, Amedeo Aristei, ha evidenziato come molti artigiani siano impegnati anche nel volontariato e nella guida delle squadre comunali. Nelle situazioni critiche, ha osservato, queste competenze diventano preziose anche per l’organizzazione logistica e per l’allestimento dei campi di accoglienza.
Lorenzo Alessandrini, che fu segretario particolare di Giuseppe Zamberletti, ha riportato inoltre il valore attribuito allora al contributo degli artigiani nei giorni successivi al sisma: una presenza fatta di speranza, capacità operativa e concretezza, considerata essenziale per affrontare l’emergenza e la fase successiva della ricostruzione.
Interventi istituzionali e testimonianze della rinascita friulana
In apertura hanno portato il loro contributo il sindaco di Gemona Roberto Revelant, che ha richiamato il nodo della semplificazione burocratica per aiutare la competitività delle imprese, e l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli, che ha ribadito l’impegno della Regione nel rafforzare il rapporto tra istruzione e mondo del lavoro.
Un messaggio audio del presidente di Confartigianato Pordenone, Silvano Pascolo, ha ricordato la collaborazione tra gli artigiani dei due territori nel post terremoto, mentre il vicepresidente Gino Martinuzzo ha richiamato il valore del lavoro come costruzione del domani. La vicepresidente di Confartigianato Udine Francesca Comello e il dirigente scolastico Nicola Basile hanno sottolineato il significato della sede scelta per l’appuntamento.
Spazio poi alle testimonianze di Diego Carpenedo, di Ivo Del Negro e di Moreno Baccichet, docente di Urbanistica all’Università Iuav di Venezia. I loro interventi hanno riportato al centro aspetti tecnici, umani e culturali della ricostruzione friulana, compreso il contributo degli aiuti statunitensi e la qualità urbanistica che accompagnò quella stagione.
Una tenda della Protezione civile per raccontare il 1976
A completare la giornata è stata l’installazione “1976: Ricostruire il lavoro”, pensata come spazio commemorativo ed esperienziale. Il progetto è stato realizzato con la collaborazione della Sezione di Udine dell’Ana, del Consiglio regionale Fvg, del Comune di Remanzacco e della Società Filologica Friulana.
All’interno di una vera tenda della Protezione civile, i visitatori hanno potuto seguire uno showreel con immagini storiche e testimonianze dirette. Un modo per riportare dentro il presente il legame tra comunità e lavoro artigiano, nel segno di una memoria che a Gemona continua a parlare anche alle nuove generazioni.