Da Gemona parte una tappa che porta in corsa la memoria del terremoto del Friuli
Nella frazione del Giro diretta a Piancavallo, il leader della classifica indosserà una maglia speciale dedicata ai 50 anni dal sisma del 1976.
Sabato il Giro d’Italia attraverserà una pagina decisiva della storia friulana prima ancora che una tappa di montagna. Alla partenza da Gemona del Friuli, città che più di altre è rimasta legata al ricordo del sisma del 1976, la maglia del primato cambierà volto per trasformarsi in un segno pubblico di memoria.
Per la ventesima frazione, quella che porterà il gruppo fino a Piancavallo, sulla casacca del leader non comparirà il consueto messaggio promozionale della Regione. Al suo posto ci sarà la frase “Il Friuli ringrazia e non dimentica”, scelta per richiamare il cinquantesimo anniversario del terremoto e il lungo cammino di ricostruzione che ne seguì.
Gemona al centro del messaggio
La scelta del luogo non è secondaria. Gemona rappresenta uno dei simboli più forti della ferita lasciata dal 6 maggio 1976 ma anche della capacità di rialzarsi che ha segnato il Friuli nei decenni successivi. Per questo la partenza della tappa assume un valore che va oltre l’aspetto sportivo e diventa parte del racconto collettivo del territorio.
L’omaggio, annunciato dal presidente della Regione Massimiliano Fedriga, accompagnerà il leader della classifica generale già nelle fasi iniziali della giornata. La stessa maglia celebrativa verrà poi riproposta anche al termine della tappa sul palco di Piancavallo.
Una scelta che mette da parte la promozione
Per un giorno, quindi, il marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia” lascerà spazio a un richiamo identitario molto più profondo. La Regione ha voluto rinunciare temporaneamente a un elemento di visibilità legato alla partnership con il Giro per riservare quel palcoscenico a un messaggio di riconoscenza e memoria.
Secondo Fedriga, la decisione è stata condivisa con gli organizzatori di Rcs e vuole ricordare non solo l’evento drammatico che colpì il Friuli, ma anche la risposta delle comunità, delle istituzioni, dei volontari e di tutto il Paese. Un passaggio che, nelle intenzioni, mette al centro chi contribuì alla rinascita del territorio.
Il Giro come racconto del territorio friulano
L’iniziativa si inserisce nel rapporto costruito negli anni tra il Friuli Venezia Giulia e la corsa rosa, che spesso ha trovato nelle strade della regione un contesto capace di unire sport, partecipazione popolare e identità locale. In questa occasione, il legame si carica di un significato ulteriore proprio perché la tappa nasce in uno dei luoghi più simbolici della memoria friulana.
Nel quadro delle celebrazioni per i cinquant’anni dal terremoto rientra anche la messa commemorativa celebrata a Gemona. La giornata del Giro si affiancherà così ad altri momenti pubblici pensati per tenere vivo il ricordo e trasmetterlo anche a chi conosce quella vicenda soprattutto attraverso i racconti.
Dopo l’arrivo a Piancavallo, la maglia rosa tornerà poi alla veste abituale nelle fasi successive della corsa, fino al gran finale di Roma. Ma la tappa con partenza da Gemona resterà come uno dei passaggi più carichi di significato di questa edizione: una giornata in cui il ciclismo, per il Friuli, diventa anche gesto di gratitudine e memoria condivisa.