Lavoro oltreconfine, tappa a Udine per la missione Ue sul progetto Euradria

Dopo l’avvio degli incontri in regione, la visita della Commissione europea tocca anche Udine per valutare servizi e strumenti dedicati a lavoratori frontalieri e imprese.

21 maggio 2026 19:10
Lavoro oltreconfine, tappa a Udine per la missione Ue sul progetto Euradria -
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Udine entra nel percorso di verifica avviato dalla Commissione europea sul lavoro transfrontaliero in Friuli Venezia Giulia. La missione istituzionale dedicata a Euradria, il partenariato che segue la mobilità professionale tra territori di confine, comprende infatti anche il Centro per l’impiego del capoluogo friulano, in un programma che coinvolge più sedi regionali e i partner sloveni.

L’iniziativa si inserisce nell’attività di monitoraggio sui progetti sostenuti dal programma europeo Eaai-Eures, che finanzia la cooperazione a supporto della mobilità lavorativa dentro l’Unione. In questa cornice, la Regione ha presentato il funzionamento dei servizi pensati per chi cerca o offre lavoro tra Italia e Slovenia, con attenzione sia alle esigenze delle aziende sia a quelle dei lavoratori frontalieri.

La visita del rappresentante europeo Helmut Lechner, funzionario della Direzione generale Occupazione, Affari sociali e Inclusione, è partita da Trieste con un confronto con l’assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen. Ma per il territorio udinese il passaggio nei centri per l’impiego ha un significato concreto: mette sotto osservazione il modello organizzativo regionale e il coordinamento costruito in questi anni attraverso la rete Eures.

Perché la tappa udinese conta

Il coinvolgimento di Udine non è formale. La rete dei servizi per l’impiego del Friuli Venezia Giulia viene considerata uno degli snodi operativi del progetto, chiamato a dare risposte in un’area dove gli spostamenti per lavoro hanno un peso crescente. La verifica della Commissione europea serve anche a capire come i servizi pubblici riescano a connettere orientamento, incontro tra domanda e offerta e assistenza a chi si muove oltre confine.

Assieme a Udine, nel calendario figurano anche Gorizia e Nova Gorica, dove sono previsti momenti di confronto con i partner sloveni. Partecipano inoltre le organizzazioni sindacali del Csi-Consiglio sindacale interregionale Fvg-Slovenia, dato che Cgil, Cisl e Uil fanno parte del partenariato Euradria.

Le indicazioni della Regione sulla nuova fase

Nel corso degli incontri, Rosolen ha definito il Friuli Venezia Giulia come un contesto avanzato di cooperazione europea tra istituzioni, servizi per l’impiego, mondo produttivo e rappresentanze sindacali. Secondo l’assessore, Euradria ha dimostrato di poter accompagnare in modo concreto imprese e lavoratori dentro un mercato sempre più aperto e interconnesso.

La Regione ha anche rivendicato il risultato ottenuto sul fronte dei finanziamenti europei: il Friuli Venezia Giulia sarà di nuovo capofila del progetto e, per il programma 2026-2028, rappresenta l’unico partenariato italiano sostenuto in questo ambito. Un passaggio che, nelle valutazioni regionali, conferma la tenuta della rete costruita negli anni e la capacità di sviluppare strumenti condivisi.

Tra gli obiettivi della prossima fase ci sono un lavoro più strutturato sulla raccolta dei dati, il potenziamento della comunicazione e l’introduzione di soluzioni innovative per rendere più efficace l’incontro tra offerte delle imprese e profili professionali disponibili, anche con l’uso di strumenti basati sull’intelligenza artificiale.

Che cos’è Euradria

Euradria è un progetto cofinanziato dall’Unione europea nell’ambito del programma Easi-Eures dedicato alle partnership transfrontaliere. L’area di intervento comprende il Friuli Venezia Giulia e le regioni slovene di Goriska, Obalno-kraska e Notranjsko-kraska.

Il partenariato mette a disposizione sportelli sul territorio e servizi digitali per sostenere chi lavora o cerca occupazione tra i due Paesi, oltre alle imprese che hanno bisogno di orientarsi in un mercato del lavoro che supera i confini amministrativi. La missione europea in corso in regione, unica tra i sei partenariati cross-border finanziati per il biennio 2026-2028, rafforza il peso di questo progetto anche per il sistema dei servizi che fa capo a Udine.

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