Giovani che partono e stipendi bassi: da Trieste un confronto che riguarda anche Udine

Nel dibattito promosso dall’Inps entrano lavoro, calo demografico e disabilità. La Regione richiama imprese e istituzioni a una risposta più concreta.

A cura di Web Team Web Team
01 ottobre 2026 18:18
Giovani che partono e stipendi bassi: da Trieste un confronto che riguarda anche Udine -
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Il tema delle pensioni, in Friuli Venezia Giulia, si intreccia sempre di più con una domanda molto concreta per il territorio udinese: come creare condizioni perché i più giovani scelgano di restare. È questo uno dei messaggi usciti dall’incontro “Il futuro in armonia”, promosso oggi 1 ottobre 2026 a Trieste dalla Direzione regionale dell’Inps.

Il confronto, rivolto a studenti, lavoratori e nuove generazioni, ha messo insieme questioni che toccano da vicino anche la provincia di Udine: qualità dell’occupazione, retribuzioni, denatalità e tenuta del sistema sociale nei prossimi anni.

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Un equilibrio fragile tra occupazione e fuga dei giovani

Nel suo intervento, l’assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen ha richiamato un dato di fondo: il Friuli Venezia Giulia mostra indicatori occupazionali solidi, con disoccupazione e inattività contenute, ma continua a fare i conti con tre problemi aperti. Il primo è l’uscita dei giovani dalla regione, il secondo è il calo della popolazione, il terzo riguarda il livello degli stipendi.

Secondo Rosolen, gli strumenti usati finora non riescono da soli a invertire la tendenza. Incentivi e ammortizzatori, ha spiegato, non bastano se attorno non si costruiscono prospettive più stabili, sia sul piano del lavoro sia su quello della vita quotidiana. Il punto, quindi, non è soltanto trattenere i ragazzi, ma offrire motivi credibili per restare.

Per l’assessore la risposta deve coinvolgere più soggetti insieme: istituzioni, imprese, scuola, formazione e sistema sociale. In questa lettura, la previdenza non è una materia distante o solo tecnica, ma un tema che parte dall’oggi, dalla possibilità di avere occupazioni meno fragili e percorsi professionali duraturi anche nei territori friulani.

L’appuntamento Inps e i temi sul tavolo

L’iniziativa di Trieste è stata coordinata dal direttore regionale Inps Marco De Sabbata e ha affrontato i cambiamenti che stanno ridefinendo il lavoro e, di riflesso, gli equilibri previdenziali. Al tavolo hanno partecipato anche il presidente dell’Inps Gabriele Fava, il presidente della Covip Mario Pepe, il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza e il vescovo monsignor Enrico Trevisi.

L’obiettivo dell’incontro era quello di proporre una riflessione accessibile ma istituzionalmente solida su responsabilità tra generazioni, formazione, trasformazioni del mercato del lavoro e andamento demografico. Temi che per un’area come quella udinese hanno un peso diretto, soprattutto quando si discute di lavoro qualificato e capacità di trattenere competenze.

Disabilità, la sperimentazione coinvolge anche Udine

Nel corso del confronto è intervenuto anche l’assessore regionale alla Salute, politiche sociali e disabilità Riccardo Riccardi, che ha sottolineato il ruolo dell’Inps nell’attuazione della riforma della disabilità. La collaborazione con l’Istituto, ha evidenziato, viene considerata decisiva nel percorso già avviato in regione.

Riccardi ha ricordato che il Friuli Venezia Giulia ha preso parte fin dall’inizio alla fase sperimentale, partita da Trieste e successivamente allargata anche a Udine e Pordenone. Per il territorio udinese questo passaggio assume un rilievo particolare, perché il nuovo impianto punta a collegare la valutazione della persona con il suo progetto di vita e con la rete dei servizi presenti localmente.

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La linea indicata dalla Regione è quella di un sistema capace di mettere davvero al centro autonomia e bisogni individuali, con procedure omogenee e collaborazione tra enti. Sullo sfondo resta una questione più ampia: lavoro, welfare e servizi non possono più essere letti separatamente, soprattutto in una regione che cerca di non perdere giovani e di rafforzare la propria tenuta sociale.

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