Giovanni da Udine, scontro sui conti: Anzil ridimensiona l’allarme sui contributi regionali

Il vicegovernatore contesta l’ipotesi di un taglio da 250 mila euro e richiama la Fondazione a una gestione più prudente del bilancio.

A cura di Web Team Web Team
26 maggio 2026 21:13
Giovanni da Udine, scontro sui conti: Anzil ridimensiona l’allarme sui contributi regionali -
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Al centro del confronto politico cittadino torna il futuro economico del Teatro Nuovo Giovanni da Udine. A intervenire questa volta è il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia Mario Anzil, che respinge la lettura circolata nelle ultime ore su una presunta sforbiciata da 250 mila euro ai fondi regionali destinati alla Fondazione.

La replica arriva dopo le critiche mosse da un rappresentante della Giunta comunale di Udine. Dal punto di vista della Regione, però, i numeri raccontano un quadro diverso e non confermerebbero la riduzione del 25% evocata nella polemica.

I numeri richiamati dalla Regione

Anzil ha indicato le cifre dei due stanziamenti iniziali presi a riferimento: per il 2025 il contributo ammonta a 872.030,03 euro, mentre per il 2026 la previsione è di 799.681,53 euro.

La distanza tra i due importi, secondo il vicegovernatore, è pari a 72.348,50 euro. È su questo dato che la Regione fonda la propria contestazione, sostenendo che parlare di un taglio da un quarto delle risorse non trovi riscontro nella documentazione contabile.

Il punto sul bilancio della Fondazione

Nella ricostruzione fornita da Anzil, la questione non riguarda soltanto l’entità delle somme, ma anche il modo in cui sarebbero state considerate nel bilancio della Fondazione del teatro udinese.

Il vicegovernatore osserva che l’Amministrazione regionale, al momento dell’approvazione del documento contabile, aveva espresso voto favorevole accompagnandolo però con una precisazione formale. In sostanza, l’erogazione delle risorse veniva subordinata alla legge di stabilità e alla successiva ripartizione del fondo disponibile.

Per questo la Regione sostiene di non aver disatteso impegni già consolidati: quei fondi, nella lettura di Anzil, non potevano essere trattati come definitivamente acquisiti prima dei passaggi previsti.

Il richiamo alla prudenza nella gestione

Nel suo intervento, Anzil mette anche l’accento su un tema di metodo. A suo giudizio, sarebbe mancata la necessaria cautela nell’inserire tra le entrate poste che non avevano ancora carattere certo, nonostante le osservazioni verbalizzate dalla stessa Regione.

Il riferimento è a una gestione che, sempre secondo il vicegovernatore, avrebbe dovuto tenere maggiormente conto della natura condizionata di quei trasferimenti pubblici, così da evitare possibili squilibri nei conti della Fondazione.

La vicenda, per Udine, resta delicata perché tocca uno dei principali contenitori culturali della città e riapre il confronto sul rapporto tra programmazione artistica, sostenibilità economica e contributi istituzionali. Anzil ha inoltre fatto sapere che, nella prossima manovra di bilancio della Fondazione Giovanni da Udine, la Regione potrà valutare anche un voto contrario se non emergerà un’impostazione ritenuta più responsabile nella gestione delle risorse pubbliche.

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