A Gorizia studenti e botanici studiano la biodiversità del parco Basaglia

Un progetto scientifico coinvolge le scuole e l’università per monitorare la flora e favorire la biodiversità con tecniche innovative

23 aprile 2026 09:48
A Gorizia studenti e botanici studiano la biodiversità del parco Basaglia -
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Monitoraggio della flora nel parco Basaglia

Gorizia - Il 13 aprile si è svolta un’importante attività di indagine floristica nel parco Basaglia, nell'area verde affacciata su via Vittorio Veneto. L’evento, parte del progetto “Quadri di natura senza confini” promosso da Legambiente Friuli Venezia Giulia con il supporto di vari enti, ha visto l’intervento di esperti botanici dell’Università di Udine e studenti locali impegnati nel censimento della vegetazione.

Questa iniziativa didattica ha coinvolto una classe seconda dell’istituto agrario Brignoli, seguita dagli insegnanti Davide Mosetti ed Elisabetta Sdrigotti, sotto la guida della coordinatrice Sonia Kucler. Grazie alla presenza di ricercatori qualificati, i giovani allievi hanno potuto apprendere le metodologie scientifiche per rilevare e analizzare la biodiversità del prato, che si caratterizza per una ricca varietà vegetale favorita dalla ridotta frequenza di taglio.

Metodologie e obiettivi del progetto

Il professor Francesco Boscutti, docente di botanica all’università di Udine, ha spiegato agli studenti l’uso dei “quadrati permanenti”, delle aree di 5 metri per 5 delimitate con paletti bianchi e rossi, che verranno monitorate nel corso degli anni per osservare l’evoluzione delle specie presenti. Questo metodo permette di stimare quantità e qualità delle piante, applicare indici di biodiversità e valutare i cambiamenti dovuti a variazioni nella gestione del prato, come la riduzione degli sfalci da frequenti a uno o due all’anno.

Al progetto partecipano anche dottorandi come Edoardo Asquini e Paolo Cingano, impegnati nel rilevamento e nella raccolta di dati su suolo e impollinatori presenti. L’obiettivo è comprendere come le specie tipiche di prati stabili, quali orchidee spontanee e altre piante ecologicamente rilevanti, possano prosperare in un contesto urbano, in contrapposizione alle specie più comuni e resistenti alle falciature frequenti, come pratolina e tarassaco.

Un’occasione per valorizzare la natura in città

Nei prossimi mesi sono previste ulteriori visite sul campo in sincronia con le fioriture stagionali per completare il monitoraggio e offrire dati sempre più dettagliati. L’esperienza, unica nella città di Gorizia, rappresenta un’opportunità fondamentale per conoscere da vicino l’ecosistema urbano e la sua biodiversità, minacciata dall’aumento delle temperature e dall’inquinamento ambientale.

Attraverso metodi naturali e a basso impatto, come la gestione meno invasiva dei prati, si cerca di ristabilire un equilibrio che richiama le antiche pratiche agricole, contribuendo alla mitigazione ambientale in città e alla salvaguardia della ricchezza vegetale locale.

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