Innovazione oculistica a Udine: terapie efficaci che riducono visite e impatto ambientale

La Clinica Oculistica di Udine promuove un approccio sostenibile e centrato sul paziente per la cura della degenerazione maculare

24 aprile 2026 12:34
Innovazione oculistica a Udine: terapie efficaci che riducono visite e impatto ambientale -
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Udine – Puntare sulla centralità del paziente e sull’adozione di terapie all’avanguardia, senza trascurare l’impatto ambientale delle attività sanitarie: questa è la filosofia che anima la Clinica Oculistica dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale, diretta dal professor Paolo Lanzetta. Come sottolinea lo stesso Lanzetta, “la sinergia tra Università, sistema sanitario e mondo imprenditoriale è fondamentale per sviluppare soluzioni innovative che migliorino concretamente la qualità delle cure e la vita di chi si affida a noi”.

Da questa visione nasce uno studio pubblicato sulla rivista internazionale Journal of Ophthalmology, che esplora la sostenibilità delle terapie intravitreali per la degenerazione maculare neovascolare legata all’età. Il progetto è frutto della collaborazione tra l’Università di Udine, l’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale e il team di Gesteco Spa, azienda specializzata in servizi ambientali.

Un nuovo approccio per una patologia complessa

La degenerazione maculare neovascolare è una delle principali cause di visione compromessa nei Paesi sviluppati, comportando trattamenti lunghi e complessi che gravano sia sui pazienti sia sul sistema sanitario nazionale. Lo studio si concentra su un tema sempre più rilevante: l’impatto ambientale del settore sanitario, responsabile di una quota significativa delle emissioni globali di gas serra. Il professor Daniele Veritti, primo autore della ricerca, evidenzia come “la priorità sia fornire terapie efficaci e sostenibili, riducendo al minimo il numero di visite e trattamenti necessari per i pazienti”.

I risultati ottenuti dimostrano che impiegare regimi terapeutici più estesi consente di diminuire significativamente il numero di iniezioni e di accessi in ospedale. Questo comporta non solo un miglioramento della qualità di vita per i pazienti ma anche una maggiore efficienza organizzativa per la struttura sanitaria. Sul fronte ambientale, la riduzione delle visite si traduce in una diminuzione di oltre un terzo dell’impronta di carbonio associata al percorso di cura, equivalente a circa 404 kg di CO₂ per paziente in due anni.

Collaborazione tra sanità e impresa per la sostenibilità

Il successo dello studio è stato possibile grazie al contributo del Team Sostenibilità di Gesteco, che ha applicato metodologie avanzate di analisi ambientale, dimostrando il valore di un approccio integrato tra ambito clinico, ricerca e competenze industriali. Adriano Luci, vicepresidente di Gesteco Spa, ha dichiarato: “La partnership con l’Università conferma come la sostenibilità possa essere concretamente applicata anche in settori complessi come quello sanitario. Esperienze come questa mostrano l’importanza di competenze trasversali in grado di promuovere innovazione responsabile e cura per il territorio”.

Per la Clinica Oculistica di Udine e l’ASUFC questi dati rappresentano un motivo di grande soddisfazione e un incentivo a continuare nel percorso di innovazione, con l’obiettivo di offrire sempre terapie di alta qualità che mettono al centro il benessere dei pazienti, promuovendo allo stesso tempo un sistema sanitario più attento all’ambiente e alle sue risorse.

Questa esperienza testimonia come la ricerca scientifica, unita a una visione sostenibile, possa tradursi in miglioramenti tangibili, contribuendo a un futuro più sano per le persone e per il pianeta.

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