Gemona guarda al futuro partendo dal ’76: scuola e artigiani al centro dell’incontro al D’Aronco

Nel convegno promosso da Confartigianato, il ricordo della ricostruzione friulana diventa occasione per rilanciare il legame tra imprese, formazione e giovani.

17 ottobre 2026 14:43
Gemona guarda al futuro partendo dal ’76: scuola e artigiani al centro dell’incontro al D’Aronco -
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Non solo memoria del terremoto, ma una riflessione concreta su ciò che il Friuli ha costruito da allora e su come trasmetterlo alle nuove generazioni. A Gemona del Friuli, all’istituto superiore Raimondo D’Aronco, il convegno promosso da Confartigianato-Imprese Friuli Venezia Giulia ha riportato al centro il valore del lavoro artigiano nella rinascita del territorio.

L’iniziativa, dal titolo “Le mani della rinascita - L’artigianato tra terremoto, ricostruzione e nuove sfide”, si inserisce nel percorso di avvicinamento al cinquantesimo anniversario del sisma del 1976. Un passaggio che, per l’area udinese e per tutto il Friuli, continua a rappresentare una ferita storica ma anche un esempio di capacità collettiva di ripartenza.

All’incontro è intervenuta l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli, che ha richiamato il peso avuto da quel passaggio nella trasformazione economica e sociale della regione. Il terremoto, ha osservato, segnò uno spartiacque profondo, accelerando il cambiamento di un territorio allora ancora in gran parte rurale e segnato dall’emigrazione.

Artigianato e ricostruzione del Friuli, a Gemona il convegno sul sisma del 1976

Gemona simbolo della ricostruzione friulana

Nel suo intervento, Zilli ha indicato Gemona e i comuni del cratere come luoghi emblematici della ricostruzione, dove si è resa visibile la tenuta delle comunità locali e il loro rapporto con il territorio. Da quella stagione, ha sottolineato, è nato uno sviluppo che ha lasciato effetti duraturi sul piano economico, infrastrutturale e produttivo.

Una parte decisiva di quel percorso è stata affidata alle imprese artigiane. Secondo quanto emerso durante il convegno, furono proprio le maestranze locali, con il loro bagaglio di esperienza e capacità tecniche, a contribuire in modo sostanziale alla rinascita dei paesi colpiti. Tradizione del lavoro manuale e competenze professionali più evolute si sono così intrecciate in una fase decisiva per il Friuli.

Per la provincia di Udine, il tema resta particolarmente significativo: parlare oggi di artigianato a Gemona significa tornare in uno dei punti in cui quella ricostruzione ha assunto un valore non solo materiale, ma anche identitario.

Artigianato e ricostruzione del Friuli, a Gemona il convegno sul sisma del 1976

Il nodo di oggi: passare competenze ai giovani

La riflessione, però, non si è fermata al passato. Uno degli aspetti più rimarcati durante l’appuntamento è stato il rapporto tra scuola e mondo produttivo. Per Zilli, la crescita futura del territorio dipende anche dalla capacità delle imprese di collaborare con gli istituti scolastici e di creare percorsi in cui i ragazzi possano orientarsi con maggiore consapevolezza.

Il punto è duplice: da un lato sostenere i talenti dei giovani, dall’altro evitare che il patrimonio tecnico costruito in decenni di lavoro vada disperso. In quest’ottica, le aziende artigiane vengono indicate come un presidio di saperi pratici e professionali da mettere in relazione in modo più stretto con la formazione.

La scelta di ospitare l’incontro proprio al D’Aronco va in questa direzione. Portare il confronto dentro una scuola superiore, infatti, significa legare il racconto della ricostruzione alle prospettive occupazionali e professionali di chi oggi studia in Friuli.

Artigianato e ricostruzione del Friuli, a Gemona il convegno sul sisma del 1976

Nel corso dell’appuntamento, l’assessore ha anche ringraziato il presidente di Confartigianato-Imprese Udine e Friuli Venezia Giulia, Graziano Tilatti, per aver promosso un momento pubblico capace di unire memoria storica e visione futura. Il coinvolgimento diretto del mondo scolastico è stato indicato come uno degli elementi più rilevanti dell’iniziativa.

Il messaggio uscito da Gemona è chiaro: l’eredità del 1976 non riguarda soltanto ciò che è stato ricostruito, ma anche ciò che il territorio sa ancora insegnare. Per l’area udinese, il passaggio decisivo resta quello di trasformare quell’esperienza in opportunità concrete, facendo dialogare imprese, studenti e comunità locali.

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