Inverno demografico a Udine: calo nascite e manodopera, come trasformare la sfida in opportunità

A Udine il convegno sull’inverno demografico: calo delle nascite, manodopera e politiche integrate tra imprese e istituzioni.

09 aprile 2026 16:15
Inverno demografico a Udine: calo nascite e manodopera, come trasformare la sfida in opportunità -
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UDINE – Non è una prospettiva futura, ma una realtà già in atto che potrebbe ridefinire profondamente lavoro, economia e società. Il tema è stato al centro del convegno “Inverno demografico. Trasformare la sfida in valore”, promosso da Ceccarelli Group e ospitato oggi, 9 aprile, al Bluenergy Stadium di Udine. L’evento ha affrontato il calo delle nascite, l’invecchiamento della popolazione e le difficoltà nel reperire manodopera qualificata, riunendo istituzioni, imprese, mondo accademico, sanitario e sociale.

Un confronto multidisciplinare

La mattinata, condotta dal vicedirettore di Focus Economia di Radio 24, Sebastiano Barisoni, ha messo in luce la portata del problema: “Non parliamo più di inverno demografico – ha detto – ma di una vera e propria glaciazione. Siamo scesi sotto le 350 mila nascite e il rischio è di arrivare a un punto di non ritorno”. La popolazione stabile in Italia, ha spiegato, è dovuta principalmente ai flussi migratori, ma serve ripensare le politiche sull’immigrazione in chiave economica e produttiva.

Politiche pubbliche e il caso Friuli Venezia Giulia

L’assessore regionale al Lavoro, Formazione e Istruzione, Alessia Rosolen, ha illustrato le politiche messe in campo: dal 2018 gli investimenti per la famiglia sono passati da 17 a oltre 117 milioni di euro, con attenzione a asili nido, dote famiglia, dote scuola e formazione universitaria. “Non si tratta di misure spot, ma di interventi strutturali che accompagnano le persone lungo tutto il ciclo di vita”, ha sottolineato, evidenziando l’importanza di trattenere i giovani sul territorio.

Prospettive demografiche e strategie di lungo periodo

Il docente e ricercatore Alessio Fornasin ha spiegato che il problema della natalità è strutturale e di lungo periodo, e che gli effetti delle scelte attuali si vedranno tra vent’anni. Il Friuli Venezia Giulia mantiene stabilità demografica grazie ai flussi migratori, ma è necessario evitare strategie locali che spostano il problema senza risolverlo.

Cultura, fiducia e sanità

Mons. Dino Bressan, vicario generale dell’Arcidiocesi di Udine, ha evidenziato la disaffezione verso la natalità, definendo l’ansia il miglior anticoncezionale moderno. Secondo il vicario, occorre recuperare una cultura della famiglia e del sacrificio, anche nel mondo del lavoro.

Il prof. Silvio Brusaferro, docente di Igiene generale e applicata, ha sottolineato l’importanza della prevenzione e della qualità della vita, ricordando che l’età media senza disabilità è di circa 58 anni e che serve rafforzare le reti di assistenza per le persone fragili, anche tramite politiche migratorie integrate.

Il punto di vista delle imprese

Dal mondo imprenditoriale, Dario Roncadin, AD di Rondadin Spa, ha evidenziato la difficoltà globale nel reperire manodopera: “Oggi non basta offrire un lavoro: bisogna offrire un progetto di vita”. L’attenzione va rivolta soprattutto ai territori periferici e alle aree pedemontane, con progetti concreti per attrarre e trattenere lavoratori qualificati.

Ceccarelli: collaborazione pubblico-privato

Il presidente di Ceccarelli Group, Luca Ceccarelli, ha concluso sottolineando la necessità di un impegno condiviso: “L’inverno demografico è già realtà e va affrontato con urgenza. Le aziende devono diventare protagoniste del cambiamento, investendo su sostenibilità, etica e attrattività”.

Tra le iniziative illustrate: il bilancio di sostenibilità, la Fondazione Ceccarelli e progetti di integrazione lavorativa. Tra questi, un case study con la comunità filippina a Ovaro, che ha unito inserimento lavorativo e riqualificazione di un’abitazione dismessa, e progetti simili con la comunità argentina, finalizzati a integrare competenze e rafforzare il territorio.

“Solo lavorando insieme, pubblico e privato, possiamo trasformare questa sfida in un’opportunità concreta”, ha concluso Ceccarelli.

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